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Poker online: meglio la liquidità condivisa con la Francia o con il .com? Pro e contro, fai sapere il tuo pensiero ad Assopoker!

In pochi mesi potrebbe venire alla luce il famoso progetto sulla liquidità condivisa tra Italia e Francia. In tal caso però tramonterebbe l’idea di vedere di nuovo i nostri giocatori confrontarsi con tutto il field mondiale. Siamo di fronte ad una tripla scelta: sposare i francesi (ma con tasse e rake più alte), unirsi al dot com/eu seguendo il modello danese (e della Gran Bretagna) o rimanere fermi e tenere i nostri confini chiusi. Purtroppo scegliere in questo momento i cugini significherebbe dire addio ai sogni di gloria (.com).

E’ nostro interesse conoscere il pensiero di tutti, dai giocatori agli addetti ai lavori. Per questo motivo, contattateci sulla nostra FanPage (clicca qui) e condividete il vostro pensiero scrivendo alla redazione di ApGli interventi più interessanti (una volta verificata la vostra identità) saranno pubblicati su Assopoker. Seguirà poi un bel sondaggio sul nostro portale e sui social network. 

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Ecco le alternative, con i pro e i contro.

FRANCIA: I PRO

  • Tempi rapidi: in caso di accordo bilaterale tra i due paesi, il mercato italofrancese potrebbe diventare realtà nell’arco di pochi mesi e dare una bella spinta alla liquidità al cash game
  • Allargamento confini: nel 2017 potrebbe aderire la Spagna e nel 2018/19 il Portogallo.
  • Livello tecnico: il field francese è ritenuto in media skillato come quello italiano. Il livello è simile.
  • Concorrenza: ci saranno nuovi attori in gioco, in particolare arriverà Winamax (prima room francese per traffico nel cash game) e iPoker potrebbe vedersi rinforzata (ha una media a Parigi e dintorni di 280 players che si unirebbero ai 325 italiani)
  • Aspetti politici: le autorità italiane vedono di buon occhio un accordo con i cugini e potrebbero spingere per bruciare i tempi della burocrazia.

FRANCIA: I PUNTI A SFAVORE

  • Tassazione folle e rake alta: in caso di piattaforma unica tra Italia e Francia, le nostre rooms saranno costrette ad applicare il sistema fiscale transalpino, ritenuto da tutti sproporzionato e non sostenibile. Gli operatori italiani saranno costretti ad applicare una rake molto alta (si parla minimo del prelievo pari al 6,5%).
  • Investimenti pubblicitari minori: sempre per via della tassazione elevata, gli operatori sarebbero costretti a tagliare advertising (con minore possibilità di attrarre giocatori occasionali) e promozioni.
  • Addio al sogno dot com: questo progetto precluderà in futuro l’apertura al dot com.
  • Minore liquidità: il field dot com è 4 volte superiore al field francese e spagnolo insieme, in continuo calo (in parte a causa proprio della tassazione insensata).
  • Offerta concorrenziale limitata: non vi sarà una forte spinta concorrenziale ed è molto probabile che – con questa tassazione – grossi network come 888Poker e Microgaming continuino a mantenere le distanze dall’Italia.
  • Piattaforme italiane sfavorite: diversi network italiani sarebbero penalizzati, almeno in una prima fase.
  • Giochi limitati: un accordo simile sarebbe sfavorevole non solo per il poker ma anche per gli altri giochi. Non sarebbe possibile allargare il deal per valorizzare la liquidità al Betting Exchange o ai jackpot (slot e casinò) visto che non sono autorizzati dall’Arjel. Questo accordo sarebbe una sventura soprattutto per Betfair e tutte le piattaforme di scambio scommesse che si vedrebbero preclusa la strada per il futuro.
  • Il poker non avrebbe alcun ruolo strategico in un mercato simile: abbiamo visto come il poker sia un formidabile prodotto che favorisce il cross over per gli altri giochi. L’offerta limitata francese sarebbe comunque un limite alla crescita di tutto il settore dell’e-gaming tricolore.

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LIQUIDITA’ INTERNAZIONALE DOT COM: I PRO

  • Condizioni ideali per i players con offerta competitiva: tornei, promozioni, montepremi garantiti, jackpot per Sit Lotteria sarebbero identici al dot com. Nessun giocatore si sognerebbe mai di giocare su siti non autorizzati.
  • Field importante: i giocatori italiani potrebbero sfidare i colleghi provenienti da tutto il mondo, con una liquidità enorme.
  • Meno incertezze per il futuro: si prospetterebbe davanti agli occhi degli operatori e dei players un mercato duraturo, con la possibilità per i competitor di poter programmare investimenti.
  • Accessibilità: il progetto, dal punto di vista tecnico, sarebbe meno complicato rispetto alle reali aspettative, basterebbe solo un accordo bilaterale con la Danimarca o la Gran Bretagna per sfruttare la loro porta di “accesso” alla rete dot com, adeguandosi alle condizioni fiscali e regolamentari di quei paesi, molto più favorevoli rispetto a quelle francesi. Minore pressione fiscale ma anche gettito erariale più alto.
  • Migliore concorrenza: reti come iPoker, Micorgaming e 888Poker potrebbero investire in Italia e accrescere la concorrenza nei confronti di PokerStars. Il mercato sarebbe più competitivo (un vantaggio per i players) ed equilibrato.

Liquidità internazionale: i punti a sfavore

  • Tempi di realizzazione più lunghi: come detto, dal punto di vista tecnico sarebbe una strada non così complicata da percorrere come vogliono farci credere, ma vi è una volontà politica diversa. Potrebbe comunque essere realizzata entro il 2017.
  • Controlli e sicurezza: i controlli sui giocatori sarebbero delegati ai network e non ad autorità centrali come ADM e Arjel. In teoria vi sarebbero meno garanzie per i pro, nella realtà le piattaforme internazionali offrono oramai standard buoni. Tutti i regolatori (Malta, Gibilterra, Isola di Man etc) si sono adeguati.
  • Rooms italiane troppo penalizzate? Alcuni competitor italiani dovrebbero fronteggiare la concorrenza dei più grossi network mondiali che potrebbero mettere in campo tutta la loro forza. Sarà necessario dare a loro tempo e possibilità per accrescere la loro competitività con accordi di partnership con realtà straniere.

Tu cosa ne pensi? Secondo te è meglio liquidità con la Francia, dot com o continuare a giocare nei confini italiani?

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Editor in Chief Assopoker. Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo.