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Perché il futuro del Poker Live potrebbe passare dalle Gaming Hall

Il nuovo Disegno Legge sul riordino del settore del gioco italiano prevede una disciplina organica delle Gaming Hall, realtà già presente sul territorio italiano. Questo nuovo testo potrebbe essere l’impulso per lo sviluppo di nuove reti.

La legge (se sarà approvata dal Parlamento) prevede anche un sistema (la decisione è riservata alla conferenza Stato-Regioni) che regolamenterà il numero e la presenza delle sale nella Penisola, area per area.

L’obiettivo è quello di concentrare sempre di più l’offerta di gioco in ambienti vietati ai minori di anni 18 e di evitare “contaminazioni” in “esercizi generalisti” (bar, tabaccherie) che dovranno rispettare limiti sempre più stringenti.

Tra i giochi autorizzati nelle sale, troviamo slot, Vlt e bingo. Nessuna menzione particolare al poker live.

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Poker Sportivo

Nel testo del decreto però c’è un aspetto che sorprende, visto che si tratta di una legge di riordino, presentata dal Partito Democratico in collaborazione con i Monopoli di Stato, la cui opinione è stata tenuta in grande considerazione. La sorpresa è determinata dal fatto che non vi sia nessuna norma abrogativa alle precedenti leggi che prevedevano e disciplinavano il poker live.

Abbiamo raccolto notizie di grosse catene proprietarie di Gaming Hall che si stanno muovendo anche sul fronte del texas hold’em, in modalità sportiva.

Il poker live, dal 2009 ad oggi, non è stato mai regolamentato (seppur una legge lo prevedesse) per due motivi: l’opposizione dell’opinione pubblica e i grossi dubbi sulla sostenibilità economica delle poker rooms.

Ma non a caso, il testo di legge del 2009 (che recepisce il decreto legge del 2008 sull’adeguamento degli obblighi comunitari, per questo motivo la legge è meglio nota come “comunitaria”) prevedeva un sistema che era l’ideale supporto proprio per le gaming hall. In una seconda fase (2011) era stato modificato dal Governo Berlusconi, su impulso dell’allora ministro dell’Economia Giulio Tremonti.

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Scenari

Se tre indizi fanno una prova, è molto probabile che in una seconda fase, quando le Gaming Hall saranno regolamentate dalla nuova legge, il poker sportivo low buy-in sarà autorizzato proprio per queste sale.

Il vantaggio è indubbio perché attirerà persone al loro interno e le le sale diventeranno, di fatto, un luogo dove sarà possibile passare un po’ di tempo, con servizi accessori come ristoranti, bar etc.

Inoltre verrà risolto, una volta per tutte, il problema della regolamentazione del poker live, con un “progetto imprenditoriale” finalmente sostenibile sotto il profilo economico.

I circoli oramai riescono ad andare avanti con il cash game, ma è fuori di dubbio che questa pratica è vietata dalla legge, come confermano anche le sentenze della Cassazione.

In Italia però c’è ancora spazio per i tornei low stakes che stanno battendo record su record nei casinò. Pertanto, questa “quota” di mercato fa gola un po’ a tutti ed il periodo storico potrebbe essere favorevole, visto la debolezza politica delle quattro sale da gioco, il disincanto di molti giocatori occasionali nell’online e il periodo non semplice dei circoli. Questi fattori potrebbero spingere il poker sportivo ad una nuova dimensione e realtà.

Editor in chief - Giornalista e analista betting
Luciano Del Frate è giornalista iscritto all’Ordine da oltre 25 anni e vive a Malta dal 2012. Laureato in Giurisprudenza, è specializzato nei sistemi regolatori del settore gaming e nella comunicazione del gioco legale in Italia. Dopo gli inizi tra quotidiani e televisioni, dai primi anni 2000 lavora nel mondo delle scommesse come consulente, approfondendo da vicino le dinamiche del mercato internazionale. Dal 2010 fa parte della squadra di Assopoker, dove racconta poker, betting e industria del gioco con un approccio tra analisi, esperienza e passione. Malato di sport fin da bambino, non ha mai smesso di inseguire quel sogno nato sfogliando il Guerin Sportivo