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Governo a caccia di €25 milioni dall’ illegale, stangata per le agenzie di scommesse… ma perché non regolamentare circoli e “condivisa” nel poker?

Nella relazione tecnica alla manovra e al decreto fiscale, sono previste maggiori entrate per 25 milioni di euro nel contrasto al gioco illegale e clandestino. Una mission condivisibile e la speranza è che i maggiori controlli possano garantire la tenuta del mercato legale da una parte e maggiori risorse fiscali dall’altra.

Gli 007 per i controlli

E’ prevista una nuova figura: nuovi agenti sotto copertura che dovranno fare controlli nelle sale e nel gioco terrestre, in particolare per arrestare il fenomeno del gioco minorile. Dovranno verificare la conformità delle slot machines (molti apparecchi all’apparenza sembrano leciti in realtà non sono collegati alla rete Sogei o sono convertiti in realtà in remoto come videopoker o macchinette illegali, secondo il Sole 24 Ore) ma anche la regolarità delle agenzie di scommesse (se propongono gioco legale oppure sottobanco inviano puntate a book non autorizzati).

Agenzie di Scommesse: un altro massacro con l’ennesima proroga

Nell’ultima versione del Decreto Fiscale, c’è una novità sgradita ancor di più per le agenzie di scommesse che dovranno pagare 7.500 euro per la proroga (nella versione precedente erano 6.000 euro). I corner dovranno versare 4.500 euro (invece di 3.500) per ogni diritto. Visto che lo Stato non è più in grado di organizzare un bando di gara, a pagare saranno gli imprenditori, titolari di agenzie e corner. Totale previsto dell’incasso: circa 65 milioni di euro.

Perché non regolamentare i circoli di poker?

Il Ministero dell’Economia ha previsto, come detto maggiori entrate per 25 milioni di euro per l’emersione della raccolta non autorizzata.

Fatta questa considerazione penso sia logico pensare che lo stesso possa essere fatto per la rete di circoli di poker presente nella penisola: mi spiego meglio. E’ dal 2009 che è in vigore una legge ordinaria dello Stato che prevede un network legale di poker club. Nel 2011 addirittura è stata emanata una nuova legge che non abroga la precedente ed anzi, ne rafforza le attività ed i fini commerciali con una previsione di entrate fiscali interessanti.

Se il Governo è interessato ad incrementare il gettito per decine di milioni dal mercato non autorizzato, non vedo perché i circoli esistenti non possano essere finalmente legalizzati, in virtù di una legge che è in vigore da 10 anni e che non è mai stata attuata per i consueti interessi di cortile e la forte avversità di alcuni partiti politici che vogliono finanziare il bilancio dello stato con le entrate fiscali derivanti dal gioco pubblico, ma poi lo combattono sul campo. Ipocrisia allo stato puro.

Tornando ai circoli, nessuna autorità potrà mai interferire con questa rete esistente, in quanto la Corte di Cassazione Penale (anche con pronunciamenti a sezioni Unite) presenta una giurisprudenza oramai consolidata sul tema, con sentenze coerenti tra loro dal 2012 ad oggi. Quindi, in Italia, entro certi parametri (no tornei re-entry, no cash game) i circoli possono lavorare secondo la suprema corte.

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Sarebbe quindi interesse dello Stato regolamentare tutto alla luce del sole. In tal caso non si introdurrebbe un nuovo gioco ma si legalizzerebbe al 100% la rete già esistente, magari con regole ancora più a tutela dei giocatori.

Liquidità condivisa: risorsa fiscale importante (con rilancio del poker online legale)

Stesso discorso lo si potrebbe fare per la liquidità condivisa nel poker (un’altra risorsa fiscale): le autorità italiane sono state promotrici di questa iniziativa proprio per salvaguardare il gettito derivante dal poker online (contrastando la notevole diffusione delle rooms cinesi illegali e le crpto rooms) e soprattutto tutelare i giocatori, tenendoli lontani da altri circuiti.

Anche in questo caso, non per il bene comune generale ma per alcuni singoli veti e l’intromissione della politica, si è deciso di fare retromarcia, una ritirata “strategica” dal progetto nonostante il contratto firmato con i governi di Francia, Spagna e Portogallo. Decine di milioni di euro bruciati e destinati al fisco, con gli operatori del mercato illegale che ringraziano ancora.

Se anche tu vuoi aderire alla nostra petizione sulla liquidità condivisa, clicca qui ed accedi alla piattaforma indipendente change.org

Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.