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Daria Petralia (Monopoli): Perché è preferibile liquidità con la Francia rispetto a quella internazionale (.com)

A Roma hanno scelto da mesi la direzione che dovrà intraprendere il poker online italiano nei prossimi anni. Galeotto fu quel viaggio a Parigi a settembre che ha sancito la santa alleanza tra Arjel e ADM (Agenzia delle Dogane e dei Monopoli) per sviluppare un progetto comune sulla liquidità condivisa. Italia e Francia vanno a braccetto.

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Purtroppo, molti giocatori italiani rimarranno delusi, avrebbero preferito un accordo con la Gran Bretagna per un poker più internazionale, con il field della rete dot com. Ed invece nulla di tutto questo ed i Monopoli spiegano in maniera chiara le ragioni della scelta.

Come vi abbiamo raccontato la scorsa settimana, Daria Petralia, nuova responsabile per il gioco online di ADM, ha redatto per la seconda edizione del Quaderno giuridico del gioco online, il capitolo sulla liquidità internazionale nel gioco a distanza. Nell’occasione, la dirigente dei Monopoli esprime le sue tesi a favore del nuovo progetto e svela i potenziali problemi riguardo al progetto alternativo del poker regolamentato ma con field condiviso dot com.

Mercato condiviso: definizione

Se per liquidità, nel settore dei giochi, si intende l’insieme dei giocatori che partecipano a una data tipologia di gioco, come il poker o il bingo, con l’espressione liquidità internazionale si fa riferimento, in via generale, a una modalità di gioco svolta su base comune a più nazioni, implicando la partecipazione di operatori attivi in altre giurisdizioni, e conseguentemente l’interazione di giocatori di nazionalità diverse. Tale, basilare, definizione reca con sé la necessità di diverse precisazioni ulteriori, relative innanzitutto alla platea di attori che possono essere coinvolti nella realizzazione di tale modalità di gioco. In specie, un punto da chiarire preliminarmente riguarda la possibilità o meno di intendere come operatori i soli soggetti forniti di apposita concessione o autorizzazione per il gioco a distanza in un’altra giurisdizione e conseguentemente considerare solo i giocatori registrati presso questi ultimi.

Dal Poker online al betting exchange

Quanto ai giochi che potrebbero essere interessati da tale modalità di gioco, la liquidità internazionale è già stata realizzata in diversi Paesi europei ed extraeuropei, e in altri è in corso di studio o di approvazione, con riferimento, principalmente, a due giochi in cui l’ampiezza della liquidità disponibile è ritenuta una variabile fondamentale per lo sviluppo e il successo del gioco stesso, ossia il poker, nelle varianti a torneo e cash, e il betting exchange. Si ritiene tuttavia da più parti che la liquidità internazionale possa essere adottata anche con riguardo ad altri giochi. In particolare, il riferimento è al bingo, ma vengono presi in esame anche i giochi che prevedono la vincita di un jackpot che si costituisce progressivamente.

Confronto tra Modello UK e liquidità italofrancese

Prendendo in esame i due giochi maggiormente e più lungamente oggetto di attenzione, ossia, come IL GIOCO ONLINE detto, il poker e il betting exchange, lo stato dell’arte a livello internazionale, e in particolare europeo, registra la presenza della liquidità internazionale nell’ambito di diversi mercati regolamentati, tra i quali possono citarsi, a titolo esemplificativo, Gran Bretagna, Danimarca, Belgio, Estonia e Malta. In questi Paesi per liquidità internazionale si intende una liquidità globale, che consente, in buona sostanza, a coloro che accedono a tale modalità di gioco, la possibilità di giocare con i giocatori provenienti indistintamente da (quasi) tutto il resto del mondo, senza la necessità di speciici accordi tra regolatori.

Gran Bretagna

Paradigma di questo tipo di approccio è la Gran Bretagna, che garantisce la liquidità internazionale sotto la condizione che campo di applicazione siano altri Stati in cui la stessa è consentita – o, meglio, non espressamente vietata –, motivo per cui, ad esempio, oggi a un giocatore italiano (ma anche spagnolo, francese o americano, ad esempio) non è consentito accedere a un tavolo a liquidità con divisa regolato dall’autorità inglese. Inoltre, se un concessionario con licenza inglese vuole condividere la sua liquidità con un operatore privo della medesima licenza, ai sensi di quanto previsto da una apposita sezione (section 3.1.1) dell’ UK Licence Conditions and Code of Practise (c.d. LCCP), il primo deve garantire che quest’ultimo abbia la licenza o la concessione richiesta all’interno dello Stato membro in cui ha sede (se prevista), sia stato sottoposto a un’apposita due diligence, metta in atto politiche di identificazione del giocatore e di customer due diligence che possano essere ritenuti rispondenti a quanto richiesto dalla terza direttiva antiriciclaggio e dalle successive modifiche della stessa.

Se questo modo di intendere la liquidità internazionale come liquidità (quasi) globale si è finora posto come l’unica alternativa a una liquidità nazionale, sta recentemente prendendo corpo una terza via, ossia quella di una liquidità c.d. regionale, realizzata per mezzo di accordi bilaterali o multilaterali volti a mettere in comune i giocatori registrati nei soli Stati aderenti. Il riferimento più prossimo è alla Francia, che, come è noto, ha recentemente approvato un’apposita legge al fine di consentire una simile liquidità nell’ambito del poker, subordinandola a due condizioni: la stipula di accordi da parte dell’Arjel con i singoli Stati europei o facenti parte dello Spazio economico europeo – mirati principalmente a garantire uno scambio rafforzato di informazioni tra gli Stati interessati, aventi ad oggetto soprattutto la lotta al riciclaggio e la protezione del consumatore – e la previsione di un’apposita autorizzazione per i singoli operatori.

I vantaggi del field condiviso

Il fronte di fautori della liquidità internazionale fa tradizionalmente leva su una serie di argomenti che hanno al centro rispettivamente il mercato, il consumatore-giocatore e il regolatore.

Sotto il profilo delle logiche di mercato, si sostiene che l’accesso alla liquidità internazionale garantirebbe, come è ovvio, un aumento del numero e della varietà dei giochi disponibili, e dunque del volume di gioco. Tale incremento viene da più parti e da tempo visto dagli attori del mondo del poker, in specie, come una possibile soluzione, se non la principale, per arrestare il declino cui il gioco, come è noto, è da tempo soggetto; mentre, con riferimento al betting exchange, la liquidità internazionale è ritenuta variabile indispensabile per l’affermazione e lo sviluppo del gioco stesso.

La maggiore attrattività del gioco e la potenziale estensione a una platea di giocatori così ampia comporterebbe un effetto benefico con riguardo ai giocatori, che vedrebbero venir meno molte delle ragioni che oggi possono spingerli a ricorrere consapevolmente a un sito illegale per fruire dei giochi di cui si è detto.

In questo modo, giocando solo con operatori muniti di concessione o licenza, o in ogni caso obbligati a sottostare a specifici requisiti modellati su quelli imposti ai concessionari, i giocatori beneficerebbero di tutte le tutele per essi previste nei diversi casi, tutele in ogni caso maggiori, anche quando minime, di quelle di cui beneficiano attualmente coloro che vogliono accedere a giochi con liquidità condivisa.

Infine, oltre a fornire un prezioso contributo nella lotta contro gli operatori illegali e volta alla protezione dei consumatori, come visto, nell’ottica del regolatore l’introduzione di una simile modalità di gioco dovrebbe rendere il mercato più attrattivo da parte degli operatori stranieri e più competitivo, aumentando l’interesse ad acquisire una concessione e determinando un aumento delle entrate erariali, anche in virtù dell’incremento del volume di gioco, incremento dovuto in gran parte a un riassorbimento dei giocatori che si rivolgono attualmente all’offerta illegale.

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Rischi della liquidità internazionale

Insieme alle ragioni così avanzate dal fronte dei sostenitori della liquidità internazionale, un’analisi per quanto meramente ricognitiva del tema deve tener conto anche dei profili critici che lo stesso presenta.

La modalità di gioco illustrata, infatti, porta con sé dei rischi che vanno tenuti a mente, nonché alcune difficoltà di realizzazione.

Quanto ai rischi, preoccupazione desta la considerazione che permettendo la creazione di un circuito che coinvolga operatori aventi licenze o concessioni straniere (o, in alcuni casi, nell’ipotesi di liquidità globale, non sottoposti, sia pure legittimamente, a un regime concessorio nel proprio Paese), possa aversi il caso che il giocatore nazionale si trovi a giocare contro altri giocatori stranieri i quali per avere accesso al network siano stati sottoposti a controlli meno stringenti.

Ancora, la frammentazione delle informazioni e delle responsabilità che si viene a determinare in questa modalità di gioco, se non accompagnata da appositi accordi, potrebbe rendere più difficile individuare i casi di collusione o di frode, le possibili violazioni della normativa antiriciclaggio, nonché i giocatori problematici.

Se quelli appena elencati sono i rischi principali, considerazione meritano anche le difficoltà di attuazione. Tali difficoltà rappresentano il portato della diversità di regole riscontrabile tra i diversi sistemi sia sotto il profilo normativo sia sotto il profilo tecnico. Volendone fornire un’elencazione esemplificativa e meramente nominale, sotto il primo profilo, tra i diversi Paesi diverse sono le regole relative ai limiti imposti alle somme che possono essere giocate, alla possibilità di prelevare o meno le sole vincite, al payout e alla tassazione. Quanto al profilo tecnico, invece, le difficoltà che si profilano sono principalmente riscontrabili nella costruzione del network, cui potrebbe giungersi alternativamente mettendo in circuito gli operatori tra di loro o facendo riferimento all’operatore nazionale quale punto di raccordo tra i concessionari stranieri e il sistema di controllo.

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Daria Petralia è l’autrice di questa interessante relazione

Conclusioni

Rispetto – conclude la dirigente dei Monopoli – a una materia che presenta simili profili di complessità, compito del regolatore sarà quello di approfondire le questioni sotto il profilo normativo e tecnico, prendendo in considerazione i vantaggi e gli aspetti problematici, analizzando e valutando gli eventuali meccanismi di controllo e di limitazione dei rischi. La ponderazione dei diversi aspetti non potrà che essere ispirata all’interesse pubblico, individuato nel caso con creto nella massima garanzia di protezione del cittadino-giocatore.

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Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.