Esclusiva - Mentre dall'altra parte dell'Oceano sono in corso le World Series Of Poker e a Campione d'Italia i Campionati Italiani 2026, nella cittadina belga di Namur si è appena concluso il Main Event PokerStars Open by PokerStars Poker.
Al tavolo finale erano presenti due italiani. Il solito Lulei Hu ha detto subito addio ai sogni di gloria in nona posizione. Dario Quattrucci è invece salito fino al quinto posto, quando ha trovato l'eliminazione in un cooler che lo ha visto pushare coppia di nove trovando un avversario dietro con coppia di assi.
Il cammino dell'azzurro è però stato segnato da diverse giocate spumeggianti. A cinque left Quattrucci ha anche fatto volare un top full nel muck sul miniraise river dell'avversario. Abbiamo raggiunto Dario per farci spiegare il suo thinking process. Una lettura consigliata tanto per gli appassionati di poker online che per quelli di poker live.
Premessa: questo è un articolo di strategia avanzata per giocatori più esperti.
In questo Articolo:
La mano
Su blinds 75k-150k Dario Quattrucci apre x2 Q J da cutoff con 5,5M di stack. Andrew Hulme difende da big blind K 5 con 5M di chips.
Su flop K K 10, Hulme checka, Quattrucci punta 150.000, call.
Turn Q , Hulme check-chiama la second barrel di Quattrucci dimensionata a 450k.
River K , Hulme checka per la terza volta, Quattrucci punta 1.3M, Hulme ci pensa per un timebank e poi miniraisa x2.
Quattrucci va in the tank e alla fine folda il suo bel full house... Ecco la mano sul nostro replayer personalizzato:
E ora lasciamo che sia lo stesso Dario a spiegare strada per strada questo full foldato.
Il TP preflop di Dario
"Ultima mano prima della pausa, siamo 5-handed, sto giocando con più di 35bb e sono quarto dei cinque. Apro Q-J da cutoff e foldano tutti fino a big blind, che è il giocatore più regular tra gli avversari, diciamo quello con i TP un po' più profondi rispetto agli altri (Andrew Hulme era anche il giocatore con più titoli al final table, con più di 4 milioni incassati in tornei live, ndr)".
"Fa un gesto che fa capire che stia per foldare, però poi ci pensa meglio, direi anche alla luce del fatto che ero proprio io ad aprire, visto che avevo l'immagine un po' più aperta degli altri. Alla fine chiama e si rimette seduto in postazione, pronto sia fisicamente che mentalmente."
Come ha pensato Dario Quattrucci al flop...
"Al flop lui checka. Io sono un po' indeciso se l'opzione migliore possa essere quella di checkare dietro e tenere tutto il suo range dentro, o comunque bettare un blind come poi ho fatto in game. Ho valutato che bettare un blind potesse essere la cosa migliore perché comunque da questo giocatore non mi aspetto check-raise in bluff, tra l'altro qui ha pochissimi check-raise, non penso che mi check-raisi mai J8 o Q8.
Anche con asso-carta-alta, tipo AJ e AQ, credo che chiami sempre al flop, e lo stesso con tutti i 10-x. Quindi betto un blind e mi tengo tutto il range dentro, visto che comunque ho anche dei Kx. Su questo board non penso ci sia un importante vantaggio di range di qualcuno. Dopo la mia bet lui calla."
Non mi aspetto check-raise da parte sua, se non con il nuts
Dario Quattrucci
...Al turn...
"Quando entriamo nella ramificazione della c-bet, con la dama al turn che bettiamo per valore dopo il suo check. Se avessi checkato al flop, qui sulla dama al turn avrei checkato ancora, a questo punto per pot control l'avrei portata a river. Sulla mia bet di un blind al flop, qui non so se sia meglio bettare o checkare dietro. Io ho valutato per bettare il 35% del pot, pensando che comunque qui ribettando turn mantengo l'inerzia della mano e a questo punto mi sposto sulla parte di range con i nut. In pratica bettando ancora qui non posso ricevere raise da parte sua, se non da nuts.
Mentre magari al flop avrebbe dovuto check-raisare più spesso, sicuramente i Kx, qui non li può più raisare più perché comunque a questo punto io posso avere molti K-x che stanno anche fullando. Inoltre posso avere QQ, TT, KT, KQ, a volte anche gli assi che sto bettando sia al flop che al turn.
Quindi comunque mi mantengo tutta la parte di valore e dopo la c-bet flop preferisco riballerare al turn con una size piccolina, il 35% pot appunto. Il plan era di bettare turn e poi di andare a showdown al river la maggior parte delle volte, pensando che con il 10 mi avrebbe ancora chiamato. Come detto non mi aspetto mai check-raise da parte sua, se non con il nuts. Di conseguenza posso bettare confident questo turn per poi portare la mano a showdown al river."
...E al river
"Succede però che al river scende un K che mi dà full e lui checka ancora. Ora, io qui in pratica potrei anche addirittura checkare dietro con full. Ma oltre ai vari motivi che mi hanno portato a bettare al flop, avevo history che l'avversario fosse un giocatore tendente agli hero call. Inoltre in quel tavolo avevo l'immagine di bluffatore e ho pensato che avrebbe chiamato tutte le parti di range con un dieci.
Ho fatto due conti. Mettiamo che lui arrivi al river arriva con il 70% dei K-x, perché un 30% li rilancia al flop. I Kx che arrivano al turn chiamano tutti quanti, praticamente, se non i nut. Quindi al river arriva con un 65-70% di K-x, e poi con tutte le combo di 10-x che chiama al flop, che chiama anche al turn. Potrebbe anche avere delle combo con cui splitto, tipo A-Q o Q-9. Pure queste le ha in range al 100%.
Poi ha un po' di scale con J-9 A-J che hanno callato al flop, e poi hanno callato al turn senza raisare, quindi arrivano al river al 100%. Queste ultime combo qua che io batto, secondo me, non sempre le mette sotto per il meta game che c'è al tavolo. Non credo stia foldando automaticamente scala anche se c'è un board tripsato. E ogni tanto potrebbe avere anche dei 9-9, 8-8, 7-7 con cui ha callato (chiamato, ndr) sul flop pairato e ha poi ricallato al turn. Quindi per le dinamiche del tavolo arriva al river con un range molto largo. Dipende anche delle size ridotte che ho usato: al flop ho bettato un blind che mantiene dentro tutto quanto il range, al turn ho bettato 35% pot, al river dunque arriva con una parte di range con cui può ancora callare.
Ma c'è un discorso da fare: se penso che al river lui non chiami mai con meno di dama, allora devo checkare dietro. Se invece penso che lui, in questa dinamica, mi stia callando tutti i 10x, ogni tanto le scale che su tripsato hanno perso il loro valore, e ogni tanto con qualche full inferiore - ovvero se ha in mano 9-9, 7-7, 8-8 ma anche 6-6 e 5-5 - ecco che chiaramente devo bettare per valore. Comunque mantengo una size piccolina, un po' sopra half pot.
Quando raisa purtroppo gioca soltanto quella parte del range che mi sta battendo. Come detto prima, tutte le mani che stiamo battendo le chiama, o comunque mi aspetto che le chiami almeno un 70-80% delle volte, soprattutto su queste size, visto com'è il tavolo e l'andamento della partita.
Cioè siamo in streaming, l'ultima mano prima della pausa, mettere sotto la mano migliore gli darebbe troppo fastidio, per questo non sta mettendo sotto ma sta calldownando tutte le strade, come detto con tutti i full che batto e anche con qualche gusthot in overthinking.
Di questo percepito sono abbastanza sicuro e quindi per questo ho puntato. Ma appunto quando rilancia non batto niente: non turnerà mai in bluff le dame con cui stiamo splittando, anche se la sua size sarebbe perfetta. Inoltre io in questo spot volendo ho un nut advantage, perché appunto ho il K e gli assi, quindi lui non può turnare in bluff la dama, dovrà sempre fare call.
Di conseguenza quando rilancia al river è sempre K-x: sono quei K-x arrivati fino al river che appunto non hanno raisato flop. Purtroppo è andata così."
Considerazioni off game
A mente fredda Dario considera altre linee possibili per la mano.
"Adesso che sono fuori dal game magari dico che si poteva giocare la mano anche in maniera più equilibrata. Andare in check sulle prime due strade e poi valutare river. In game comunque avevo tutte quante queste info per poter prendere valore, quindi alla fine la bet for value ci sta, come del resto potevo anche scegliere la strada conservativa del check back river, senza thin value bettare. Perché in fin dei conti questa qua al river è una thin value bet con tutti i determinati rischi del caso. Quando la fai, ogni tanto ci sta che ti prendi i raise, e quando ti prendi i raise comunque devi trovare la forza di mettere sotto e andare avanti."
Payout tavolo finale Main Event PokerStars Open Namur
| Posizione | Giocatore | Paese | Premio |
|---|---|---|---|
| 1° | Koen De Visscher | Belgio | €220.800 |
| 2° | Henrik Veldhoen | Austria | €138.500 |
| 3° | Andrew Hulme | Regno Unito | €100.300 |
| 4° | David Docherty | Regno Unito | €78.000 |
| 5° | Dario Quattrucci | Italia | €60.000 |
| 6° | Stan van Dijk | Paesi Bassi | €46.000 |
| 7° | Nicolas Burtin | Francia | €36.000 |
| 8° | Sebastien Guinand | Francia | €28.000 |
| 9° | Lulei Hu | Italia | €21.558 |


