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Assopokerista · Sit & Go

Gli heads-up hyperturbo giocati contro un fish

Scritto da
05/09/2015 16:30

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Ad uno sguardo distratto, gli heads-up hyperturbo possono sembrare un gioco dove non ci sia molto spazio per la strategia, ma chi pensa questo si sbaglia di grosso: Adam “coffeeyay” Sobolewski lo sa bene.

Professionista da diversi anni, laureato sia in matematica che in fisica ed esperto di questa variante, “coffeeyay” analizza un sit&go hyperturbo da 100 dollari giocato verosimilmente contro un giocatore occasionale, con tutte le conseguenze che questo comporta.

 La varianza, in questa specialità, può essere davvero spietata

Trattandosi di una specialità dove le fiches iniziali sono appena 500 ed i bui crescono rapidamente, saper estrarre il massimo valore ed essere aggressivi da bottone sono due dei molti aspetti da sottolineare.
In una delle mani analizzate hero apre da bottone a 40 fiches k j , venendo chiamato: “Se il nostro avversario 3-bettasse all-in dovremmo foldare, mentre già con k q sarebbe una decisione più difficile. Se ad esempio quelle due stesse mani fossero suited dovremmo comunque chiamare per via dell’equity”.

Il flop è 8 k 9 , ed hero decide di c-bettare a 40 fiches su un piatto di 80, una size su cui “coffeeyay” concorda: “Si tratta di un board piuttosto scary per tutta una serie di mani, che quindi non vogliamo far foldare”. Il nostro avversario chiama, il turn è il a e lui checka di nuovo.

“Abbiamo ancora una mano molto forte, ovviamente non siamo disposti a foldare. Contro alcuni giocatori potrebbe essere un buono spot per checkare dietro, ma non credo che valga contro questo avversario, dovremmo avere delle read che ci suggeriscano come sia capace di bluffare spesso al river. Visto che il piatto è 160 penso che punterei 90, una size che ci consente di avere uno stack adeguato per andare all-in al river”.

Hero punta invece 70 ed il big blind folda: “Si tratta di una puntata troppo piccola, al river dovremmo overbettare all-in, e credo che il suo calling range non cambi sia che facciamo 70 o 90, mentre potrebbe succedere se puntassimo oltre le 100 fiches”.

Un’altra mano su cui si concentra è quella in cui hero apre a 40 con k k , venendo chiamato, ma checkando dietro su flop 9 a 7 : “Non mi piace per niente. Capisco che abbia voluto magari trasformare la sua mano in un bluffcatcher nelle street successive, ma su un flop simile non credo foldi mai né un 9 né un 7, e ci sono davvero molti draw da cui poter prendere valore”.

Il turn è il 8 , ed hero decide di limitarsi a chiamare la puntata pari a metà piatto, mentre sul river a il nostro avversario checka: quanto dovremmo valuebettare? Per Adam questa è una buona occasione per pottare: “Il range del grande buio è composto soprattutto da bluffcatcher, e siccome è un fish non si chiederà quante volte dovremmo bluffare in questo spot perché il call sia profittevole, ma si domanderà soltanto se abbiamo una mano oppure no. In questo senso, l’asso al river è un’ottima carta per noi, visto che lui non dovrebbe averlo mai e noi non possiamo rappresentarne uno”.

Hero decide invece di fare 80, ed il grande buio folda: “Puntando il piatto l’avremmo magari spinto a foldare qualche volta un più, ma non troppi e comunque credo che facendolo massimizziamo il valore che possiamo estrarre“.

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