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Liquidità internazionale nel poker online? Perché è vantaggiosa per i giocatori (e li tutela)

In questi giorni si è discusso molto in ambito istituzionale in materia di sicurezza e tutela ed in particolare sulla fattibilità dell’ accordo sottoscritto dal Governo italiano con Francia, Spagna e Portogallo per la liquidità internazionale nel poker online.

Il poker è un gioco che si basa sulla liquidità

Prima di iniziare ogni valutazione è bene fare una premessa: il poker è un gioco di liquidità. Se esiste liquidità esiste anche il poker, nel caso contrario, è solo questione di tempo e poi il mercato legale è destinato ad eclissarsi a vantaggio dell’offerta non autorizzata. I dati di questi anni sul cash game sono la prova.

Chi opera in questo mercato sa benissimo che il poker necessità di continua nuova action e liquidità. I mercati segregati e chiusi europei sono stati, da un certo punto di vista, un semi-fallimento e non si può andare contro il percorso del mercato e la natura del gioco.

Da una parte, era importante, nei primi anni, proteggere i players italiani dagli squali stranieri (molto più esperti), ma ora certe barriere non hanno più ragione di esistere.

Nel nostro paese per decenni  si è commesso lo stesso errore nel betting cercando di costruire dei recinti protezionistici che non hanno fatto altro che andare contro le logiche del mercato (favorendo lo sviluppo di una rete parallela). Errori che si stanno pagando anche oggi.

Il modello danese e la valutazione dei Monopoli

Riprendendo il discorso della liquidità nel poker,  abbiamo sempre promosso il modello danese e britannico (ovvero un mercato legale regolamentato ma aperto alla liquidità internazionale con field dot com) ma i Monopoli non hanno condiviso questo punto di vista e semmai hanno puntato ad un altro modello che valorizzasse la “liquidità regionale”, più consona ai richiesti parametri di tutela dei giocatori e alla normativa anti-riciclaggio. Una scelta senza dubbio da rispettare, considerando le necessarie valutazioni che sono state fatte in sede istituzionale.

I rappresentanti di ADM, al momento di sottoscrivere l’accordo sulla liquidità internazionale, hanno valutato tutti i potenziali partner ed avranno senza alcun dubbio fatto una valutazione anche sul sistema di controllo e sulla normativa francese, spagnola e portoghese, riconosciute anche dai giocatori come tra le più tutelanti.

Più volte, la responsabile del gioco online, Daria Petralia, ha dichiarato di aver bocciato, per questo motivo, accordi con altri paesi aperti alla liquidità internazionale dot com proprio per evitare queste dinamiche e  tutelare i giocatori italiani.

Con il nuovo mercato nessuna diaspora dei players sul com

Per ADM, quindi, la Francia offre ampie garanzie al riguardo. Il deal con partner come Spagna, la stessa Arjel ed il Portogallo, è stato sottoscritto proprio con questo spirito: tutela dei giocatori, scambio informazioni e contrasto proprio al riciclaggio.

E’ bene chiarire che la liquidità condivisa è stata messa in atto non solo nell’interesse degli operatori, ma in ottica soprattutto dei giocatori. In questo modo si evita che i players italiani escano dal circuito legale per cercare action sul .com. 

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Il nuovo mercato sarà molto attrattivo per i giocatori: si formerà il terzo field mondiale nel cash game. Ecco qui tutti i numeri.

In sintesi, questa la classifica mondiale in base alle presenze ai tavoli cash game nel mese di agosto:

  • PokerStars.com/eu – 10.500
  • IDNPoker – 4.400
  • Field .eu  2.0 – 3.816
  • 888Poker.com – 1.500
  • PartyPoker.com – 1.200
  • Bodog – 1.000
  • Winamax.fr – 950
  • iPoker (.com) – 750
  • Unibet.com – 700
  • PokerStars.it – 700

Questi dati dimostrano quanto possa essere attrattivo il nuovo mercato europeo 2.0.

Petralia (ADM): “accordo liquidità regionale mirato a lotta al riciclaggio”

Daria Petralia (responsabile per l’online dei Monopoli), qualche mese fa, nella sua relazione aveva esaltato il modello di liquidità regionale ed in particolare il mercato francese, in materia di antiriciclaggio. Ecco  un passaggio importante:

“….prendendo corpo una terza via, ossia quella di una liquidità c.d. regionale, realizzata per mezzo di accordi bilaterali o multilaterali volti a mettere in comune i giocatori registrati nei soli Stati aderenti. Il riferimento più prossimo è alla Francia, che, come è noto, ha recentemente approvato un’apposita legge al fine di consentire una simile liquidità nell’ambito del poker, subordinandola a due condizioni: la stipula di accordi da parte dell’Arjel con i singoli Stati europei o facenti parte dello Spazio economico europeo – mirati principalmente a garantire uno scambio rafforzato di informazioni tra gli Stati interessati, aventi ad oggetto soprattutto la lotta al riciclaggio e la protezione del consumatore – e la previsione di un’apposita autorizzazione per i singoli operatori”.

Ritardi italiani nella pubblicazione della documentazione

Nel frattempo c’è mistero sul ritardo con il quale non sono stati ancora resi pubblici i documenti per le specifiche tecniche in merito all’aggiornamento dei protocolli degli operatori interessati alla liquidità internazionale, considerando che Francia, Spagna e Portogallo hanno già pubblicato la documentazione necessaria da due mesi.

Da Roma ancora tutto tace ma dovrebbe essere questione di giorni. Stesso discorso anche per quanto riguarda il nuovo bando di gara che metterà a gara le nuove concessioni per l’online.

Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.