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Calvin Anderson vince il WPT Prime senza alcuna Time Bank Card

Non è mai stato un segreto che alcuni dei giocatori più forti del mondo online, siano spesso e volentieri anche quelli che riescono nel poker live, anche se, va sempre specificato, le due specialità sono decisamente molto diverse tra di loro.

Alcune delle caratteristiche che mettono in evidenza i giocatori che arrivano dal mondo del gioco a distanza e che spesso si riversano in quelle che sono le dinamiche del gioco live, fanno spesso capo alla velocità di pensiero.

L'uso del Time Bank

Ne abbiamo parlato in più di un'occasione sul nostro portale e la maggior parte delle volte sono stati spesso i pro ad avere il sopravvento sui contro.

Parliamo delle Time Bank Card, quelle carte, o chips, che vengono consegnate all'inizio del torneo a tutti i giocatori che partecipano ad un torneo di poker e che possono essere utilizzate per poter usufruire di un tempo di ragionamento maggiore rispetto al solito.

La durata di ognuno di questi lasciapassare per la dilatazione del proprio tempo a disposizione, dipende da torneo a torneo e anche il numero di queste cards date in dotazione ai partecipanti, non è mai fisso, ma sempre variabile a seconda di quello che decide l'organizzazione.

Questo tipo di dinamica è ormai utilizzata in tutti i tornei che si giocano in seno ai circuiti più importanti del Nuove e del Vecchio Continente, anche al World Poker Tour dove, però, al recente WPT Prime Championship giocatosi a Las Vegas, è successo un fatto piuttosto curioso che riapre il dibattito tra i pro e i contro della cosa.

La vittoria di Calvin Anderson

Nei giorni scorsi, infatti, è uscito un pezzo su Codigopoker.com, che mette in evidenza come alcuni dei campioni più affermati, delle cartine del tempo aggiuntivo, non sanno proprio cosa farne.

Il successo è infatti andato a Calvin Anderson, uno che detiene il record di 10 titoli messi in tasca allo SCOOP di PokerStars e ha messo in tasca un totale di 1,38 milioni di dollari per le sue giornate in ufficio in quel di Las Vegas durante il WPT Prime Championship.

Anderson ha dimostrato di essere uno dei giocatori più versatili dell'intero panorama pokeristico mondiale, capace di raggiungere obiettivi sensazionali sia online che live.

Bene, "Cal42688" ha messo la vittoria in tasca dopo quattro giornate di torneo, durante le quali non ha mai utilizzato nemmeno una delle Time Cards, restituendole intatte all'organizzazione alla fine della sua vittoria.

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L'unicità della cosa è stata sottolineata anche da Matt Savage, il Direttore Esecutivo del World Poker Tour, il quale ha addirittura condiviso un Twitter per celebrare la cosa e fare i complimenti ad Anderson.

20 ricevute, 20 restituite

Nell'immagine utilizzata da Savage si notano tutti e 20 i gettoni time extension, completamente integri e lasciati sul tavolo da Anderson dopo le foto di rito per la sua vittoria.

In conclusione non sono pochi i giocatori che si sono posti la domanda più importante: le capacità di prendere una decisione nel più breve tempo possibile, possono aiutare a mantenere alta la concentrazione e, di conseguenza, a giocare il proprio A-Game?

L'esempio di Calvin Anderson sembra dare una risposta chiara e netta sulla faccenda, visto lo scarso, o in questo caso, assente, utilizzo delle chips, o cartine, come preferite, in questione.

La rapidità delle decisioni da prendere, probabilmente ereditata dal suo modo di giocare online, ha aiutato e aiuta davvero anche nei tornei live?

Voi cosa ne pensate?

Poker e Sport Editor
Andrea Borea, nato nel marzo 1973, proviene da un percorso inizialmente lontano dall’ambito umanistico, seguendo gli interessi familiari prima di intraprendere la strada che lo avrebbe portato nel mondo del poker e dell’editoria. Dopo l’ingresso in Assopoker, avvia collaborazioni di rilievo con Luca Pagano per PokerPoker.it e Pagano Events. È stato il primo a bloggare per l’Italia il Main Event delle World Series of Poker da Las Vegas nel 2008 e nel 2009. Ha contribuito alla realizzazione delle collane “Lo sport del Poker” e “I segreti del Grande Poker” per La Gazzetta dello Sport, con cui ha collaborato anche come autore di articoli sul Texas Hold’em, prima di passare a PokerStars.it. Negli ultimi anni ha scritto per diverse realtà del settore, tra cui ItaliaPokerClub, Betfair, PokerStarsNews, PokerStars Learn e Ludos Academy.