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Filippo Candio

Dai November Nine agli August Nine: storia del format rispolverato dalle WSOP

Con una decisione solo parzialmente inattesa, le WSOP hanno annunciato il ritorno di un format per il Main Event stile "November Nine", che era stato abbandonato nel 2016: quello del differimento del tavolo finale, che stavolta sarà in agosto. E torna anche ESPN.

WSOP 2026: il doppio annuncio-shock: il Main Event WSOP torna su ESPN, il final table ad agosto!

L'account ufficiale delle WSOP ha pubblicato la "breaking news" quando in Italia era quasi ora di cena, e tutti ci si stava preparando per la partita della Nazionale di calcio. L'annuncio è di quelli da "first reaction: shock", soprattutto per l'utenza americana: il 10.000$ No-Limit Hold'em World Championship, più conosciuto come WSOP Main Event, torna su ESPN, uno dei più seguiti e popolari broadcaster della tv statunitense.

A partire dal 2026, la ESPN fornirà una copertura completa del WSOP Main Event, che culminerà con l'ampiamente anticipato tavolo finale spalmato su tre giorni, in prima serata su tutte le tv americane. L'accordo è pluriennale, anche se non ne è stata resa nota la scadenza.

La notizia che già era trapelata era invece l'intenzione di tornare a differire leggermente il tavolo finale. Quel "leggermente" è diventato ufficialmente una pausa di 20 giorni che, considerando le tempistiche tecniche, è quanto serve per preparare una massiccia copertura da parte di ESPN e consentendo il ritorno a una vero e proprio storytelling pokeristico.

Le date del final table

Le date da segnarsi sono dal 3 al 5 agosto 2026, dalle 21 fino a mezzanotte orario EST, vale a dire dalle tre alle sei del mattino italiane. Ma l'ora italiana qui conta relativamente, perché si tratta chiaramente di un'operazione finalizzata a riportare il poker nelle case degli americani. A cascata, poi, verranno le altre conseguenze per il mondo del poker in generale, e sembrano davvero tutte positive.

Ma se tutto è così bello, come mai il format era stato abbandonato? Proviamo a capirlo insieme, facendo una breve storia di questo format.

C'erano una volta i November Nine: ascesa e caduta del format che ha cambiato la storia del poker

Nell'anno del Signore 2008 il poker online era in pieno boom in tutto il mondo ed era fresco di arrivo anche in Italia. L'entusiasmo era alle stelle, i forum di poker erano frequentatissimi e la curva dell'interesse verso il poker viveva un'impennata che andava oltre le più rosee aspettative. La ricerca dei nuovi giocatori poteva muoversi su diverse direttrici, ma quella televisiva era ancora parzialmente inesplorata. Da qui, oltre che da un netto calo di iscritti che l'edizione 2007 aveva fatto registrare rispetto a quella record del 2006, l'idea dei "November Nine".

2008: la prima "nidiata" e la vittoria di Eastgate

L'idea di differire il tavolo finale era perfetta per il tempo, anche da un punto di vista di marketing, nonostante le perplessità non mancassero. Tra quelli meno convinti c'era anche uno dei qualificati, Ylon Schwartz, che riteneva il rinvio del final table come una ferita alla purezza del poker...

Ad ogni modo, come era prevedibile le poker room facevano a gara per accaparrarsi i giocatori e poter così mostrare le patch con i propri brand nella diretta televisiva del tavolo finale del torneo più atteso e seguito dell'anno. Phillips, Demidov, Eastgate, Schwartz, Suharto e Chino Rheem erano brandizzati da PokerStars, Montgomery, Marquis e Kim da Full Tilt Poker.

Questa la line-up:

GIOCATORENAZIONESTACK
Dennis PhillipsUSA26.295.000
Ivan DemidovRussia24.400.000
Scott MontgomeryCanada19.690.000
Peter EastgateDenmark18.375.000
Ylon SchwartzUSA12.525.000
Darus SuhartoCanada12.520.000
David RheemUSA10.230.000
Craig MarquisUSA10.210.000
Kelly KimUSA2.620.000

L'heads up fu tra due ragazzi, il ventisettenne russo Demidov e il ventiduenne danese Eastgate, che alla fine trionfò diventando il più giovane campione di sempre di Main Event, oltre che il primo a farlo da "November Niner". Il primo record gli sarebbe stato soffiato da Joe Cada l'anno seguente, il secondo non glielo potrà mai togliere nessuno.

2009: c'è Ivey, ma non basta

Se nel primo anno erano mancati i grandi personaggi, la seconda edizione dei November Nine era una sorta di "JACKPOT". Tra i qualificati c'era infatti anche sua maestà Phil Ivey, già al tempo considerato il più forte giocatore di poker al mondo e tra i membri del Team Full Tilt, quando ancora la red room era in auge.

La battaglia dei brand era ancora più furiosa e, in questo caso. La presenza di Phil Ivey spostava da sola l'ago della bilancia verso Full Tilt, che sponsorizzava anche James Akenhead, Steve Begleiter ed Eric Buchman, mentre la patch PokerStars la indossavano Joe Cada e Kevin Schaffel. Il francese Antoine Saout era il testimonial di Everest Poker, mentre Jeff Shulman faceva marketing pro domo sua, essendo al tempo direttore del mensile Card Player. A rimanere fuori era il vero outsider del tavolo finale, uno degli anti-personaggi più incredibili mai visti su un tavolo da poker: Darvin Moon. L'allora quarantacinquenne era un taglialegna proveniente da Oakland, non quella luccicante della California ma quella più anonima del Maryland. Moon, che purtroppo ci ha lasciato nel 2020, aveva rifiutato categoricamente ogni proposta di indossare patch da parte di poker room online, perché "non voglio rispondere ad alcuna domanda", disse.

GIOCATORENAZIONESTACK
Darvin MoonUSA58.930.000
Eric BuchmanUSA34.800.000
Steven BegleiterUSA29.885.000
Jeff ShulmanUSA19.580.000
Joe CadaUSA13.215.000
Kevin SchaffelUSA12.390.000
Phil IveyUSA9.765.000
Antoine SaoutFrance9.500.000
James AkenheadEngland6.800.000

Quell'edizione è passata alla storia sì per il vincitore più giovane di sempre, Joe Cada, sì per l'ombroso boscaiolo Darvin Moon, ma a rimanere nella memoria collettiva c'è ancora oggi l'incredibile errore commesso da Phil Ivey, poi uscito con un settimo posto piuttosto anonimo, per uno come lui e per le aspettative che lo circondavano.

2010: indimentiCandio

La terza edizione dei November Nine è forse la migliore di sempre, per i protagonisti e per quanto succede al tavolo. Lo è sicuramente per noi italiani, grazie a Filippo Candio, la cui presenza da primo italiano di sempre bastava già a far saltare i server di tutti i forum di settore.

La performance del sardo, con le mani epiche e quel quarto posto finale, suggellano quella del 2010 come edizione indimenticabile per noi. E poi c'erano altri grandi personaggi, come Michael Mizrachi e Joseph Cheong.

GIOCATORENAZIONESTACK
Jonathan DuhamelCanada65.975.000
John DolanUSA46.250.000
Joseph CheongUSA23.525.000
John RacenerUSA19.050.000
Matthew JarvisCanada16.700.000
Filippo CandioItaly16.400.000
Michael MizrachiUSA14.450.000
Cuong “Soi” NguyenUSA9.650.000
Jason SentiUSA7.625.000

A vincere fu Jonathan Duhamel, ma anche il canadese non rimarrà nella storia tanto per la vittoria, quanto per il tremendo scoppio che aveva rifilato al povero Matt Affleck a 15 left.

2011: col Black Friday cambia tutto

Quella del 2010 è anche l'ultima edizione "spensierata" dei November Nine. Il 15 aprile del 2011, infatti, il tristemente famoso "Black Friday" avrebbe cambiato per sempre i connotati dell'industria del poker online, con pesantissime conseguenze anche sulla reale utilità del final table del Main Event WSOP posticipato a novembre.

Quell'anno il field era anche di una certa qualità, ma per noi italiani fu una prevedibile delusione, visto quanto avevamo vissuto l'anno prima con Candio. I giocatori forti c'erano eccome, ma mancava qualcosa.

GIOCATORENAZIONESTACK
Martin StaszkoCzech Rep.40.175.000
Eoghan O'DeaIreland33.925.000
Matt GiannettiUSA24.750.000
Phil CollinsUSA23.875.000
Ben LambUSA20.875.000
Badih “Bob” BounahraBelize19.700.000
Pius HeinzGermany16.425.000
Anton MakiievskyiUkraine13.825.000
Sam HoldenEngland12.375.000

Vinse - e dominando - il tedesco Pius Heinz, che aveva tutto per diventare un uomo-copertina del poker, ma decise di eclissarsi molto presto, sparendo del tutto dalla circolazione e dai tornei di poker live.

2012: la redenzione di Merson e il problema del final table infinito

Anche nel 2012 non ci furono italiani qualificati. Le possibilità di marketing dell'evento, vuoi per i cali di ascolti vuoi per i budget delle poker room che iniziavano a calare, erano in fase di ridiscussione. In Italia era PokerItalia24 a trasmettere l'evento, che ebbe un problemino...

GIOCATORENAZIONESTACK
Jesse SylviaUSA43.875.000
Andras KoroknaiHungary40.050.000
Greg MersonUSA28.725.000
Russell ThomasUSA24.800.000
Steven GeeUSA16.860.000
Michael EspositoUSA16.260.000
Robert SalaburuUSA15.155.000
Jacob BalsigerUSA13.115.000
Jeremy AusmusUSA9.805.000

La fase finale, caratterizzata dai primi esempi di Limping strategy soprattutto da parte del futuro vincitore Greg Merson, allungarono la durata dello streaming all'estremo. Così, quando vinse un commosso Merson, in Italia era quasi ora di pranzo. In generale, quella di Merson era una bella storia di redenzione, per un giocatore che era riuscito a riemergere da una storia di dipendenze, ma Greg non era esattamente un personaggio che bucava il video.

2013: l'anno di "Rois"

Anche nel 2013 aspettammo invano la presenza di un italiano tra i November Nine. Il cast era anche interessante e variegato, tra professionisti, amatori totali e outsider di lusso come Jay Farber:

GIOCATORENAZIONESTACK
JC TranUSA38.000.000
Amir LehavotIsrael29.700.000
Marc-Etienne McLaughlinCanada26.525.000
Jay FarberUSA25.975.000
Ryan RiessUSA25.875.000
Sylvain LoosliFrance19.600.000
Michiel BrummelhuisNetherlands11.275.000
Mark NewhouseUSA7.350.000
David BenefieldUSA6.375.000

Il primo a uscire fu Mark Newhouse e ricordatevi questo nome perché ne riparleremo tra poco. A vincere fu invece un ragazzo statunitense molto bravo, Ryan Riess, che gioca ancora oggi e probabilmente non avrà capito perché, quando incontra italiani, lo chiamano tutti "ROIS".

2014: il poco invidiabile record di Newhouse, nell'anno di Jacobson e il suo documentario

Per la prima volta, nel 2014, un giocatore diventa November Nine per due anni consecutivi. Si tratta di Mark Newhouse ed è l'aspetto statistico più interessante per un'edizione ancora senza italiani al traguardo:

GIOCATORENAZIONESTACK
Jorryt van HoofNetherlands38.375.000
Felix StephensenNorway32.775.000
Mark NewhouseUSA26.000.000
Andoni LarrabeSpain22.550.000
Dan SindelarUSA21.200.000
William TonkingUSA20.050.000
Martin JacobsonSweden14.900.000
Bruno PolitanoBrazil12.125.000
Billy PappasUSA17.500.000

Mark Newhouse centrò uno di quei record che nessuno vorrebbe imitare: arrivare per due anni al final table WSOP Main Event e uscire entrambe le volte per primo! Alla fine la sua era stata comunque una doppia bellissima cavalcata, ma dal finale più amaro che dolce.

Vinse, con grande merito, Martin Jacobson, professionista svedese che segnò anche una novità mediatica. Martin viene seguito passo passo nella preparazione al final table, in un documentario che ancora oggi rappresenta un bellissimo pezzo di narrazione pokeristica e un vero spot al gran lavoro che c'è dietro a un professionista di poker. Si trattava di un'aggiunta di qualità a un format il cui destino, purtroppo, appariva già segnato.

2015: l'occasione persa di Butteroni

La penultima edizione dei November Nine vide finalmente tornare un italiano tra i magnifici nove: Federico Butteroni!

GIOCATORENAZIONESTACK
Joe McKeehenUSA63.100.000
Zvi SternIsrael29.800.000
Neil BlumenfieldUSA22.000.000
Pierre NeuvilleBelgium21.075.000
Max SteinbergUSA20.200.000
Thomas CannuliUSA12.250.000
Joshua BeckleyUSA11.800.000
Patrick ChanUSA6.225.000
Federico ButteroniItaly6.200.000

Intorno al romano si era costruita una discreta narrazione, anche se lo stack era davvero ridotto e le speranze di rimonta non moltissime. Lui, purtroppo, ci mise del suo, con una condotta un po' troppo rinunciataria che gli fece "sciacallare" una posizione solo grazie al gentile omaggio di Patrick Chan, immolatosi al nono posto. Poi l'uscita in ottava piazza e quella senzazione di occasione persa, anche se davanti alle telecamere, seduti a quel tavolo, è sempre più difficile che dal divano di casa.

La vittoria andò a Joe McKeehen, statunitense molto forte ma che non entrerà mai nella Hall Of Fame dei simpaticoni.

2016: addio November Nine

Il format era già stanco, e il 2016 fu come "the last nail in the coffin". Il cast dei qualificati era notevolissimo, a partire dal chipleader Cliff Josephy, una sorta di guru dei torneisti online che partiva anche da chipleader:

GIOCATORENAZIONESTACK
Cliff JosephyUSA74.600.000
Qui NguyenUSA67.925.000
Gordon VayoUSA49.375.000
Kenny HallaertBelgium43.325.000
Michael RuaneUSA31.600.000
Vojtech RuzickaCzech Rep.27.450.000
Griffin BengerCanada26.175.000
Jerry WongUSA10.325.000
Fernando PonsSpain6.150.000

Per "JohnnyBax" tifavano tutti i ragazzi nati con l'online e cresciuti anche grazie al suo apporto, ma Josephy si fermò "tragicamente" al terzo posto, dopo una gestione forse rivedibile del final table. La cosa peggiore fu che la vittoria andò a un giocatore che era un po' l'antitesi della meticolosa preparazione di Cliff Josephy: Qui Nguyen, un gambler come tanti altri, senza la personalità per lasciare il segno, né per salvare un format che - infatti - venne archiviato.

WSOP 2026: ci attendono gli "August Nine"

Adesso, la curiosità è quella di vedere cosa ci attenderà e quali saranno le differenze tra i "November Nine" e questi "August Nine". Il ritardo di soli 20 giorni potrebbe in realtà fare gioco, perché tre mesi e passa erano forse troppi, e 3-4 giorni sono pochi. In 20 giorni, invece, si può costruire una narrazione coi fiocchi. Il resto, ovviamente, lo farà la qualità dei protagonisti. Sperando che ci sia un italiano tra questi, naturalmente.

Giornalista - Poker e Sport Editor
Nato nel 1972 in Calabria, pratica diversi sport con alterne fortune, anche per via di un fisico non esattamente da Guardia Svizzera. Dai primi anni ’90 ad oggi, il suo percorso lavorativo e di vita non ha mai smesso di accompagnarsi alle varie passioni: dalla musica alle arti visive, alla tecnologia e alla scrittura. Prima DJ in vari club, poi tecnico e regista televisivo, quindi giornalista. Nel 2006 scopre il Texas Hold’em che dal 2007 diventa il suo pane quotidiano, creando la prima redazione online interamente dedicata al poker, in Italia. Anche lo sport non ha mai smesso di essere parte della sua vita, seppur non vissuto ma raccontato. Da anni scrive di calcio, basket e tennis, con particolare amore per quest’ultimo, ben prima che diventasse sport nazionale con la Sinner-mania e tutto ciò che ne consegue.