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Strategia MTT Low Stake: i range di apertura nel poker moderno

Nel primo pezzo di questo filone che ci porta a parlarvi degli MTT Low Stake di Poker Online, ci siamo occupati di tutte quelle dinamiche di carattere generale che ci portano a cercare di avere un'infarinatura in ordine al concetto di disciplina che non deve essere confuso con quello di passività.

Oggi proviamo ad entrare un po' più nello specifico cercando di capire il significato di range per non incappare in quello che è un errore che ci costa sempre buone parti dello stack: ragionare per mani singole.

Strategia MTT: la dinamicità dei range di apertura

Il concetto di posizione in un gioco così sofisticato come quello del poker, dovrebbe esservi già chiaro seppur siate giocatori che hanno cominciato da poco.

Appare comunque giusto richiamare l'importanza di questa dinamica, visto che, seppur le cose siano profondamente cambiate nel corso degli ultimi anni e, soprattutto, continuano a farlo periodo storico dopo periodo storico, il concetto di posizione rimane il più importante quando parliamo di range pre-flop.

Da early position bisogna aprire un range relativamente forte, perché restano molti giocatori da superare e aumentano le probabilità di ricevere una 3-bet o di giocare fuori posizione.

Cutoff e bottone permettono invece di allargare sensibilmente le aperture, soprattutto quando i bui sono passivi, hanno stack scomodi oppure sembrano troppo concentrati sulla loro sopravvivenza, cosa che accade sovente in zona bolla.

Il concetto moderno non consiste però nel memorizzare una percentuale immutabile per ogni posizione, alla luce del fatto che il range deve essere adattato a tutta una serie di dinamiche

Un bottone con 40 big blind può aprire molto contro due bui da 25 big blind che opporranno poca resistenza, ma deve ridurre le aperture marginali se uno dei due è aggressivo e/o possiede uno stack ideale per andare all-in o quando è uso contro-rilanciare seppur fuori posizione.

Allo stesso modo, da hijack si può allargare il range quando cutoff e bottone sono giocatori prudenti, mentre occorre selezionare meglio le mani se dietro siedono regular capaci di 3-bettare con frequenza.

Le size pre-flop

La profondità degli stack effettivi è necessaria anche in seno a quelle che sono le size che intendiamo utilizzare per aprire i colpi che vogliamo giocare.

Una delle discriminanti è l'entrata in gioco delle Ante, anche se ormai buona parte dei tornei comincia fin dal primo livello con l'Ante già in gioco: l'apertura minima o poco superiore al doppio del Big Blind, permette di rischiare poche chips pur mantenendo un ottimo rapporto tra rischio e ricompensa.

Non aiuta affatto aprire per una size superiore a 2,5, tranne in determinate situazioni: si rischia solo di gonfiare un piatto che poi sarà influenzato lungo le sue strade da scommesse sempre più alte e pericolose e il semplice fold su una eventuale 3Bet di un giocatore contro cui non vogliamo giocare, ci costa mediamente mezzo buio o un buio in più.

Bui e Ante: la sopravvivenza è servita

Abbiamo parlato nel primo pezzo della predisposizione all'aggressività che non possiamo mettere in secondo piano quando parliamo di poker moderno.

Il discorso è sempre lo stesso: essere aggressivi non significa entrare in tutti i piatti della sessione e tanto meno fare il matto quando ci viene servito un asso fuori posizione. Aggressività significa calibrare le nostre scelte senza paura, sia quando abbiamo valore, sia quando stiamo raccontando una storia vera se stiamo per assestare un bluff.

Aspettare esclusivamente mani forti porta quindi a perdere chips senza combattere. Cutoff, bottone e small blind devono diventare posizioni di produzione, non semplicemente posti dai quali sperare di ricevere buone carte.

Dal bottone bisogna osservare soprattutto la frequenza con cui i bui difendono e reagiscono alle c-bet, contro due giocatori che foldano troppo preflop, l’apertura può essere invece molto ampia. Infine, contro difensori passivi che chiamano ma abbandonano spesso il flop, il profitto arriva attraverso una combinazione di steal e piccole continuation bet.

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Ma la ragione primaria rimane quella di incamerare Bui e Ante aprendo con maggiore frequenza da late position, successivamente, in caso di resistenza da parte di occupa Small e Big Blind, ci preoccuperemo di giocare la mano anche e soprattutto in relazione al board.

I range di push e fold

Quando ci si avvicina alla bolla, oppure la si è già sorpassata e siamo tutti a premio, o comunque, più generalmente, quando si giocano le fasi più calde di un torneo, capiterà molto spesso di giocare con uno stack prossimo ai 20/25 Big Blind.

E' un momento critico in cui non abbiamo una infinita capacità di manovra e spesso possiamo perdere valore con un All In pre-flop, facendo scappare mani dalle quali possiamo incassare equity aggiuntiva semplicemente aprendo la mano senza metterle tutte dentro.

Lo stack sotto i 25 big blind: gli errori frequenti

Quando lo stack scende sotto i 25 big blind, molti giocatori entrano prematuramente in modalità sopravvivenza, smettono di aprire mani profittevoli e aspettano uno spot nel quale andare all-in con una premium; altri commettono l’errore opposto e trasformano qualsiasi mano decente in uno shove, rinunciando alla possibilità di mini-raisare e mantenere nel range sia valore sia bluff.

"In medio stat virtus", locuzione latina che vale più o meno per tutte le stagioni, calza a pennello anche in questo caso, visto che alcune mani preferiscono l’open shove perché beneficiano enormemente della fold equity e non giocano bene dopo un call; altre vogliono mini-raisare per indurre All In peggiori, conservare la possibilità di foldare oppure affrontare il flop con un range più forte.

Anche in questo caso, quindi, non esiste una soluzione che vada sempre bene e il range di apertura della mano risente anche degli stack in nostro possesso e in possesso dei nostri avversari.

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