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Daniel Negreanu, dopo la vittoria del POY WSOP, chiede un cambio di sistema: 'Più qualità, meno quantità'

Daniel è già al 2020

I grandi giocatori si riconoscono anche da questi particolari. Non stanno a cullarsi sugli allori oltre il dovuto tempo e guardano già avanti. Il loro business plain non ammette fermate intermedie e nella logica del profitto che determina la carriera di ogni singolo players, non bisogna mai smettere di programmare. Non si è dunque Daniel Negreanu per caso e sopratutto non si diventa uno dei più grandi giocatori di sempre senza una mentalità del genere. Il terzo titolo POY WSOP  è appena entrato nella ricchissima bacheca del canadese, ma "Kid Poker" ha già la testa rivolta alla prossima edizione delle WSOP.

E le idee sono chiare fin da adesso. Cambiare il sistema di punteggio del player of the Year delle World Series of Poker. Per renderlo più umano, per trasformarlo in qualcosa di più popolare per tutti, per far si che la qualità possa sovrastare la quantità. Questo in sintesi il pensiero di Daniel Negreanu per la prossima edizione. Se è vero che il POY WSOP mette in palio solo il trofeo e la gloria, è altrettanto vero che vincerlo è un sogno per tutti. Il problema però, sembra che per vincerlo un giocatore debba disporre di un bankroll infinito, oltre a delle skills fuori dal comune.

Le polemiche sul sistema di assegnazione punti del Player of The Year WSOP non sono mai mancate. Il concetto che passa con l'attuale distribuzione di punti è quello di una fiera all'ingrosso: più giochi e più ITM fai, più punti guadagni. Un concetto neanche troppo sbagliato se vogliamo vederlo nella mera ottica della competizione. Però così facendo, si taglia fuori davvero un numero importante di giocatori che per mille motivi non possono sedersi ad ogni evento, come ha fatto Daniel Negreanu nell'ultima edizione di WSOP e WSOPE 2019.

Il nuovo POY secondo Kid Poker

Nonostante il terzo trionfo nel POY WSOP della sua carriera e nonostante un successo al cardiopalma, Daniel Negreanu attacca la musica dal suo account Twitter. Il suo messaggio è articolato in sei punti e prevede:

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  • Considerare un massimo di 12 ITM, fra quelli raccolti da ogni singolo player
  • Azzerare o quasi il punteggio dei Mini-Cash
  • Maggior punti per coloro che arrivano nella top 27
  • Punteggi più alti per coloro che centrano il final table 
  • Punti meno pesanti per coloro che approdano ITM al main event
  • Più qualità e meno quantità

Difficile non essere d'accordo con questa sorta di programma elettorale del canadese. In fondo è quello che hanno sempre chiesto tutti a gran voce. Il messaggio è stato lanciato da Daniel Negreanu, ottenendo subito il consenso della rete. Ora resta da vedere, se chi nella stanza dei bottoni delle WSOP avrà intenzione di raccogliere queste indicazioni, oppure no. Fra pochi mesi lo scopriremo e sicuramente prima dello start della 51° edizione. Sarebbe il modo migliore, per il giro di boa del secondo mezzo secolo di vita.

 

Sport e Poker Editor
Nel mondo del giornalismo sportivo fin dall’età di 16 anni, ha realizzato quasi 800 radiocronache e firmato oltre 10.000 articoli. Da circa 15 anni si occupa di poker, betting e gaming, diventando una delle firme più esperte del settore. Nato il 12 marzo 1983 e residente a Borgo San Lorenzo, nel cuore del Mugello, ha iniziato con le radiocronache del calcio dilettantistico, intuendo fin da subito che quella sarebbe stata la sua strada. La svolta arriva nel 2010 con l’ingresso in Assopoker, dove amplia il proprio raggio d’azione raccontando il mondo del gioco a 360 gradi. Appassionato di calcio fin da bambino, con un legame viscerale per lo sport, non rinuncia mai a viaggi e momenti di relax appena possibile. Autoironico e diretto, ama definirsi un “mangiatore da competizione”: con lui, una cena vale più di qualsiasi vestito firmato.