Il mondo del cinema, ma non solo, ha imparato a conoscere "Marty Supreme", uno dei film più visti in Italia nel periodo dopo le feste di Natale e tra i maggiori candidati a sbancare nella notte degli Oscar, avendo ottenuto ben 9 nomination.
Una pellicola che non è un vero biopic, ma che si ispira a Marty Reisman, leggendario giocatore di ping-pong statunitense e al contempo rinomato scommettitore, naturalmente non nei circuiti legali, interpretato da Timothée Chalamet (nella foto in copertina).
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"Marty Supreme", ritratto di un mito del ping pong
Come detto il protagonista di "Marty Supreme" è un tal Marty Mauser, personaggio ispirato a Marty Reisman, leggendario giocatore di ping-pong statunitense tra gli anni Quaranta e i Novanta, addirittura.
Un periodo di tempo lunghissimo, da record, ma che ha reso Reisman un vero mito: non solo per la sua bravura, ma pure per la sua longevità.
Nato nel 1930 e morto nel 2012, Reisman è arrivato cinque volte sul podio ai mondiali di ping-pong, nelle competizioni individuali o a squadre.
E ha vinto il suo ultimo torneo nel 1997, sempre utilizzando il metodo Hardbat, ovverosia le racchette "vecchio stile", senza la spugna incollata al legno. Un cambiamento di attrezzo che avrebbe rivoluzionato per sempre quello sport, ma non l'attitudine di Reisman.
Come Stu Ungar?
Vedendo "Marty Supreme", interpretato magistralmente da Timothée Chalamet, il primo paragone che ci viene da fare è tra Mauser/Reisman e Stu Ungar. Anche proprio dal punto di vista corporale, fisico.
Il contesto un po' torbido della New York dei bassifondi, la necessità quasi impellente di giocare, la competizione continua, trovare i soldi per andare a disputare i tornei a costo di rischiare la pelle, anche una certa somiglianza fisica. Soprattutto, la capacità incredibile di cacciarsi nei guai.
Solo che al posto del poker o del gin rummy c'è il ping-pong, o tennis tavolo; insomma, quello sport lì che tutti abbiamo praticato una volta nella vita, per gioco. Ma non con l'attitudine maniacale di Marty.
Piccolo spoiler: "Marty Supreme" è il nome delle palline arancioni che vengono prodotte griffate in onore del protagonista.
Il betting nel film
L'aspetto del betting compare già nella prima metà del film, che è anche il punto di svolta della trama. Tutto ruota intorno a un cane, di proprietà di un boss mafioso, che Marty e il suo amico Wally dovrebbero portare dal veterinario al più presto, visto che il suo padrone è stato coinvolto in un incidente.
Per andare dal veterinario il personaggio interpretato da Chalamet riceve un mucchio di soldi, che però vengono investiti in un'altra maniera. In sfide a ping-pong contro dei bellimbusti locali, dove Marty all'inizio finge di essere scarso per alzare la posta in gioco, salvo poi tornare il fenomeno di sempre.
Da lì in avanti la fuga, la scoperta, il caos e l'ennesimo capitolo di un film ricco di colpi di scena. La storia del fingersi scarso, accettare scommesse a proprio favore partendo con handicap di punti anche pesante, è realmente ispirata a ciò che faceva Reisman.
Episodio vero, ma invece non riportato nel film "Marty Supreme", l'aneddoto di Reisman che cerca di scommettere 500 dollari su se stesso prima di una partita a Detroit, andando da un tizio che crede essere un bookie, ma che invece è addirittura il presidente della Federazione Usa di ping-pong, che chiama un poliziotto e lo arresta.
"Marty Supreme", film da Oscar?
Candidato a nove premi Oscar, "Marty Supreme" sembra destinato a vincere sicuramente quantomeno la statuetta per il Miglior Attore.
Timothée Chalamet è accreditato di quote stracciate ormai proposte dai principali bookmakers online, intorno all'1.20 (la quota media di mercato), rispetto al 6.50 di Leonardo Di Caprio ("Una battaglia dopo l'altra") con più staccati Wagner Moura ("L'agente segreto"), Ethan Hawke ("Blue Moon") e Michael B. Jordan ("Sinners").
Marty Mauser potrebbe essere il primo personaggio bene o male legato al mondo del betting a vincere l'Oscar come Miglior Attore Protagonista, interpretato da Timothée Chalamet.