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LA SENTENZA. Scommettitori salvi, Tar Lazio sul ricorso Betfair: “ADM deve riscrivere il regolamento sulla tassa”

Pubblicata la tanto attesa sentenza del TAR Lazio sul ricorso presentato da Betfair che impugna il regolamento scritto da ADM.

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26/04/2021 17:55

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Arrivano le motivazioni della Sentenza del TAR Lazio sulla Tassa del fondo Salvasport (decreto Rilancio) applicata al Betting Exchange su ricorso presentato da Betfair che aveva impugnato il regolamento di ADM di settembre 2020 che stabiliva che la tassazione dovesse essere applicata ai giocatori vincenti. Si può dire che sia una decisione favorevole per gli scommettitori.

TAR Lazio: tassa applicabile a Betfair ma tenendo conto della diversità del Betting Exchange

Prima di tutto il Tar Lazio ha ribadito che la tassa (0,5% sulla raccolta) si applica anche alle piattaforme di exchange, quindi sia Betfair che Betflag saranno tenute a contribuire al fondo salva sport, ma – con ogni probabilità – in base a criteri che terranno conto della natura tecnica del gioco ed in base a principi di equità fiscale.

Ma i giudici amministrativi riconoscono la diversità (tecnica) evidente tra betting exchange e l’offerta tradizionale delle scommesse e sollecitano i Monopoli (ADM) a dover riscrivere il regolamento precedentemente pubblicato, sul quale eravamo stati molto critici, visto che – extra legem – individuava gli scommettitori come contribuenti diretti della nuova tassazione (ma la legge ha sempre stabilito che a dover pagare lo 0.50% della raccolta fossero i bookmakers ed gli sport provider e non i consumatori).

Il TAR Lazio non ha usato toni diplomatici per ribadirlo.

TAR Lazio: “nessun approfondimento istruttorio” prima del regolamento

Secondo la sentenza – pubblicata in anteprima dall’agenzia Agipronews – “non risulta” che le autorità abbiano “svolto alcun approfondimento istruttorio finalizzato ad individuare le modalità di calcolo del prelievo” .

Al momento della pubblicazione del regolamento attuativo, nessuno ha tenuto conto “della peculiarità di tale tipologia di gioco e del diverso ruolo svolto dal concessionario rispetto alle scommesse tradizionali“.

I giudici hanno voluto ribadire quali sono le caratteristiche del betting exchange.

Betfair e Betflag sono soggetti intermediari

Le società sono intermediarie e la loro raccolta è determinata – di fatto – dalle commissioni che trattengono su ogni transazione (in genere il 5% del profitto calcolato sull’operazione vincente). Quindi la tassa non può che essere applicata che sulle commissioni. Non può esserci una soluzione (di fantasia) differente.

Betfair e Betflag sono  soggetti intermediari di servizio a differenza dei bookmakers che accettano scommesse. Vi è una differenza sostanziale e, ci meravigliamo, che dopo più di un anno ancora non sia stata stabilita tale differenza in via ufficiale.

Assenza di criteri e di istruttoria: annullato il regolamento per l’Exchange

Un regolamento che non sta in piedi sia in termini legali che logici (dal punto di vista proprio tecnico) ed il TAR sottolinea queste incongruenze. L’amministrazione avrebbe “dovuto rendere intellegibile il percorso logico motivazionale che ha portato alla definizione di “raccolta” con specifico riferimento al betting exchange” inoltre avrebbe dovuto “esplicitare le ragioni per le quali la corresponsione del prelievo viene imputata ai soli giocatori vincenti“. “ha chiaramente esercitato un potere discrezionale”. Come abbiamo più volte sottolineato, nessuna legge aveva previsto dei nuovi soggetti passivi della tassa (i giocatori).

Decreto rilancio scritto malissimo: testo criptico per la tassa Salvasport

Va detto che, al di là delle critiche aspre dei giudici, il decreto Rilancio (che prevede la tassa salvasport) è stato scritto molto male, con un testo criptico e per nulla chiaro (soprattutto nei confronti dell’exchange).

Le autorità hanno “chiaramente esercitato un potere discrezionale» su una materia in cui non esistono criteri univoci ed era quindi tenuta “a effettuare un’attività di interpretazione sistematica della normativa di settore e della normativa fiscale”.

TAR Lazio: regolamento non consente di ricostruire le valutazioni svolte

Il regolamento dello scorso settembre “non consente di ricostruire quali siano state le valutazioni svolte per giungere alle determinazioni ivi contenute né se siano state prese in considerazione modalità alternative di calcolo del prelievo. Non è quindi possibile valutare se tali modalità siano effettivamente in grado di garantire una parità di trattamento”.

Considerando il difetto nelle motivazioni (e dell’istruttoria) il Tar ha annullato il provvedimento Adm “nella parte in cui ha individuato le modalità di calcolo del prelievo” per le piattaforme di betting exchange. ADM dovrà quindi “riesercitare il proprio potere discrezionale tenendo conto, nell’individuazione delle modalità di calcolo del prelievo, di quelle che sono le peculiarità della suddetta tipologia di gioco e coinvolgendo, ove ritenuto opportuno, anche i concessionari interessati”.

Il TAR Lazio parla di potere discrezionale ma risulta difficile poter uscire dai binari logici e tecnici: se gli exchange hanno una raccolta che è determinata dalla somma delle commissioni incassate, difficilmente potranno essere tassati oltre tali limiti. La legge parla chiaro di prelievo sulla raccolta.

Il TAR lo scrive in modo chiaro: dovranno tenere presente “le peculiarità della suddetta tipologia di gioco”.  Spazio alla discrezionalità non ne vediamo molto.