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Come giocare correttamente il flop negli MTT Low Stake: guida strategica

Continuiamo a parlarvi di strategia nel poker online, dopo aver toccato due aspetti fondamentali del macrocosmo dei micro-limiti, il vantaggio al pre-flop e la costruzione di range di apertura che ci possano mettere in condizioni di essere dei giocatori vincenti nel lungo periodo.

Oggi entriamo nel bel mezzo delle mani giocate, con lo scopo di mettere in evidenza quali possono essere le dinamiche che ci mettano al riparo dalla possibilità e dal rischio di cacciarci in piatti e in situazioni esageratamente difficili da risolvere.

Gli articoli precedenti:

Aspettare solo le carte? Nel poker moderno avete già perso

Dopo aver affrontato il concetto di range, le aperture pre-flop e le scelte da compiere quando ci avviciniamo alle parti più delicate del torneo, è arrivato il momento di spostare l’attenzione su ciò che succede dopo la distribuzione delle prime tre carte comuni.

Il flop è probabilmente la strada nella quale i giocatori alle prime armi commettono il maggior numero di errori, non necessariamente perché prendano sempre decisioni clamorosamente sbagliate, ma perché tendono a ragionare esclusivamente sulla forza assoluta della propria mano: "Ho una coppia, quindi devo puntare”. “Non ho trovato nulla, quindi devo passare”. “Ho asso e re, quindi la mia mano è ancora forte”, sono tutti paradigmi che dobbiamo debellare per sosituirli con nuove abitudini.

Sono ragionamenti comprensibili, concettualmente non del tutto sbagliati ma incompleti; la decisione corretta non dipende solamente dalle due carte che abbiamo ricevuto: bisogna considerare il board, la posizione, il numero degli avversari, gli stack effettivi e soprattutto i range con cui ciascun giocatore è arrivato al flop.

In relazione a ciò che avete appena letto, va da sé che se aspettate solo il valore offerto dalle carte che vi arrivano in mano, la possibilità di estrarre valore quando sarete in vantaggio sarà talmente limitata che non avrete alcuna chance di battere il livello al quale vi state approcciando, che si parli di tornei, di cash game, di Sit&Go.

La lettura del flop

Nel capitolo precedente abbiamo sottolineato quanto sia importante smettere di attribuire all’avversario una singola mano e lo stesso principio deve accompagnarci anche dopo il flop.

Immaginiamo di aprire da cutoff e ricevere il call del big blind: su un flop con asso, sette e due di semi differenti, immaginiamo a 7 2 . il giocatore che ha rilanciato pre-flop possiede generalmente un vantaggio di range. Nel suo insieme, il range dell’original raiser contiene più assi forti, più coppie alte e più combinazioni come asso-re, asso-donna o asso-jack.

Il big blind può certamente avere un asso, ma ha difeso anche numerose mani come dieci-nove suited, otto-sette, donna-nove, piccole coppie e combinazioni connesse che su quel flop hanno trovato poco o nulla.

Ciò che significa che, a prescindere dal fatto che noi quell'asso lo abbiamo veramente, oppure che abbiamo chiuso un punto forte, la nostra continuation bet avrà buone possibilità di andare a segno, visto che quel board rappresenta molto meglio il suo range rispetto a quello del difensore.

Il discorso cambia su un flop come nove-otto-sette con due carte dello stesso seme. Il big blind possiede molte combinazioni con doppia coppia, scale, progetti e coppie accompagnate da gutshot, e anche se chi ha rilanciato mantiene tutte le mani forti, comprese le overpair, non può comportarsi come se il board fosse innocuo.

Le tipologie di flop

Per rendere più semplice la lettura del flop, possiamo distinguere tra board statici e board dinamici.

Un flop come k 8 3 , è statico perché poche carte del turn cambieranno radicalmente la situazione: se abbiamo la mano migliore al flop, spesso continueremo ad averla anche dopo la quarta carta comune. Non ci sono tanti progetti di scala o di colore, anzi, al turn non se ne chiuderà matematicamente nemmeno uno, e le gerarchie sono abbastanza definite.

Un flop 7 8 10, è invece estremamente dinamico: moltissimi turn possono completare scale e colori, creare nuove doppie coppie oppure ridurre drasticamente il valore di una semplice overpair con la quale potrebbe avere aperto l'original raiser.; questo significa che anche il comportamento dell'aggressore pre-flop dovrà tenere conto della texture del board e ragionare sulla decisione di andare in continuation bet, oppure valutare se sia il caso di tenere il piatto basso.

Il flop nel Texas Hold'Em

Il flop rappresenta uno dei momenti più importanti di una mano di poker, perché coincide con la distribuzione delle prime tre carte comuni sul tavolo.

Queste carte possono essere utilizzate da tutti i giocatori, insieme alle due carte personali ricevute pre-flop, per costruire la migliore combinazione possibile di cinque carte. È proprio al flop che la forza iniziale di una mano può cambiare radicalmente: una coppia può trasformarsi in un tris, due carte dello stesso seme possono aprire un progetto di colore e due valori vicini possono creare possibilità di scala.

Dopo il flop comincia inoltre la seconda fase di puntate, nella quale i giocatori devono valutare non soltanto il proprio punto, ma anche la struttura del board, il numero degli avversari e le mani che questi potrebbero possedere.

Imparare a leggere correttamente il flop significa quindi capire quali combinazioni sono già complete, quali possono migliorare e quanto sia realmente forte la propria mano.

Le size di puntata

Sui board statici possiamo utilizzare frequentemente una puntata piccola, intorno a un quarto o un terzo del piatto. Non abbiamo bisogno di investire molto per mettere sotto pressione tutte le mani che non hanno trovato il flop, mentre sui board dinamici è invece necessario essere più selettivi.

Quando decidiamo di puntare per valore o con un progetto importante, possiamo utilizzare size più consistenti, perché vogliamo far pagare gli avversari che possiedono equity contro la nostra mano e/o anch'essi sono alla ricerca di un progetti simile al nostro.

Nel secondo caso abbiamo così tenuto l'inerzia della mano che possiamo far valere anche al turn, ma molto dipende dalle frequenze del nostro avversario: se è un giocatore che difficilmente molla il colpo, allora gli faremo pagare la sua curiosità nel caso in cui avessimo una equity che ci permette di stare spesso avanti nella gerarchia delle mani, nel caso in cui stessimo bluffando, non c'è alcuna ragione per regalare porzioni importanti del nostro stack.

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