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johan guilbert folda assi

La singolare linea di Johan Guilbert con gli assi: slowplaya preflop, folda river!

In questi giorni Cipro è il centro della scena mondiale high stakes, con le Onyx High Roller Series che hanno richiamato nell'isola mediterranea i più quotati professionisti da ogni angolo del Globo.

L'evento numero 3 della rassegna, 50.000$ NLHE Grand Slam, ha registrato il secondo posto finale di Johan Guilbert. Nella strada che gli ha permesso di mettere in cassa una moneta di 870.000$, il franco-italiano ha intavolato diverse mani degne di nota.

Tra tutte, oggi ne approfondiamo una piuttosto particolare, in cui Guilbert slowplaya una coppia di assi preflop per poi foldare (correttamente) al river.

La mano

Il torneo da cinquantamila dollari di buy-in è già in the money e i giocatori hanno assicurato un premio minimo di 120.000$.

Su blinds 40.000-80.000 con bb ante, Gha Iakobishvili, un giocatore che si è mostrato capace di piazzare bluff estremi con poca considerazione dell'ICM, apre a 170k Q 10 da utg con 5,5 milioni di stack.

Su big blind Johan Guilbert ha 6,2 milioni di chips e si limita al call con A A .

Flop Q 10 10, Guilbert check-chiama la cbet di Iakobishvili dimensionata a 120.000.

Sul turn 4 nuovo check-call, con la second barrel del russo a 430.000 chips.

Sul *7 river Guilbert checka per la terza volta, Iakobishvili spara una pot sized bet di 1.625.000 e il francese folda la sua coppia di assi!

Una size che rivela?

La condotta di Guilbert nella mano è pesantemente influenzata dalla mancata tribet preflop, che con la mano di partenza più forte del gioco sarebbe stata la giocata standard per valore.

Fino a quel momento Iakobishvili aveva dato prova di essere capace di piazzare bluff senza paura, è quindi probabile che il francese si sia limitato al call da una parte per evitare di portarlo al fold con la tribet, dall'altra per lasciarlo aggredire postflop.

Coerentemente con il just call pre, al flop e al turn Guilbert si mantiene sulla linea del call, visto che un eventuale raise da parte sua, verosimilmente, porterebbe l'avversario a seguire con mani migliori della sua coppia di assi, e a fargli foldare tutte le mani peggiori.

A intuito diremmo che nel fold river del francese ha avuto tanta voce in capitolo la size avversaria. Se Iakobishvili in ultima strada avesse usato una size più contenuta, Guilbert avrebbe avuto un easy call perché spesso si sarebbe trovato davanti a un AQ o KQ che giocavano per valore.

La bet dimensionata al pot polarizza il russo su bluff o punti dal trips in su. Alcuni player loose giocano in modo allegro sulle prime strade di gioco, ma con più cautela quando devono bluffare un big pot al river.

Probabilmente per Guilbert l'avversario ricadeva in questa categoria di loose, e il suo fold è tanto più giustificato alla luce del fatto che con il suo A il francese blockerava diversi progetti di colore con cui l'avversario avrebbe potuto piazzare una triple barrel in bluff.

Quante volte deve essere buono 'Yoh.Viral?'

Al river, sulla bet della stessa dimensione del pot di Iakobishvili, per pot odds Guilbert deve essere buono poco più spesso di una volta su tre per andare in pari. Ricordiamo la formula:

1.625.000/(3.200.000+1.625.000)=0,336...=33,6%

Ovviamente, dal momento che ha deciso di foldare, Guilbert si è evidentemente persuaso di gettare le carte nel muck qualora avesse chiamato con una frequenza maggiore.

 

Cosa ha detto Guilbert dopo il fold

Il fold di Guilbert viene salutato dai 'wow' di approvazione dei commentatori dello streaming.

"Gran fold Yoh.Viral! - dicono al microfono prima che il russo si rivolga al francese.

"Battevi la regina? - chiede Iakobishvili provocatoriamente, ma poi aggiunge - avevo di meglio".

"Avevi meglio di un dieci? Ti dico che lo so che avevi almeno un dieci - gli risponde Guilbert - ho fiducia nella mia read. Ti dovevo credere"

Il video

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Giornalista
Dopo anni passati a scrivere di altro, in un periodo sabbatico si è appassionato al poker e dal 2012 è diventato il suo pane quotidiano. Intanto ha scritto un paio di libri che niente hanno a che vedere col nostro meraviglioso gioco. Vive in Maremma dove è riuscito a realizzare il sogno che aveva preso forma nella sua mente da piccolo davanti a un 486 con 4Mb di RAM, ovvero lavorare comodamente da casa scrivendo al computer. Laurea magistrale in scienze della comunicazione, da venti anni iscritto all'Ordine dei Giornalisti, prima di conoscere il poker si è occupato di cronaca sulla stampa quotidiana nazionale e di musica su quella periodica, quest'ultima soprattutto per entrare gratis ai concerti. Poi ha creato e diretto per cinque anni un freepress bilingue turistico-locale. Al termine di questa esperienza il suo percorso si intrecciò con il NLHE grazie a un amico che giocava su Full Tilt Poker.
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