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Marco Trucco (The Stars Group): “nessun ostacolo politico per l’Italia nella condivisa”

Il manager italiano di PokerStars Marco Trucco è intervenuto durante la conferenza sulla liquidità internazionale all'ICE di Londra.

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06/02/2019 16:30

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In un dettagliato ed interessante intervento durante la conferenza sulla liquidità condivisa, organizzata a Londra da GiocoNews, Marco Trucco ha fatto il punto sul progetto ed ha colto l’occasione per ricordare che l’ingresso italiano è tutt’altro che tramontato, la partita è ancora aperta ma, al momento, questa prospettiva tanto cara ai poker players non in agenda ai Monopoli di Stato (ADM).

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Marco Trucco, direttore per i mercati europei di The Stars Group

“Risultati più forti delle attese, la condivisa è un successo”

L’ Associate director Media and market development di The Stars Group (la società madre di PokerStars) ha parlato del successo del progetto ad un anno dalla sua partenza: “non ci aspettavamo risultati così forti. La liquidità condivisa è un successo ed i numeri svelati dai regolatori sono chiari. Come operatori vediamo anche il miglioramento degli indicatori sul coinvolgimento dei giocatori: più giorni di attività, più giocatori unici ogni trimestre, più depositi netti”.

“In Spagna ci sono state maggiori vincite”

Trucco ha poi svelato che in Spagna ci sono state le vincite maggiori e questo aspetto ha sostenuto una grossa crescita in termini “di volumi e gaming gross revenues”. In Francia “notiamo un forte aumento dei depositi netti”.

Il manager di PokerStars si sofferma anche sulla “questione” italiana parlando degli sviluppi futuri del mercato condiviso e sulla sostenibilità a lungo termine del poker.

“Il mercato ancora troppo piccolo. Il business deve esserci anche per le altre rooms”

“La liquidità condivisa è stata una boccata d’ossigeno ma il mercato è ancora troppo piccolo. Per i nostri giocatori di PokerStars la liquidità potrebbe essere abbastanza buona per un po’ di tempo, ma per gli operatori più piccoli dubito che abbia aiutato molto. Il mercato rimane molto concentrato e non competitivo. E vogliamo che il poker rimanga un verticale profittevole anche per i nostri concorrenti”.

Più società sono sul mercato e maggiore è il contributo alla promozione del poker da parte di più soggetti.

“L’Italia non è entrata per il veto di alcuni nostri concorrenti”

Ma per l’Italia come stanno le cose? Perché non ha aderito al progetto nonostante abbia firmato un accordo a Roma vincolante?

Trucco va al punto:La verità è che la liquidità condivisa – riporta Gioconews – è stata fermata da alcuni dei nostri concorrenti italiani per ragioni commerciali. Avevano un potere di lobby migliore in quel momento e sono riusciti a fermarla. E’andata così, fa parte del gioco. Poi sono arrivate le elezioni che hanno dato potere a un governo che sembra molto felice di ‘punire’ l’industria. Ma posso dire che, nonostante tutto, l’Italia può ancora aderire”.

“Non ci sono più ostacoli politici, ma non è in agenda ai Monopoli”

Ho parlato personalmente – svela Trucco – con i politici di tutti gli schieramenti. Nessuno è contro la liquidità condivisa, a loro va bene. Gli effetti delle pressioni negative passate sono spariti. Non ci sono problemi politici. Il problema è che la liquidità condivisa è stata fermata e non è ancora tornata all’ordine del giorno di Adm (Monopoli, ndr).

Recentemente ho avuto un incontro con il nuovo capo di Adm, Benedetto Mineo, e bisognerà essere un pò più convincenti per dare priorità alla liquidità condivisa. Ma non vi è alcun motivo esterno per ritardare ulteriormente. È solo questione di firmare un documento tecnico“.

“Invito i regolatori francesi, spagnoli e portoghesi a chiedere all’Italia…”.

La conferenza, dal titolo “Liquidità internazionale: un boost per il business e per la cooperazione europea” vedeva la partecipazione, oltre che di Trucco anche dei rappresentanti dell’Arjel, DGOJ e il Servico de Regulacao Inspecao de Jogos (SRIJ). Il manager di Stars ne ha approfittato per fare un appello: “Continueremo a spingere, ma non è abbastanza. Suggerisco e invito i regolatori francesi, spagnoli e portoghesi a raggiungere l’Italia e chiedere che l’accordo sia eseguito. Una liquidità condivisa con l’Italia sarebbe abbastanza consistente da essere sostenibile a lungo termine e l’aggiunta dell’Italia significherebbe maggiori entrate, concorrenza e crescita anche per Francia, Spagna e Portogallo”.

Peccato solo per la totale assenza istituzionale italiana alla conferenza, sarebbe stato costruttivo un confronto tra tutti i regolatori coinvolti che hanno firmato l’accordo di Roma nel luglio 2017.

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