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Un noto regular sBOTta: “vi racconto come funzionano i bot nel poker italiano”

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27/07/2016 16:50

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A seguito del nostro articolo denuncia di lunedì, ci sono pervenute notizie di ban a raffica in diversi network, avvenuti in queste settimane sia per l’uso illegale di bot che per collusion (in particolare nei sit and go).

Nei prossimi giorni cercheremo di entrare nel dettaglio, ma decine di account ci risultano essere stati bloccati, per gravi irregolarità. Siamo solo all’inizio di un’escalation? Riceviamo con costante puntualità diverse segnalazioni da parte di regular preoccupati del fenomeno. Giocatori noti nell’ambiente, conosciuti come professionisti seri che da anni giocavano e guadagnavano nel cash game. Questa una delle testimonianze più autorevoli.

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Quanto tempo fa vi siete accorti della presenza di bot sul network nel quale giocate abitualmente?

Due anni. La sensazione è che siamo di fronte ad una rete ben strutturata e organizzata su almeno due network.

Secondo te perché si deve parlare di un’organizzazione strutturata?

Gli account lavorano per 5,6 mesi poi vengono bannati anche su nostra segnalazione. Subito ne spuntano altri belli freschi.  Per questo motivo le rooms dovrebbero avviare le procedure per congelare i soldi. Così non li ferma nessuno, il semplice ban non basta. Non può essere casuale questo turnover. La presenza di bot è evidente a chi ha un minimo di esperienza online: hanno quasi tutto dei comportamenti standard ed anche le statistiche non sono credibili.

Senza entrare troppo in dettagli tecnici, a quali comportamenti ti riferisci?

Per far capire a tutti di cosa parliamo, anche alle persone non tecniche: ci sono account che fanno sessioni lunghissime, a volte giocano dalla mattina alla sera. Poi vanno in pausa di 5, 6 ore e riprendono. E’ sempre così. E c’è di più: appena smette di “lavorare” un account, dopo 10 minuti, con una certa puntualità, si siede al tavolo un altro “player”, sempre con le medesime caratteristiche. Fa un’altra sessione lunghissima. Così tutto a ciclo continuo.

Come si comportano in chat?

Abbiamo provato a sollecitarli diverse volte ad una risposta, ma nulla. Non scrivono nulla per ore, a testimonianza che è difficile dire che ci sia un essere umano dietro a quel nick. Quelli di ultima generazione, ogni tanto scrivono in chat frasi standard, tipo “lol”, “davvero?”, “bella mano”.

Altre caratteristiche?

Fanno azione sempre con lo stesso timing prestabilito. Nel caso tu fai passare tutto il time, loro non si lamentano mai.

Sono tutti uguali?

I bot usati per HU son totalmente diversi da quelli per il 6max NL100 e sono differenti dai 6max 200, 500 e 1000.

Altri indizi?

Da Sharkscope non risulta che abbiano mai giocato neanche per sbaglio un MTT. Ma ci sono tantissimi indizi, dovremmo parlarne per ore.

Quali sono stati gli effetti dei bot che hai potuto riscontrare con i tuoi occhi?

Negli ultimi due anni almeno una trentina di reg che conosco personalmente hanno deciso di mollare tutto o migrare in altre reti. Ma ci sono ragazzi che hanno perso tanti soldi. Non parliamo poi dei players occasionali andati rotti per lo stesso motivo. Hanno distrutto la liquidità e il mercato .it. Ma dovremmo parlare anche di collusion ed altre cose, ora però concentriamoci su un problema alla volta. Una cosa è certa: per salvaguardare il mercato e rifondarlo, è necessario prima fare pulizia.

La testimonianza è di un reg noto (abbiamo verificato la sua identità) e credibile (ha vinto parecchio negli ultimi anni nel cash game) che per il momento preferisce non rivelare la sua identità ma ci ha mostrato in questi mesi materiale (che speriamo di pubblicare in futuro) che lascia pochi dubbi al riguardo della presenza di bot su alcuni network italiani.

La lotta ai bot è prioritaria per preservare la liquidità interna delle rooms, in un momento storico molto difficile.

Come segnalato da “themadbotter”,  Pokerstars ha una piattaforma che rende molto difficile la “vita” ai bot, Rational Group ha capito da tempo quanto sia importante tutelare gli utenti, anche per tutelare il proprio business.

Tutti i network dovrebbero rivedere le proprie priorità, a costo anche di creare strutture di servizi uniche (o accentuare la collaborazione e lo scambio di informazioni tra le varie rooms) per offrire maggiori garanzie di sicurezza. I poker manager dei principali network dovrebbero coalizzarsi e discutere insieme per individuare le strategie più efficaci contro bot, collusion e multi-accounting. Solo su queste basi il cash game italiano può ripartire.

Speciale Bot – seconda puntata – fine

Speciale Poker Bot – prima puntata

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