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2-7 Triple Draw: la strategia di base

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15/02/2013 07:17

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Sì, Phil Ivey ha vinto anche nel Deuce to Seven...Il 2-7 Triple Draw oltre ad essere ormai presenza fissa alle World Series Of Poker è tornato anche alla ribalta ai tavoli di cash game high stakes: eccovi quindi una guida alla strategia di base su come affrontare correttamente questa variante.

Anzitutto, quando ci si avvicina ad una variante di questo tipo è fondamentale capire il valore delle mani di partenza. Il vostro obiettivo generale è quello di giocare draw cosiddetti “smooth“, evitando se possibile i “rough“. Difficile a dirsi, semplice da capire. Ammettiamo che abbiate un progetto come 2-3-4-8-x piuttosto che uno come 2-6-7-8-x: è piuttosto lampante come il primo sia molto migliore del secondo.

Ammettiamo infatti che, in entrambi i casi, nel primo round scartiate una carta e troviate un cinque: nel primo caso avrete la quinta mano migliore possibile e quindi ottime probabilità di vittoria, mentre nel secondo la vostra mano sarà soltanto la diciassettesima migliore possibile. Questo, chiaramente, aumenta a dismisura la possibiltà che possiate essere battuti: ecco perché nel secondo caso è solitamente preferibile scartare anche l’otto e cercare di puntare a chiudere un 7-low.

Ricordando che l’asso è la carta più alta e che a differenza di quanto avviene nel razz qui scale e colori inificano il vostro punto, vi renderete ben presto conto che alcune carte sono fondamentali, per ragioni diverse: in particolare, nel 2-7 triple draw essenziali sono i due e per altre ragioni i sei.

Il due è indispensabile nel caso in cui vogliate chiudere un 7-low: poiché il vostro obiettivo sarà di chiudere al peggio un buon 8-low, capite perché solitamente giocatori  esperti eviteranno mani di partenza che non ne presentino uno.

Il sei è invece una carta che potrà darvi problemi, semplicemente perché un draw che ne contenga uno rischia di poter chiudere una scala, e quindi di vedere vanificata la vostra mano. Nel caso in cui vi troviate progetti come 2-3-6 o 2-4-6 potrete certamente giocarli, ma con la dovuta attenzione.

Solitamente vorrete giocare draw a cui manchino una o due carte per essere completati. Potrete giocare dal big blind con una mano come 2-x-x-7-x o 2-5-x-x-x, e con lo stesso tipo di mani potrete cercare di rubare i bui nel caso i giocatori che vi si trovano siano piuttosto chiusi: se chiamati avrete ancora una mano giocabile.

Come sempre, vorrete investire fiches nel piatto quando vi troverete in vantaggio e fare il contrario quando la situazione non è a vostro favore: puntare ogni qualvolta si è favoriti è sempre una buona idea. Poiché non ci sono carte comuni e le uniche che vedete sono le vostre, dovrete basarvi sul numero di carte che il vostro avversario scarta: se nel primo draw lui ne ha cambiate tre e voi due, dovreste sempre puntare, ed a parti invertite aspettatevi che lui faccia altrettanto.

Nel caso in cui chiudate un punto come un 8-low non particolarmente bello – ad esempio, 8-7-6-5-2 – potrete decidere di “darvi serviti” o gettare la vostra mano chiusa per trovarne una migliore. In generale, non dovreste mai prendere in considerazione l’idea di farlo con progetti 8-6-low o migliori, ma può valerne la pena nel caso intuiate di essere battuti ed il piatto che state giocando è piuttosto grande. Di certo non dovrete prenderla come abitudine.

Anche il bluff è relativamente raro, e solitamente viene detto “snowing“: consiste nel darsi serviti fin da subito o magari dopo aver appena scartato una carta e puntare in modo insistente, quando in realtà non si ha niente. Ovviamente, dovrete farlo in modo sporadico e non casuale. Una classica situazione in cui farlo è quando nella vostra starting hand vi è servito un tris di due, quando non addirittura un poker. Infatti, per quanto detto prima ben pochi giocatori vorranno affrontare numerose puntate senza un due, e quindi la probabilità che possiate vincere il piatto facendo foldare mani migliori è piuttosto elevata.

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