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Poker it: il live e una nuova generazione di “fish”

poker-fish-italiaSe si analizzano i dati sulla raccolta di luglio del poker online italiano, balza agli occhi un elemento che merita una riflessione: hanno subito un sensibile calo network e rooms che lavorano assiduamente nel live, con canali presenti sul territorio (punti di commercializzazione). 

Divieto ricariche virtuali
Ad esempio, Microgame (secondo le stime Agicos) ha perso il 20,3% sui volumi nel cash game e il 6,7% nei poker tournaments. Stessa sorte per un altro importante circuito come quello di Big (-22,5% e 13,3%). E’ vero che People’s Poker ha perso due importanti concessionari ma questo calo è da ascrivere principalmente ai recenti divieti di AAMS volti a limitare lo strumento delle ricariche virtuali che di fatto, rendevano i punti remoti (internet point etc.) funzionali come vere e proprie agenzie. In questo modo si sono depotenziati in maniera sensibile formidabili canali di raccolta. Microgame è già corsa ai ripari e sta introducendo un importante strumento (una card con codice Iban sviluppata da Mobilmat) ma ci vorrà qualche mese di assestamento prima di poter tornare ai livelli precedenti, grazie anche ad un nuovo software che renderà ancora più piacevole il grinding sulla seconda piattaforma italiana.

Players di nuova generazione
Una cosa è certa: il legame tra live e online è fondamentale per la crescita del comparto; entrambi devo andare a braccetto e i recenti divieti hanno  evidenziato l’importanza dello sviluppo sulla penisola di una rete di circoli autorizzati (previsti dalla legge del 2009 ma non ancora resa effettiva). Al momento non vi è un ricambio generazionale nel poker italiano: mancano sempre  all’appello nuovi casual players (detti anche ‘ricreativi’  o ‘fish’ che giocano per puro divertimento), considerando che una percentuale di giocatori è uscita dal sistema in pochi mesi, non preparata per giocare a certi livelli.

Poker live: vivaio prezioso
Con la mancata  regolamentazione del live, è venuto a mancare uno strumento di contatto sul territorio preziosissimo: nel 2009 le rooms AAMS erano state studiate soprattutto per essere un prezioso elemento di promozione, come lo erano stati i circoli di texas hold’em dal 2007 in poi. Dinamiche politiche avverse hanno indotto il Governo Monti a posticipare (per ben due volte) il bando di gara, provocando una perdita importante per l’Erario e per i livelli occupazionali, ma non solo: paradossalmente anche l’online potrebbe essere danneggiato. 

Circoli AAMS
Le nuove rooms - potenzialmente - sono vetrine perfette per il poker, ubicate in punti strategici, come in centri commerciali o nel cuore delle grandi città. Nel breve periodo l’action in rete potrebbe risentirne ma i professionisti continueranno a giocare online. Il live potrebbe essere una buona palestra per i meno esperti: un modo per fidelizzare - in ambienti legali e sicuri -  gli appassionati che conoscono questo mondo solo attraverso la televisione o per aver giocato qualche partita tra amici.

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Il Poker come intrattenimento
Il texas hold’em deve essere interpretato sempre più come un divertimento: d’altronde per la maggior parte dei players rappresenta un passatempo. Le novità tecnologiche aiutano (vedi poker veloce) a rendere il gioco più divertente, ma anche l’adrenalina di una sana partita dal vivo può aumentare la passione. Il salto poi dal live all’online è un passaggio naturale. L’obiettivo per l’industria del poker deve essere quella di riuscire a creare e mantenere nel sistema anche i giocatori ‘amatoriali’. E per farlo, deve diventare più accessibile e divertente. Secondo autorevoli analisti, la texana deve rappresentare un hobby a lungo termine (con una spesa mensile equilibrata e contenuta) come lo sono i video games da 20 anni a questa parte. 

Speciale Poker.it - fine seconda parte - continua

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Editor in chief - Giornalista e analista betting
Luciano Del Frate è giornalista iscritto all’Ordine da oltre 25 anni e vive a Malta dal 2012. Laureato in Giurisprudenza, è specializzato nei sistemi regolatori del settore gaming e nella comunicazione del gioco legale in Italia. Dopo gli inizi tra quotidiani e televisioni, dai primi anni 2000 lavora nel mondo delle scommesse come consulente, approfondendo da vicino le dinamiche del mercato internazionale. Dal 2010 fa parte della squadra di Assopoker, dove racconta poker, betting e industria del gioco con un approccio tra analisi, esperienza e passione. Malato di sport fin da bambino, non ha mai smesso di inseguire quel sogno nato sfogliando il Guerin Sportivo