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Poker online: brutte notizie per players e rooms in UK, aumentano le tasse al 21%

Il Governo britannico ha disposto un aumento della tassazione per il poker ed il gioco online al 21%. Le conseguenze sul mercato UK.

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30/10/2018 15:30

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Il Governo britannico ha sposato una scelta coraggiosa per contrastare le ludopatie e le dipendenze dell’azzardo, stroncando di fatto le FOTB, i terminali delle scommesse a quota fissa, macchinette molto simili alle slot italiane, installate nei tradizionali betting shop (sono vietate nei bar e in altri tipi di negozi).

Secondo uno studio commissionato dal Governo, gran parte delle dipendenze dall’azzardo derivano proprio dalle FOTB che sono sempre state la principale fonte di guadagno per i bookmakers (ed il fisco).

L’esecutivo ha deciso di limitare le puntate al massimo a 2 sterline: in precedenza il tetto era di 100 pounds. Si tratta senza dubbio di una bella mazzata per le società britanniche del gioco.

Dopo l’introduzione del criterio del punto di consumo che aveva obbligato tre anni fa, tutti i bookmakers con sede a Gibilterra e Malta a pagare le tasse al Governo di Sua Maestà britannica, ora arriva una seconda e terza mazzata.

Oltre ai limiti drastici imposti alle FOTB, per compensare il mancato gettito fiscale, si è deciso di aumentare la tassazione nel gioco online del 6%. La misura sarà adottata nella prossima legge di bilancio (Budget).

Le gaming company dovranno quindi il 21% sul profitto lordo e non più il 15% dall’ottobre 2019. Di fatto giochi come il poker online ed i casinò games saranno tassati con un prelievo giudicato dagli analisti eccessivo (più di un quinto degli utili).

Oltre ai problemi legati a Brexit (ad esempio Bet365 è costretta a trasferire gran parte degli asset dei mercati europei a Malta, dopo aver comprato un palazzo per 80 milioni di euro a Sliema), ora vi è anche questa nuova incognita che, con ogni probabilità, spingerà molti bookies a dover programmare altre fusioni e incorporazioni.

 

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Secondo alcuni analisti alcune società di gioco potrebbe addirittura lasciare il mercato: per Richard Williams dello studio legale Joelson “un aumento fino al 20% sarebbe stato gestibile per le gaming company, il 21% è un vero shock! Considerando il contesto normativo e fiscale che si è venuto a creare, alcuni operatori potrebbero lasciare l’UK”.

Il prelievo è molto simile all’Italia (20%) ed inferiore alla Spagna (25%) e al Portogallo (30% ma dipende dai volumi).

E’ molto probabile un aumento della rake per i players britannici (e per quelli delle rooms .com) dal 2020.

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