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Fare il poker pro e scommettitore negli USA: come gestire vincite-perdite e pagare le tasse

Come si devono comportare i poker pro e gli scommettitori professionisti negli Stati Uniti? Ecco i consigli di un esperto fiscalista che ci aiuta a capire come funziona il sistema a stelle e strisce.

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10/04/2019 20:03

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La maggior parte dei giocatori professionisti di poker, nonostante il Black Friday, vive sempre negli Stati Uniti ed è interessante capire come funzioni la fiscalità per i poker pro (ma anche per gli scommettitori che vivono quasi tutti a Las Vegas), considerando che negli USA esiste un sistema molto diretto, efficace ed “equo” (è possibile detrarre le perdite) rispetto ad altri paesi.

Le regole sono chiare come ricorda l’esperto fiscalista Nathan Rigley analista per H&R Block, in un’intervista esclusiva per il sito USPoker.

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L’ex campione del Mondo Jerry Yang ha avuto grossi problemi con l’IRS

“Tutti devono dichiarare le vincite”

“Solo perché un contribuente – commenta – non riceve il modulo questo non vuol dire che la sua attività sia esentasse. I contribuenti che vincono un premio hanno la responsabilità di inserirlo nella dichiarazione dei redditi come ‘redditi diversi o altro reddito’. Chi poi vince una somma di denaro in un casinò è suscettibile di ricevere un modulo fiscale e lo stesso modulo lo riceverà l’IRS (l’agenzia delle entrate federale)”.

Il consiglio di Rigley è “di non lasciare nulla al caso e di cercare di nascondere le cose. Segnala le vincite per evitare la visita scomoda dell’IRS”. Gli agenti federali fiscali negli USA sono noti per non scherzare e ne sanno qualcosa diversi giocatori professionisti, da Mike Mizrachi a l’ex campione del mondo Jerry Yang.

“Tenete un diario da mostrare all’agenzia fiscale”

Un consiglio pratico molto importante è “di tenere un diario come raccomanda sempre l’IRS. Una sorta di registro accurato in modo tale da convalidare vincite e perdite che poi dovranno essere inserite nella dichiarazione. Per i giocatori di poker è necessario inserire le sessioni ai tavoli, il buy-in e l’importo vinto e perso”.

“Le perdite possono essere portate in detrazione”

In particolare le perdite: “si possono essere detratte dalle vincite. Facciamo un esempio: un player ha vinto un torneo online per 200.000 dollari ma ha perso nello stesso anno 32.000 dollari in buy-in di vari tornei più ha guadagnato 9.000 dollari in diverse partite di cash game. In questo caso il netto tassabile sarà di 177.000 dollari”.

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Per questa ragione è meglio avere prove documentali e un diario di bordo. “Naturalmente per il poker online tutto è più facile, ma è giusto annotare ogni particolare di ogni torneo o partita”.

“Nessuna differenza tra i vari giochi”

“Non c’è alcuna differenza tra giochi per l’IRS devono essere dichiarate vincite e perdite sia per poker, scommesse e casinò. L’unica differenza è se per un contribuente il gioco è l’unica fonte per vivere o ne ha altre”.

Inoltre l’esperto fiscalista afferma che “i professionisti dovrebbero trattare il poker come un business” e su questo da alcuni consigli pratici da effettuare nella dichiarazione (con l’uso del modulo C)”.

“Obbligo dichiarativo anche per le vincite maturate su bookies illegali”

“Tenete presente che l’IRS non è non è un’agenzia di polizia, pertanto devono essere dichiarate anche le vincite ottenute su bookmakers e piattaforme illegali, non autorizzate dalle autorità statunitensi onde evitare future contestazioni e indagini. A nostri giocatori clienti consigliamo sempre di accantonare sempre una importante percentuale di una prima grossa vincita onde poi non trovarsi a non avere i soldi per pagare le tasse”.

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