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Va avanti il Disegno Legge della Lega Nord sul divieto dei tornei di poker nei circoli

Il Disegno Legge della Lega Nord sul divieto dei circoli di poker seguirà il suo iter legislativo naturale: non sarà ritirato. Così ha reso noto, attraverso il suo staff, la portavoce del Ministro Stefani. Inoltre, da alcune verifiche, è risultato che in Senato il DL sia sempre depositato e non sia mai stato ritirato.

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03/08/2018 14:03

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Il Ministro per gli Affari Regionali, la leghista Erika Stefani, ha firmato a maggio un disegno legge riguardo l’azzardo: “Misure di contrasto al fenomeno della ludopatia e razionalizzazione dei punti di rivendita di gioco pubblico” .

In particolare una norma tiene in ansia gli appassionati di poker live e i titolari dei club: “Il gioco del poker con vincita in denaro, in tutte le sue varianti, non è ammesso all’interno dei circoli privati”.

Si erano diffuse voci (poi rivelatesi infondate) di un ritiro del DL nei giorni scorsi.

La portavoce del Ministro della Lega Nord però ha tenuto a smentire alcuni lanci di agenzia proprio sul ritiro del disegno legge. In poche parole il partito di Salvini ha smentito su tutta la linea l’intenzione di voler ritirare la legge che riguarda da vicino anche i circoli. Quindi il DL seguirà il suo naturale percorso legislativo. Non è detto però che sia assegnato a qualche commissione per l’esame ed alla fine venga approvato, considerando che riguardo il settore del gioco vi sono diversi DL depositati.

Inoltre il Governo, in questi giorni, al momento dell’approvazione alla Camera del Decreto Dignità, ha fatto sapere che entro sei mesi dovrebbe essere presentato un riordino generale dei giochi. Quindi è probabile che il DL a firma della Stefani venga “assorbito” (o non preso in considerazione) dall’azione dell’esecutivo.

Il Governo ha fatto sapere nel Decreto Dignità che “Viene infine prevista una riforma del settore entro sei mesi per combattere illegalità e salvaguardare le entrate erariali”.

Prima di diventare Ministro, la Senatrice Stefani, intervistata da Assopoker, aveva lanciato dei messaggi di apertura nei confronti del settore: “Il poker live è una questione molto complessa che non può essere regolamentata con un semplice comma di un disegno di legge. Da avvocato do un grande valore alla sentenza della Corte di Cassazione che pone una differenza tra tornei che non possono rientrare nella sfera dell’azzardo e altre tipologie di gioco”.

La speranza è che, in un eventuale riordino, si tenga a mente le indicazioni proprio della Corte di Cassazione per regolamentare (e non vietare a prescindere da tutto) il settore del live. Solo in questo modo potrebbe essere sconfitta l’offerta non autorizzata e disciplinato con efficacia il poker live fuori dai casinò.

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