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Mark Scheinberg: il suo patrimonio netto stimato $ 4,1 miliardi

[imagebanner gruppo=pokerstars] Meno male che il poker online non è più un business. Il nostro tono è ironico, dal momento che leggiamo a quanto ammonta il patrimonio netto di Mark Scheinberg (figlio di Isai, fondatore di PokerStars), stimato da Forbes in 4,1 miliardi di dollari, dopo la vendita dell’azienda di famiglia (Rational Group) ai canadesi di Amaya, per quasi 5 miliardi ad agosto.

Dopo le dimissioni del padre Isai dai vertici dell’azienda (per evitare problemi ulteriori di Rational con le autorità USA), Mark deteneva circa il 75% delle quote di PokerStars-Full Tilt.

I due siti di poker online fatturavano 1,1 miliardi di dollari l’anno e garantivano utili per oltre 400 milioni, a dimostrazione che se il poker è ben gestito, può essere un business rilevante anche negli anni post boom.

In questo modo, Scheinberg diventa più ricco anche di Steve Wynn (patrimonio stimato in 3,4 miliardi di dollari), l’uomo che di fatto ha costruito Las Vegas ed introdotto il concetto dei mega resort sulla Strip.

David Baazov e Amaya hanno strapagato il gioiello degli Scheinberg, per 4,9 miliardi di dollari, attratti dagli oltre 89 milioni di utenti registrati (5 milioni attivi al mese).

Il database di Rational Group ha un valore assoluto anche se per gli analisti, la società, in realtà doveva essere pagata meno di un miliardo. C’è da dire che il 60% dei clienti si è registrato dal 2001 al 2010, a testimonianza che il mercato può essere, sotto un certo punto di vista, vicino alla saturazione.

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Strapagare PokerStars è stato l’unico modo per convincere Isai e Mark Scheinberg a cedere la loro creatura, considerando anche il rifiuto delle autorità USA a rilasciare la licenza a Stars, visto i problemi legali del suo fondatore dopo il Black Friday. Ed ora il titolo di Amaya vola in borsa.

Baazov ha intenzione di “sfruttare” al massimo il database di “89 milioni di consumatori, in particolare negli USA, con i casinò games e i Fantasy Sports (nella maggior parte degli Stati si può operare senza licenza).

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Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo. Editor in Chief.