Dopo aver esaminato con una certa attenzione i range preflop e le prime due strade di puntata che corrispondono al pre-flop e al flop, è giunto il momento di parlare del Turn, quella strada che ai più appare come interlocutoria e che fa da passaggio tra le prime tre carte comuni e quella decisiva, ma che in realtà i migliori giocatori di poker considerano fondamentale per costruire il loro profitto nel medio e nel lungo termine, soprattutto per quanto riguarda il poker online.
Stiamo dunque per completare il nostro percorso che ci ha permesso di esplorare, a favore dei giocatori che hanno cominciato a muovere i loro primi passi nel Texas Hold'Em, presentandovi quello che il nostro penultimo step, dopo aver provato a chiarire le dinamiche principali:
- I range di apertura nel poker moderno
- Come costruire un vantaggio al pre-flop
- Come giocare correttamente il flop
Perché il Turn cambia le prospettive delle mani
La quarta carta comune, chiamata semplicemente Turn, modifica gli equilibri molto più di quanto si possa immaginare: cambia la forza dei range, completa progetti, altre volte ne apre di nuovi, crea nuove opportunità di bluff e, soprattutto, obbliga a rivedere il piano che avevamo elaborato al flop.
Uno degli errori più frequenti tra i giocatori meno esperti è proprio quello di considerare il turn come una semplice prosecuzione della street precedente: se abbiamo puntato al flop, continuiamo a puntare; se abbiamo fatto check, continuiamo a controllare, ma spesso questo tipo di azioni automatiche, ci portano ad essere preda dei giocatori che la sanno più lnga di noi. Il poker moderno funziona in maniera diversa: ogni carta del turn racconta una storia nuova.
Il turn è spesso la street dove si costruisce maggiormente il piatto
Esiste una convinzione piuttosto diffusa tra i giocatori meno esperti secondo la quale sarebbe il river la strada decisiva della mano, quella nella quale si concentrano le decisioni più importanti e gli errori più costosi.

In realtà, chi ha già maturato una discreta esperienza sa bene che il river rappresenta molto spesso la semplice conseguenza di ciò che è accaduto nella street precedente: è infatti al turn che si decide se il piatto dovrà crescere oppure rimanere sotto controllo, se una mano di valore medio meriti ancora di investire chips oppure se sia arrivato il momento di rallentare, concedendo all'avversario la possibilità di bluffare o di arrivare gratuitamente allo showdown.
Per questo motivo uno degli esercizi più utili che un giocatore possa fare consiste nell'abituarsi a ragionare già al flop immaginando gli sviluppi della mano, il che si traduce nel semplice enunciato che, proprio per via della variazione che può originarsi dal nuovo scenario proposto dal turn, occorre avere dei piani diversi.
Tra difesa e continuation bet
Prima ancora di scegliere la size della continuation bet, dovremmo infatti chiederci quali carte del turn ci consentiranno di continuare ad esercitare pressione sul range avversario e quali, invece, modificheranno talmente tanto gli equilibri da suggerirci un piano completamente diverso.
Anticipare mentalmente questi scenari permette di evitare una delle abitudini più diffuse tra i giocatori occasionali, ovvero quella di prendere una decisione diversa a ogni street senza un filo logico che le colleghi. Il poker moderno, al contrario, premia chi costruisce la mano nel suo insieme e non chi affronta ogni carta come se fosse una situazione completamente nuova.
Ed è proprio per questo motivo che, lo scriviamo sempre, abbiamo bisogno di scegliere spot in cui le decisioni siano semplici soprattutto quando siamo alle prese con la parte iniziale del torneo, oppure stiamo giocando cash game a bassi limiti. E questo lo si può fare solo eliminando al massimo l'entrata in gioco con mani esageratamente marginali che, gioco forza, ci costringeranno a bluffare con maggiore frequenza.
E se il bluff è un'arte che non sappiamo ancora maneggiare con profitto, è meglio aspettare qualche tempo, prima di tuffarci nella bocca degli squali.
Le pericolosità delle Overcard
Esistono alcune carte che, più di altre, tendono a favorire il giocatore che ha preso l'iniziativa preflop. Gli Assi e, in misura leggermente inferiore, i Re rappresentano il classico esempio.
Parliamo ovviamente del discorso che abbiamo fatto nel nostro articolo di presentazione, quello che aveva cercato di farvi prendere confidenza con i range e non con le mani singole: la maggior parte dei giocatori meno esperti osservano soltanto le proprie carte e pensano: "Io non ho un Asso, quindi questa carta non mi aiuta". In realtà il ragionamento corretto è molto diverso, anzi, spesso è proprio quell'asso che vi aiuta a togliere le castagne dal fuoco, soprattutto se avete l'inerzia della mano a vostro favore.

Chi apre il gioco, soprattutto se lo fa da early position, come UTG, UTG+1 e le posizioni intermedie, possiede normalmente moltissime combinazioni di Assi forti, mentre lo Small e il Big Blind, qualora difenda un range molto ampio, arriva al turn con una quantità inferiore di mani premium contenenti un Asso. Di conseguenza quella carta migliora la credibilità della nostra linea aggressiva, indipendentemente dal fatto che l'Asso lo possediamo davvero oppure no.
Naturalmente questo non significa trasformare ogni mano in un bluff. Significa, piuttosto, comprendere che alcune carte modificano la percezione del nostro range e ci consentono di esercitare una pressione molto maggiore su coppie medie, terze coppie o semplici progetti rimasti incompleti. Imparare a riconoscere queste situazioni permette di vincere molti piatti senza arrivare allo showdown.
Il Turn come preparazione alla street finale
La vera differenza tra un giocatore occasionale e uno preparato, emerge proprio qui.
Il primo affronta ogni street come un episodio isolato, prendendo decisioni esclusivamente sulla base della carta appena uscita. Il secondo, invece, costruisce la mano nel suo insieme, immaginando già al flop quali turn gli permetteranno di continuare ad aggredire e quali, al contrario, consiglieranno un cambio di programma, così come al turn farà lo stesso ragionamento in funzione di ciò che potrà uscire al river, con l'informazione supplementare data dal completamento di una strada ulteriore.
Questo approccio rende il gioco molto più coerente e riduce drasticamente le decisioni improvvisate.
Quando arriva il river, infatti, il piatto è già stato costruito seguendo un filo logico e non attraverso una serie di puntate scollegate tra loro. È proprio questa capacità di pianificare la mano con una street di anticipo che consente di fare un salto di qualità e di trasformare molte situazioni marginali in occasioni di profitto.

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