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In Portogallo decide la Troika che impone poker online!

Gli Stati europei con una forte esposizione finanziaria internazionale rischiano di non essere più padroni del proprio destino. Quello che sta succedendo in Portogallo è emblematico. Nonostante una forte opposizione politica (più o meno discutibile ma che rientra nelle dinamiche democratiche di un paese sovrano) in merito alla legalizzazione del gioco online, il Governo lusitano, entro un mese, dovrà disciplinare il settore con una legge, assoggettando a tassazione tutti i volumi giocati dai players residenti, con un’aliquota del 25%.

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La crisi finanziaria e fiscale in Portogallo ha indotto la Troika (composta dalla Commissione Europea, la Banca Centrale BCE e il Fondo Monetario) a fare forti pressioni all’attuale Governo, affinché incrementi le entrate dal gaming online. 

Come noto, la posizione ufficiale della Commissione Europea, in merito alla regolamentazione interna dell’e-gaming, è che ogni stato possa sentirsi libero di poter o meno disciplinare il settore (sempre nel rispetto dei principi dei Trattati UE). Nella realtà, però non è così, almeno per gli Stati finanziariamente deboli che hanno ricevuto aiuti internazionali.

Secondo la stampa portoghese, la Troika sostiene che le revenues potenziali disponibili sul mercato del poker, delle scommesse e dei casinò online, sono una parte essenziale della responsabilità fiscale del Portogallo.

A Lisbona, il Governo ha accettato da tempo l’imposizione da parte delle autorità europee ed internazionali, ma ha cercato di posticipare il più possibile la nuova regolamentazione, per ragioni politiche interne.

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Proprio in questi giorni però la Troika ha presentato un memorandum dai toni perentori: la pazienza è finita ed entro la fine del mese dovrà essere pubblicata una nuova legge. 

Questa storia non ha riflessi solo a Lisbona e dintorni ma è anche un monito a tutti quei partiti politici europei che sprecano risorse pubbliche e poi – da un punto di vista mediatico – metto in atto vere e proprie campagne disinformative e demagogiche contro il gioco. Possono permetterselo ancora? Bisogna essere realisti: per la Troika, i conti devono tornare, prima o poi.

Gli analisti internazionali sono molto scettici riguardo al Portogallo, perché l’aliquota applicata sarà pari al 25% dei profitti delle case da gioco (nel poker sarà applicata sul rake lordo): con un prelievo così alto, il rischio è che i portoghesi continuino a giocare sulle poker rooms ed i casinò non autorizzati dal governo lusitano. 

 

Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.