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Moreno Marasco (Bwin): “no a liquidità condivisa con sistemi di tassazione penalizzanti, Francia in primis”

Moreno Marasco, Country Lead di Bwin Italia e membro di LOGiCO invita a riflettere sul sistema di tassazione della futura liquidità condivisa.

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13/02/2017 17:45

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Da Londra, Moreno Marasco, Country Lead di Bwin Italia e membro di LOGiCO, l’associazione dei concessionari online, lancia messaggi chiari all’amministrazione in vista del nuovo bando di gara per le concessioni del gioco remoto.

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Il manager di Bwin, in particolare, solleva grossi dubbi sul problema della tassazione nel futuro mercato comune europeo del poker online. Nel mirino, come sempre, la tassazione applicata nel cash game in Francia (prelievo del 2% sul pot) che, di fatto, distruggerebbe il mercato (almeno nel cash che rappresenta il 50% circa delle entrate delle rooms) se applicato su tutte le piattaforme comuni.

Liquidità condivisa con Francia: necessaria riflessione per tassazione

Marasco lancia un messaggio diretto a Roma:la liquidità internazionale merita una seria riflessione circa l’opportunità di connessione con paesi che adottino regimi di tassazione penalizzanti, Francia in primiis”.

Chiaro il riferimento al sistema fiscale francese che nel cash game è insostenibile (lo confermano le numerose chiusure di poker rooms in Francia). Lo stesso Arjel, l’autorità statale per il gioco online, ha richiesto un intervento politico per modificare l’entità dei prelievi.

Una soluzione, come da noi prospettata in anteprima, potrebbe essere quello del calcolo della rake differente a seconda della residenza del giocatore. Un sistema non semplice da attuare ma che è allo studio da parte degli operatori di gioco coinvolti. Ma l’appello del manager di Bwin fa suonare un campanello d’allarme: alla fine che soluzione è stata adottata? Sposare il sistema francese vorrebbe dire limitare il futuro mercato.

Divieto Pubblicità e offerta illegale

Un altro tema trattato da Marasco è il paventato e sbandierato divieto assoluto di pubblicità, promosso da alcune forze politiche, Movimento 5 Stelle in prima linea e una corrente influente del Partito Democratico.

Il manager di Bwin analizza bene le dinamiche e la spinta che favorirebbe il mercato illegale.

“Pensiamo alla black list, oggigiorno – afferma ai microfoni di Agimeg – uno strumento solo di facciata, assolutamente inefficace ed aggirabile senza difficoltà (come implicitamente ammesso dalla stessa Petralia, quando afferma “Molti giocatori ancora non si rendono conto della differenza tra operatori legali ed illegali”). Si dovrebbe invece prendere esempio dalle inibizioni poste in essere negli Stati Uniti”.

“Occorre un dialogo che esuli da considerazioni che perseguano solo interessi politici, come pare smaccatamente evidente dai quotidiani proclami che permeano le agenzie di stampa. La pubblicità sul gioco è un fondamentale elemento di contrasto del gioco illegale. Invito tutti gli attori coinvolti, piuttosto ad adottare una seria e responsabile autoregolamentazione, funzionale a non prestare il fianco a nuove critiche. Tra l’altro IAP ed Agcom hanno già rispettivamente sostenuto che le misure cui siamo soggetti dal 2016 siano fin troppo restrittive e che confidano in un’autoregolamentazione ispirata al buon senso da parte degli operatori”.

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