C’è un’America che non compare nei film di Hollywood né nelle aule solenni della Corte Suprema, ma che vive di notte, tra tavoli privati, fiches che valgono quanto appartamenti e partite di poker dove il confine tra finanza, celebrità e azzardo diventa sottile. È lì che si incrocia la parabola di Tom Goldstein.
In questo Articolo:
- 1 Goldstein: dal poker high stakes alle accuse di evasione
- 2 Toby Maguire chiede aiuto a Goldstein
- 3 Tobey Maguire il più vincente e spietato del Big Game californiano per Molly Bloom
- 4 Le contestazioni dell'IRS
- 5 La testimonianza di Tobey Maguire e il suo rapporto con Goldstein
- 6 I fatti in sintesi e il contesto: il processo penale a Tom Goldstein
- 7 Il caso Goldstein: come si sono svolti i fatti (timeline)
Goldstein: dal poker high stakes alle accuse di evasione
Per anni Goldstein è stato l’immagine stessa dell’establishment legale di Washington: avvocato di primo piano, fondatore di SCOTUSblog – il sito di riferimento per seguire la Corte Suprema – frequentatore delle stanze dove si decide la giurisprudenza americana. Un uomo di sistema, insomma. Oggi siede invece dall’altra parte, su una sedia da imputato in un tribunale federale del Maryland, accusato di evasione fiscale e false dichiarazioni legate a milioni di dollari di vincite al poker.
La sua storia racconta qualcosa di più di un semplice caso giudiziario: mostra come, nell’America delle élite, diritto, denaro e gioco d’azzardo possano mescolarsi in modo quasi naturale.
Toby Maguire chiede aiuto a Goldstein
A testimoniare contro di lui è comparso anche Tobey Maguire, volto noto di Hollywood, l’ex Spider-Man. Non un imputato, ma un testimone dell’accusa. La sua deposizione ha aperto uno squarcio su quel mondo parallelo dei cosiddetti “poker circles”, circoli ristretti dove si gioca ad altissime poste e dove siedono fianco a fianco attori, miliardari texani, professionisti della finanza e avvocati d’élite.
Maguire ha raccontato di aver chiesto aiuto proprio a Goldstein per recuperare oltre sette milioni di dollari di vincite maturate in una di queste partite, in particolare contro il miliardario banchiere texano Andy Beal. Una cifra che, in quel contesto, sembra quasi routine, pazzesco ma vero. Per il servizio legale avrebbe pagato mezzo milione di dollari. Ma il denaro – secondo l’accusa – non sarebbe transitato nei canali ufficiali dello studio, bensì attraverso intermediari, un percorso opaco che i procuratori leggono come un modo per coprire debiti personali di poker dello stesso Goldstein.
Tobey Maguire il più vincente e spietato del Big Game californiano per Molly Bloom
A rendere ancora più cinematografico il quadro è il giudizio di Molly Bloom, la donna che di quel sottobosco dorato è stata la regista occulta – l’organizzatrice dei celebri “big game” californiani raccontati nel memoir Molly’s Game. Secondo Bloom, Tobey Maguire non era soltanto una star capitata per caso al tavolo, ma il giocatore più vincente e più spietato di quel circuito privato.
Non il dilettante fortunato, bensì un professionista travestito da attore: disciplinato, paziente, capace di leggere gli avversari e, soprattutto, ossessionato dal margine matematico.
In quelle partite dove produttori, hedge fund manager e miliardari texani bruciavano milioni con leggerezza quasi mondana, Maguire faceva l’opposto: trattava ogni fiches come un investimento, ogni mano come una trattativa. Bloom lo descrive come il vero “predatore” del tavolo, quello che nel lungo periodo usciva sempre con il bottino più pesante. Un dettaglio che ribalta l’immaginario hollywoodiano: sotto la maschera di Spider-Man, il più freddo dei calcolatori.
A Hollywood c'è chi sostiene che quelle vincite abbiano danneggiato la carriera di Tobey Maguire, con alcuni produttori e registi che se la sono legata al dito.
Le contestazioni dell'IRS
Da qui l’impianto accusatorio: milioni di dollari di vincite non dichiarate al fisco, documenti finanziari ritenuti fuorvianti, pagamenti impropri mascherati da attività professionale. L’IRS, l’agenzia delle entrate americana, quando entra in scena, raramente lo fa per dettagli marginali.
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Goldstein respinge tutto. Sostiene di essersi sempre affidato a commercialisti e consulenti, di non aver avuto alcuna intenzione fraudolenta. La linea difensiva è classica: errore contabile, non dolo. Ma il clima attorno al processo è quello delle grandi cadute pubbliche, quando una figura simbolo dell’establishment viene trascinata in una narrazione quasi morale, la hybris seguita dalla resa dei conti.
Il dibattimento, previsto per diverse settimane nel distretto federale di Greenbelt, porterà in aula altri giocatori professionisti e testimoni di quell’ecosistema dove le vincite e le perdite si misurano in milioni. Non è soltanto un caso fiscale: è uno spaccato di come una parte dell’élite americana viva il denaro come flusso continuo, liquido, dove il confine tra lavoro, investimento e scommessa si fa indistinto.
In fondo, questa vicenda racconta un paradosso tipicamente americano: chi osservava e spiegava le regole del potere – un esperto della Corte Suprema, custode della legalità costituzionale – oggi deve difendersi dall’accusa più antica e più prosaica, quella di non aver pagato il conto al fisco.
E il tavolo verde, ancora una volta, si rivela meno un gioco e più uno specchio.

La testimonianza di Tobey Maguire e il suo rapporto con Goldstein
Nell' aula silenziosa di Greenbelt, Maryland, Tobey Maguire si è alzato a parlare. Non per difendere un supereroe dal volto segnato dal tempo, ma per raccontare l’ombra lunga di un gioco che diventa mito e, infine, legge. E’ una scena perfetta per chi ama le storie che nascono negli angoli tra Hollywood e le grandi sale da poker, dove le fiches fanno da spartito e il destino si gioca a carte scoperte.
L’attore, celebre per aver incarnato Spiderman che volteggiava tra i grattacieli di Manhattan, ha descritto la sua discesa — non in una battaglia epica, ma in una partita di alta posta — con la serena intensità di chi sa di aver varcato confini più narrativi che reali. Ha detto ai giurati che nel 2020 e nel 2021 si era affidato a Tom Goldstein, un ex leggendario avvocato della Corte Suprema, per recuperare oltre 7 milioni di dollari di vincite in un gioco ad alto rischio contro un miliardario del Texas.
Il cuore della testimonianza, tuttavia, non è un racconto di vittorie o di relazioni con magnati del Texas, ma il battito incerto tra fiducia e sospetto. Maguire ha spiegato di aver pagato 500.000 dollari come onorario per quel servizio — una cifra che, secondo i pubblici ministeri, sarebbe stata convogliata a coprire debiti di Goldstein piuttosto che risolvere quelli di Maguire.
E qui, come spesso accade nelle storie che raccontano l’America dei grandi numeri e delle speculazioni personali, si mescolano l’eroe e l’antieroe: Goldstein, cofondatore della prestigiosa SCOTUSblog e arciere di più di quaranta battaglie davanti alla Corte Suprema, ora nega con fermezza ogni intenzione dolosa — attribuendo a errori contabili ciò che i pubblici ministeri dipingono come un’evasione fiscale da oltre 5,3 milioni di dollari.
Non è un romanzo, né un film hollywoodiano — anche se uno dei protagonisti è un divo di cinema — ma qualcosa di più inquietante: è il luogo in cui il gioco lascia di essere metafora e diventa documento contabile, dove le fiches non saltano più sul tavolo verde, ma si trasformano in numeri su una dichiarazione dei redditi. Qui, nella fragile linea tra legge e opportunità, si consumano le ultime scommesse di un mondo dove il rischio non è solo di chi punta, ma di chi racconta.
I fatti in sintesi e il contesto: il processo penale a Tom Goldstein
- Tom Goldstein: ex avvocato di punta agli Stati Uniti, co-fondatore di SCOTUSblog, ora sotto processo per evasione fiscale e false dichiarazioni legate a vincite di poker milionarie.
- Tobey Maguire: attore noto per Spider-Man, ha testimoniato come testimone della pubblica accusa; non è imputato.
Cosa sostiene Maguire
- Maguire ha detto di aver incontrato Goldstein tramite “poker circles” e di avergli chiesto aiuto per recuperare oltre $7 milioni di vincite da un giocatore texano miliardario dopo una partita ad alto rischio.
- Per quel servizio, Maguire ha pagato $500.000 come parcella legale.
- Invece di essere pagata direttamente allo studio, la somma è stata indirizzata tramite terzi — secondo i pubblici ministeri per coprire debiti di poker di Goldstein stesso.
Le accuse contro Goldstein
- Goldstein ha negato ogni accusa, affermando di aver sempre fatto affidamento su contabili e gestori degli affari e che non c’era nessuna volontà criminale nelle sue dichiarazioni fiscali.
- I procuratori federali sostengono che Goldstein abbia nascosto milioni di dollari di vincite di poker all’IRS, mentito su documenti di prestito e fatto pagamenti impropri attraverso il suo studio legale.
- L’indagine include anni di gioco ad alte poste, con vincite e perdite documentate da milioni.
Contesto del processo
- Il processo si svolge nel distretto federale di Greenbelt, Maryland.
- È atteso che duri circa quattro settimane e comprende anche testimonianze di altri giocatori di poker professionisti.
Il caso Goldstein: come si sono svolti i fatti (timeline)
2016–2022 – Goldstein partecipa a numerosi match di poker heads-up ad altissime poste high stakes in partite private, inclusi: si stimano vittorie per decine di milioni di dollari contro vari avversari (oltre $50 milioni secondo le stime in un solo anno, una cosa folle).
Estate 2024 – Secondo testimonianze passate, Goldstein perde somme rilevanti in partite private, comprese alcune in occasione di un compleanno di una celebrità a Mykonos.
Indagini e Procedimenti Legali
16 gennaio 2025 – Individuazione del reato e incriminazione
Un grand jury federale del Maryland indirizza una accusa formale a Tom Goldstein con 22 capi d’imputazione per:
- evasione fiscale;
- preparazione di dichiarazioni fiscali false o fraudolente;
- mancato pagamento delle tasse dovute;
- false dichiarazioni su domande di mutuo.
27 gennaio 2025 – Goldstein si dichiara non colpevole e riceve ordine di non giocare poker durante l’iter processuale.
Febbraio–Marzo 2025 – Battaglie legali pre-processo:
- Goldstein contesta condizioni di rilascio e monitoraggi dei dispositivi elettronici, e prova a indebolire alcune accuse contestate dalla difesa.
Processo Federale – Maryland
Gennaio 2026 – Inizia il processo a Greenbelt, Maryland:
- 13 gennaio 2026: giuria selezionata e apertura ufficiale del processo.
- 21 gennaio 2026 – Testimonianze di altri protagonisti del poker emergevano in aula, incluso il problema di riscossione di una vincita di $6M da Bob Safai.
- 28 gennaio 2026 – Prima apparizione di testimoni chiave come l’attore Alec Gores e altri giocatori di poker.
- 28 gennaio 2026 – Tobey Maguire testimonia al processo: afferma di aver ingaggiato Goldstein tra il 2020 e il 2021 per cercare di recuperare oltre $7 milioni di vincite di poker da un uomo d’affari texano (identificato in sede di testimonianza come il miliardario Andy Beal, banchiere colui che in passatò sfidò Phil Ivey e Doyle Brunson).
- Maguire ha dichiarato di avere pagato $500.000 come onorario per i servizi legali di Goldstein, che secondo i pubblici ministeri sarebbe stato reindirizzato attraverso terzi — e non accreditato direttamente — per coprire debiti di poker di Goldstein.
Contesto delle Accuse
Secondo l’atto d’accusa federale e l’indagine del DOJ (Dipartimento di Giustizia):
- Goldstein avrebbe nascosto milioni di dollari di vincite di poker all’IRS e avrebbe usato fondi aziendali per finalità personali;
- avrebbe sottostimato o omesso redditi milionari dovuti alle vincite, mentre sosteneva spese personali.