[imagebanner gruppo=gazzabet]I grinder statunitensi non si fermano e continuano a macinare nonostante l’UIGEA e il Black Friday: se in Nevada e in New Jersey i mercati legali non riescono a decollare, l'action dei siti offshore cresce a dismisura. Secondo i dati relativi al 2014, l'offerta non autorizzata è aumentata del 25% mentre i siti legali hanno visto diminuire il proprio traffico del 20%. Numeri che mettono in discussione tutto il sistema statunitense.
Di recente, Winning Poker Network ha organizzato un torneo con un garantito da un milione che ha attirato un esercito di 1.800 runners, segno evidente che a seguito delle indecisioni della politica, molti appassionati statunitensi hanno deciso di tornare in azione.
Il problema principale riguarda la tutela dei fondi dei giocatori: con l'aggiramento del blocco UIGEA, spesso il denaro dei players passa per canali non convenzionali e, dalle notizie che arrivano dall'altra sponda dell'Oceano Atlantico, i cash out sono lenti nella media.
La storia insegna inoltre che tutte le sale da gioco attive dopo il Black Friday negli States, hanno fatto una brutta fine: dalla "maltese" Everleaf a LockPoker. La confisca dei fondi da parte dell'FBI spesso è un elemento determinante che porta al fallimento delle rooms.
Le piattaforme di gioco non autorizzate, attive in questo momento negli States, sono principalmente quattro: Chico Newtork, Winning Poker Network, Merge Gaming (Carbon Poker) e Equity Poker Net (Full Flush).


