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WSOP: i braccialetti online andrebbero conteggiati a parte?

Periodicamente, la grande dicotomia del poker torna di attualità. Parliamo naturalmente delle due anime di questo gioco, inscindibili da un lato e incompatibili dall'altro: live e online. Nei giorni scorsi si è tornato a parlare dei braccialetti WSOP online e del loro reale valore.

Poker online vs poker live: un dilemma irrisolvibile

Come per ogni questione divisiva, anche nel dibattito principe del poker si ragiona più che altro per "bias", per preconcetti o comunque convinzioni granitiche. Chi è di un partito non solo è poco o per nulla propenso a cambiare idea, ma è persino difficile che conceda la giusta credibilità all'altra fazione, e viceversa.

Eppure, stiamo parlando dello stesso gioco, con le medesime regole, ma che si sviluppa in modi e dinamiche del tutto differenti. Nei tornei live emergono più la capacità di lettura, la sensibilità di tavolo e un certo tipo di resistenza psicofisica abbinata alla capacità di rimanere lucidi dopo svariate ore. Nell'online le dinamiche sono svuotate della componente fisica, o meglio la componente fisica è relativa allo sforzo mentale prolungato, che spesso e volentieri deve dividersi tra una moltitudine di tavoli.

Dopo anni passati a leggere, vedere e sentire dispute tra quelli che "il vero poker è solo live" e gli altri che considerano i giocatori live come figli di un dio minore, le distanze non sembrano essersi attenuate. Semplicemente, il dibattito rimane a volte sotto la cenere per mesi, salvo il riesplodere di un qualche lapillo che riaccende il fuoco. Come, ad esempio, quello sui braccialetti WSOP.

Veldhuis e Chad: "i braccialetti online valgono come quelli vinti live"

Nelle ultime settimane, il dibattito è stato ravvivato da due figure di spicco di ciascuna fazione: Lex Veldhuis e Norman Chad. Il primo è da anni uno degli streamer di poker più popolari al mondo, oltre che pro online di lungo corso. Il secondo è una delle voci storiche al commento dei tavoli finali WSOP, insieme a Lon McEachern.

Stuzzicato sull'obiettivo di conquistare un traguardo che ancora gli manca, ovvero un braccialetto WSOP, e sulla validità di una "scorciatoia" come quella online, Veldhuis ha detto sostanzialmente "se mi siedo online mi trovo con Juan Pardo a sinistra e "Lena900" "pwndidi" al tavolo. Vincerne uno è tremendamente difficile, sono field incredibili. Se pensi che sia facile vincere un braccialetto online, va e vincine tu uno!"

Gli fa eco Norman Chad che, intervistato da Poker.org, sostiene che i braccialetti online dovrebbero avere la stessa considerazione di quelli live. La ragione è il livello del gioco ormai molto evoluto, grazie soprattutto allo studio di chi gioca online, abbinato via via a tecnologie sempre più avanzate. Prima i tracker e gli hud, poi la GTO e i solver, eccetera.

Se mi siedo online mi trovo con Juan Pardo a sinistra e "Lena900" "pwndidi" al tavolo. Vincerne uno è tremendamente difficile, sono field incredibili. Se pensi che sia facile vincere un braccialetto online, va e vincine tu uno!"

Lex Veldhuis

I braccialetti online come l'atletica indoor?

Chi vi scrive sostiene da tempo che i braccialetti online non vanno sminuiti o - peggio ancora - criminalizzati, ma andrebbero considerati a parte. Del resto, basta guardare cosa succede in alcuni sport come l'atletica leggera con indoor e outdoor.

Senza considerare le discipline di corsa, nelle quali le gare indoor sono differenti anche perché la pista è più breve, prendiamo il salto in alto. Si tratta sempre della stessa gara, eseguita con la stessa tecnica ma in un ambiente diverso. Infatti, nei palmarès degli atleti c'è sempre una distinzione tra titoli vinti in europei/mondiali all'aperto e quelli indoor. Qui sotto c'è il palmarès di Gianmarco Tamberi:

La forte limitazione dell'influenza di fattori climatici e ambientali come caldo, freddo, pioggia, umidità eccetera, rendono necessaria una distinzione.

Poker-paradosso: il live è più "open" rispetto all'online

Tornando al poker e alle competizioni di grande rilievo come i braccialetti WSOP, ci sono fattori dirimenti che non possono essere ignorati. Paradossalmente, il poker live è oggi più raggiungibile rispetto a quello online.

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Mi riferisco al carattere "open" degli eventi: a Las Vegas, fatte salve le limitazioni di età ed eventuali ban inflitti ai singoli, tutti possono pagare il buy-in, sedersi al tavolo e provare a vincere un braccialetto. E anche nelle manifestazioni come WSOP Europe, l'accesso non è riservato a giocatori europei, ma sono sempre eventi aperti a tutti. Online non è così, per via delle regolamentazioni nazionali e dei regimi concessori che prevedono delle licenze per operare su un dato territorio, seppur in maniera virtuale.

Per tali ragioni, gli italiani residenti in Italia non possono giocare per i braccialetti online sul sito WSOP o sul sito dell'operatore che fa capo alla nuova proprietà delle WSOP. Possono invece giocarli gli italiani residenti in paesi esteri senza limitazioni. Ma lo stesso discorso vale per braccialetti "regional", come quelli che le WSOP organizzano ogni anno per le utenze online di singoli stati come Pennsylvania, New Jersey o Nevada.

Le criticità dei braccialetti online: perché andrebbero conteggiati a parte

Un principio che dovrebbe essere universale per un braccialetto da campione del mondo, ovunque si svolga il torneo che lo assegna, è quello di una competizione aperta teoricamente a tutti (ovviamente minorenni esclusi). Se questa condizione viene a mancare, inficia in maniera non indifferente la credibilità di un achievement di questo tipo.

Un'altra possibile criticità relativa ai braccialetti assegnati online è quella di possibili violazioni dell'integrità del gioco. Parlo ovviamente di eventuali casi di multiaccount o account sharing, che sono per loro natura possibili soltanto online. Le room hanno sicuramente fatto dei notevoli passi avanti nella salvaguardia dell'integrità del gioco: si pensi a quanto accaduto un paio d'anni fa con Francesco Garofalo, spuntato dal nulla a diventare campione tra i campioni e poi bannato.

Tuttavia, proprio per la stessa possibilità che problemi del genere si verifichino, un'ombra rimane.

Fatte salve le scelte di marketing e la libertà di istituire braccialetti online anche per i residenti in un singolo condominio, per le ragioni sopra elencate credo che sia necessario considerare quelli assegnati online come braccialetti veri, ma conteggiati a parte.

Immagine di copertina: Enrico Camosci (Manuel Kovsca & RIHL)