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Bando di gara per concessioni online in Gazzetta: buona notizia per la liquidità condivisa? Il mercato sarà sempre più aperto

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10/01/2018 12:28

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Era previsto per settembre 2016, ma tutta una serie di problematiche burocratiche hanno spostato la data di pubblicazione nel gennaio 2017. Finalmente ci siamo, il bando di gara per le concessioni online è stato pubblicato nella Gazzetta ufficiale Europea. Un passo obbligato ma importante, considerando che questa gara serve soprattutto ai vecchi concessionari per rinnovare i propri diritti fino al 2022. 

Il Governo confida di recuperare 24 milioni di euro dalla gara e si presenta con due novità importanti da mettere sul piatto ai propri concessionari, in un market che vale un miliardo di euro annuo (così la spesa nel 2016).

Il Ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan: il ministero ha optato per un bando di gara conforme ed in linea con i principi europei di libero mercato confermando un assetto aperto, nonostante le pressioni e le continue voci contrarie di questi mesi

Tassazione differente

La prima novità è senza dubbio la modalità di tassazione differente per le scommesse online rispetto al precedente bando. Fino a qualche anno fa si applicava il prelievo sul turnover e per i bookmakers era molto difficile poter gestire il rischio ed offrire quote competitive (in poche parole il banco poteva andare sotto e le società di betting erano lo stesso costrette a pagare le tasse, calcolate sulla raccolta e non sul margine). Con la nuova aliquota del 22% che si applica al profitto, molti big players internazionali delle scommesse hanno deciso di fare un deciso passo in avanti.

Pinnacle ed altri big in arrivo

Gli esempi si sprecano, pensiamo al bookmaker numero uno al mondo per volumi, Pinnacle: opera da parecchi anni sul mercato internazionale con una doppia licenza (Malta e Curacao). Pinnacle ha diverse caratteristiche peculiari: accetta gioco senza limiti dai professionisti, ha quote molto bilanciate soprattutto nell’asian handicap (per via di una gestione del rischio differente rispetto alla concorrenza) ed è presente anche nel mercato dei casinò online.

Si tratta di un’operazione di emersione del gettito fiscale gestita con successo dalle autorità italiane se pensiamo che il bookmaker vanta migliaia di scommettitori italiani  (molti dei quali high rollers). In questo modo questi bettors rientrano nel circuito legale gestito da ADM e dal Ministero dell’Economia.

Un altro player che ha deciso di compiere questo passo è MarathonBet, presente soprattutto nei mercati asiatici. Il rumors era già stato confermato dai Monopoli.

Liquidità condivisa nel poker online: le mosse dei nuovi competitor

La seconda grossa novità/opportunità per i partecipanti alla gara è l’accordo firmato a Roma dai Monopoli di Stato (ADM) con Francia, Spagna e Portogallo per la liquidità condivisa nel poker online (per il momento). Senza dubbio questo bando può essere funzionale anche per questa importante offerta. Arjel e DGOJ hanno già aperto una finestra ed ora li segue anche l’Italia dando l’opportunità a tutti di aderire a questa opzione.

La prima room autorizzata per la condivisa è stata PokerStars.fr, il cui diritto è stato riconosciuto da Arjel, l’ente regolatore francese.

C’è da dire, riguardo al bando italiano, che i players interessati hanno già bruciato le tappe: Winamax ha rilevato una vecchia concessione da Bet at Home ed ora rinnoverà, così come 888Poker che era già presente con una licenza. Rimane l’incognita PartyPoker: manterrà immutata l’offerta italiana con le skin del network Gioco Digitale e Bwin, oppure proverà a mettersi in gioco direttamente con il proprio brand? L’attuale poker manager ha invitato alla prudenza. Tutto è in evoluzione: consideriamo che stante l’acquisto del gruppo Ladbrokes-Coral di GVC, nei prossimi mesi cosa farà Eurobet? Entrerà a far parte del network di PartyPoker o rimarrà con iPoker?

Correnti protezionistiche sconfitte?

In via del tutto teorica questo bando non è da interpretarsi come un atto favorevole o sfavorevole alla liquidità condivisa. Nei fatti però è senza dubbio un segnale forte che va in direzione contraria alle correnti ostruzionistiche che in questi mesi hanno remato contro ed hanno cercato di rallentare questo processo di apertura, per mantenere un mercato più chiuso e meno concorrenziale (proponendo soluzioni assurde ed anacronistiche come quella dell’ unica piattaforma pokeristica per la liquidità).

In realtà, nell’online si temeva che si potessero riscontrare problemi e ritardi come per il bando delle scommesse terrestri o per il bingo ed invece il Ministero dell’Economia (con il Parlamento chiuso) ha voluto lanciare un segnale forte di apertura al mercato.

Il bando online: i termini

Anche le caratteristiche del bando mantengono un assetto aperto (come nel precedente nonostante qualche tentativo e pressione che andava nella direzione opposta)  verso gli investitori esteri, assecondando il mercato come è giusto che sia. Potranno partecipare infatti società di capitali che hanno sede all’interno del SEE (Spazio Economico Europeo) ma anche gaming company extra SEE ed anche società che operano in altri settori (ma dovranno presentare garanzie ulteriori).

Questo bando quindi si apre ulteriormente rispetto alle gare passate. E’ (anche questo) un segnale “politico” di settore importante. Ed il testo della gara si uniforma ancor di più ai principi europei contenuti nei trattati (pensiamo alla libertà di stabilimento e di servizi).

Saranno messe all’asta 120 concessioni con un costo di 200.000 euro l’uno. Il Governo quindi confida di incassare un totale di 24 milioni di euro.

In tutti i casi gli operatori devono presentare domanda dal 15 al 19 marzo e le buste saranno aperte il 19 aprile. Avranno diritto alle concessioni le prime (in ordine cronologico) 120 domande corrette presentate.

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