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Spagna, poker online: Governo Sanchez abbassa tassazione al 20% per attirare investitori internazionali!

In Spagna, il neo Governo socialista guidato dall'economista Pedro Sanchez ha deciso di equiparare la tassazione spagnola a quella italiana (tranne per le scommesse che nel bel paese è al 22%) nel poker online: il prelievo passerà dal 25% al 20% sulle revenues (fonte SBCNews). La ratio è quella di agevolare gli investimenti internazionali verso il paese iberico. Una mossa intelligente che potrebbe creare nuovi posti di lavoro nella penisola, al netto della demagogia (per contrastare realmente la ludopatia servono provvedimenti seri come la tessera del giocatore e una regolamentazione mirata dei messaggi pubblicitari).

Il Governo ha intenzione di rilasciare nuove licenze per il poker ed il gioco online in generale, nel corso dell'anno. Se in Italia si fa un passo indietro con l'inutile norma della pubblicità (inutile perché non tutela i ludopatici ma rafforza semmai il gioco illegale), la Spagna va avanti.

La cosa certa è che con questo neo governo di sinistra, il mercato iberico va avanti nella regolamentazione e l'apertura della liquidità condivisa nel poker è da leggersi come un tentativo di arginare al meglio l'offerta di siti illegali. In Italia invece da modello regolatorio, rischiamo di diventare in Europa maglia nera, soffocati da slogan propagandistici.

Rimangono immutati al 10% i prelievi per quanto concerne gli operatori che hanno sede nelle due città autonome Ceuta e Melilla, nell'estremo sud. Il Governo ha infatti studiato un'alternativa al "modello Gibilterra" considerando che la penisola britannica non farà più parte dell'Unione Europea con Brexit, l'uscita della Gran Bretagna dalla UE.

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Il General de Ordenación del Juego, l'ente regolatore spagnolo per il gioco online ha detto la sua sul ban della pubblicità approvato dal Governo italiano. Lo ha riferito il direttore giochi dell'ente governativo, Guillermo Olague all'agenzia di stampa Agimeg: "Dal punto di vista del regolatore, la pubblicità per il gioco online è assolutamente necessaria perché è l’unico modo per conoscere il settore e perché è la sola via che hanno per combattere il mercato illegale. Ma, d’altra parte, dobbiamo anche proteggere i giocatori.  C’è quindi un equilibrio che bisogna seguire ed è giugno rispettare i tanti interessi che ci sono in questo mercato. Rispettiamo assolutamente il punto di vista italiano ma siamo più per un approccio più ampio nella pubblicità. Significa che dobbiamo regolare la pubblicità che non è sicuramente un settore “normale”, mettendo dei limiti. Ma allo stesso tempo dobbiamo capire che la pubblicità è uno dei mezzi più importanti per canalizzare i consumatori verso il gioco legale ed evitare che vadano verso operatori illegali”. La Spagna ha una regolamentazione molto rigida della pubblicità in televisione e non solo. Un esempio da seguire.

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Editor in chief - Giornalista e analista betting
Luciano Del Frate è giornalista iscritto all’Ordine da oltre 25 anni e vive a Malta dal 2012. Laureato in Giurisprudenza, è specializzato nei sistemi regolatori del settore gaming e nella comunicazione del gioco legale in Italia. Dopo gli inizi tra quotidiani e televisioni, dai primi anni 2000 lavora nel mondo delle scommesse come consulente, approfondendo da vicino le dinamiche del mercato internazionale. Dal 2010 fa parte della squadra di Assopoker, dove racconta poker, betting e industria del gioco con un approccio tra analisi, esperienza e passione. Malato di sport fin da bambino, non ha mai smesso di inseguire quel sogno nato sfogliando il Guerin Sportivo