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Svizzera: gambler gioca per 2 anni in un casinò online illegale, i giudici ordinano di restituirgli tutto (145.000€)

Un giocatore residente in Svizzera ha ottenuto una sentenza favorevole contro un operatore offshore con sede a Curaçao. Per i giudici di Zurigo, le perdite accumulate su una piattaforma priva di licenza devono essere rimborsate integralmente. Una decisione che potrebbe aprire la strada a nuove cause contro i casinò online non autorizzati. Ma recuperare concretamente il denaro è un'altra partita, tutt'altro che scontata.

Prima di raccontarvi questo caso interessante a tutela di un giocatore svizzero, vogliamo farvi presente che Assopoker è un portale d'informazione per i giocatori e, una volta l'anno, apre le sue porte agli pokeristi in vista dell'Assopoker Cup, il nostro torneo low stake che si disputerà a Campione d'Italia, sulle rive del Lago di Lugano, dal 12 al 16 novembe (a margine dell'articolo tutte le informazioni).

L'esperienza di un player svizzero su un casinò illegale

Per quasi due anni ha continuato a depositare denaro su una piattaforma di gioco online, utilizzando carte di credito e criptovalute. Un versamento dopo l'altro, fino ad accumulare perdite per 145.243,88 euro, alle quali si aggiungono migliaia di Dogecoin (una delle tante crypto in circolazione). Senza mai effettuare un prelievo delle eventuali vincite.

Una storia che sembrava destinata a concludersi male. Invece, per un giocatore residente in Svizzera, la vicenda ha preso una direzione completamente diversa: quella delle aule di tribunale.

La sentenza del tribunale elvetico e i motivi

Il 29 luglio 2026, il Tribunale commerciale del Cantone di Zurigo (Handelsgericht) ha stabilito che l'operatore, una società con sede a Curaçao, dovrà restituire integralmente le somme perse dal cliente, oltre a 27.728 Dogecoin (al cambio di oggi circa 2.024 euro), agli interessi del 5% e alle spese legali.

Il motivo? La piattaforma operava senza una concessione svizzera e, di conseguenza, secondo i giudici, i contratti di gioco conclusi con il cliente erano nulli.

La sentenza, identificata dal numero HG240015, rappresenta un precedente importante nel contrasto al gioco online illegale. E soprattutto introduce un elemento di rischio per gli operatori offshore: non basta più aggirare i blocchi dei siti per continuare a raccogliere puntate. Quelle stesse somme, almeno in determinate circostanze, potrebbero essere reclamate dai giocatori attraverso un'azione civile.

La legittimità del rapporto contrattuale

La vicenda prende avvio il 2 febbraio 2022, quando il giocatore comincia a effettuare depositi sulla piattaforma. Le operazioni proseguono fino al 5 gennaio 2024, per un periodo complessivo di circa 23 mesi.

Il saldo finale delle transazioni parla chiaro: oltre 145.000 euro versati, nessun prelievo effettuato. Il nodo centrale della controversia, tuttavia, non riguarda l'entità delle perdite, ma la legittimità stessa del rapporto contrattuale tra il giocatore e il casinò online.

Dal 2019, la legislazione svizzera consente di offrire giochi da casinò su internet soltanto agli operatori in possesso delle necessarie autorizzazioni, nell'ambito del sistema di concessioni riservato alle case da gioco svizzere.

Perché il contratto è nullo

Una società offshore con sede a Curaçao non può quindi offrire legalmente questi servizi ai residenti nella Confederazione senza rispettare il regime autorizzatorio nazionale.

Su questa base, il Tribunale commerciale di Zurigo ha richiamato l'articolo 20 del Codice delle obbligazioni svizzero: un contratto con contenuto illecito è nullo.

Da qui discende la conseguenza economica che ha deciso la causa. Se il contratto è nullo, manca un valido fondamento giuridico per trattenere il denaro versato dal cliente. Si applicano quindi le disposizioni sull'arricchimento indebito, previste dall'articolo 62 e seguenti dello stesso Codice.

In sostanza, il casinò illegale non aveva un titolo giuridico valido per trattenere le somme perse dal giocatore.

Il casinò di Lucerna
Nella foto (Shutterstock) l'entrata del casinò di Lucerna. Online solo le case da gioco terrestri possono avere una regolare licenza

La difesa del casinò non autorizzato

La linea difensiva della sala da gioco non autorizzaata in Svizzera è chiara, in sostanza: "Il giocatore non può tenersi le vincite e pretendere il rimborso delle perdite". Il problema è che il player elvetico non ha mai fatto prelievi.

La società di Curaçao ha provato a contrastare le richieste del giocatore attraverso diverse argomentazioni giuridiche.

Innanzitutto, ha sostenuto che al rapporto dovesse applicarsi il diritto di Curaçao anziché quello svizzero. Ha poi richiamato il principio tradizionale secondo cui i debiti derivanti dal gioco costituiscono obbligazioni naturali: non possono essere pretesi giudizialmente, ma quanto pagato spontaneamente non può essere richiesto indietro.

Uno degli argomenti più interessanti della difesa riguardava però il comportamento del cliente.

Secondo l'operatore, riconoscere ai giocatori il diritto di recuperare tutte le perdite avrebbe creato una situazione paradossale: giocare senza correre alcun rischio economico, potendo incassare le eventuali vincite e chiedere successivamente la restituzione delle somme perse.

La posizione dei giudici svizzeri

Il Tribunale ha respinto queste obiezioni. Per i giudici, la protezione dei consumatori e il rispetto della legislazione svizzera sul gioco prevalgono sull'interesse economico dell'operatore non autorizzato.

E c'è un altro aspetto significativo: anche l'eventuale consapevolezza del giocatore di utilizzare una piattaforma illegale non sarebbe stata sufficiente, di per sé, a rendere abusiva la sua richiesta di rimborso.

Una conclusione che rafforza il ruolo della tutela del giocatore nel sistema normativo svizzero.

Il casinò oscurato sei volte in Svizzera

Il dato più interessante è che il casinò era stato oscurato sei volte, ma continuava a operare.

La vicenda infatti assume un significato ancora più rilevante se si considera la storia della piattaforma: la Commissione federale delle case da gioco svizzera (CFCG/ESBK), l'autorità che vigila sul settore, era già intervenuta ripetutamente nei confronti del sito.

Per ben sei volte i suoi domini erano stati inseriti nelle liste di blocco, con l'ultimo provvedimento datato 24 febbraio 2026. La sala cambiava ripetutamente i domini e i parametri in rete per aggirare i provvedimenti e l'oscuramento delle autorità confederali.

La strategia della sala per aggirare i blocchi su internet

Eppure, nel giugno dello stesso anno, il casinò risultava nuovamente accessibile dalla Svizzera attraverso un indirizzo differente. Un meccanismo ben conosciuto dalle autorità di regolamentazione: quando un dominio viene oscurato, l'operatore può tentare di proseguire l'attività trasferendosi su un altro indirizzo web.

I giudici zurighesi hanno evidenziato proprio questo limite degli strumenti tecnici di contrasto al gioco illegale.

Le blacklist possono ostacolare l'accesso alle piattaforme, ma non sempre riescono a impedire che continuino a raccogliere giocatori e depositi. Per questo motivo, la possibilità di ottenere la dichiarazione di nullità dei contratti e la restituzione delle somme versate rappresenta uno strumento aggiuntivo, potenzialmente molto più incisivo sul piano economico.

Il messaggio per gli operatori offshore è chiaro: cambiare dominio può consentire di aggirare un blocco tecnico, ma non elimina necessariamente le responsabilità derivanti dall'attività svolta senza autorizzazione.

Come funzionano i casinò online svizzeri

In Svizzera il mercato dei casinò online è regolamentato dal 2019 attraverso un sistema che riserva l'offerta di giochi su internet alle case da gioco terrestri autorizzate, previa estensione della concessione da parte del Consiglio federale e approvazione dei singoli giochi da parte della Commissione federale delle case da gioco (CFCG/ESBK).

Attualmente sono dieci i casinò autorizzati a operare online: Baden (Jackpots.ch), Lucerna (Mycasino.ch), Pfäffikon (Swisscasinos.ch), Davos (Casino777.ch), Interlaken (Starvegas.ch), Berna (7melons.ch), Meyrin (Pasino.ch), Lugano (Swiss4win.ch), Mendrisio (Admiral.ch) e Locarno (Casineo.ch), quest'ultimo operativo dal marzo 2026. Gli operatori esteri privi di concessione svizzera non possono offrire legalmente giochi da casinò online ai residenti nella Confederazione.

L'accordo extra giudiziale mai rispettato

Prima della sentenza, le parti avevano persino tentato di chiudere la controversia senza arrivare a una decisione definitiva del Tribunale.

Nel marzo 2026 era stato sottoscritto un accordo transattivo, la cui efficacia era però subordinata all'effettivo pagamento della somma concordata. Quel pagamento non è mai arrivato. Questo atteggiamneto la dice lunga sulla serietà del casinò.

Di conseguenza, la causa è proseguita fino alla pronuncia del 29 luglio.

La società aveva inoltre contestato la competenza della giustizia zurighese, portando la questione fino al Tribunale federale svizzero. In due occasioni, tuttavia, quest'ultimo non era entrato nel merito dei ricorsi.

La controversia è quindi rimasta davanti ai giudici di Zurigo, sulla base delle norme che tutelano il consumatore e gli consentono di agire nel luogo della propria residenza.

In Germania pendenti 800 cause promosse dai giocatori

Il caso potrebbe essere soltanto la punta dell'iceberg. Secondo quanto dichiarato dalla difesa dell'operatore, in Germania sarebbero pendenti circa 800 cause promosse da giocatori contro la stessa società. La controversia svizzera sarebbe inoltre una delle due cause pilota avviate nella Confederazione.

Il giocatore è stato assistito dallo studio legale zurighese Streichenberg.

La decisione è impugnabile davanti al Tribunale federale di Losanna. Non risulta, sulla base delle informazioni disponibili, che l'operatore abbia presentato ricorso.

I casinò svizzeri applaudono ma i soldi verranno recuperati?

La decisione è stata accolta favorevolmente dallo Schweizer Casino Verband, l'associazione che rappresenta le case da gioco svizzere.

Il presidente Gerhard Pfister ha sottolineato l'importanza della strada giudiziaria come strumento complementare alle misure di blocco adottate dalle autorità. La sentenza dimostra infatti che il contrasto agli operatori illegali può passare anche attraverso le richieste di restituzione delle somme versate dai giocatori.

Ma c'è un problema tutt'altro che secondario: vincere una causa contro un casinò offshore non significa necessariamente riuscire a recuperare il denaro.

Molte società che operano da giurisdizioni extraterritoriali non dispongono di beni o conti correnti facilmente aggredibili in o dalla Svizzera.

Per ottenere il pagamento effettivo di una condanna può quindi essere necessario avviare ulteriori procedure all'estero, individuare gli asset della società e chiedere il riconoscimento e l'esecuzione della decisione nelle giurisdizioni interessate. Operazioni che possono rivelarsi lunghe, costose e dall'esito incerto.

È il grande limite pratico della sentenza: aver riconosciuto il diritto alla restituzione delle somme non equivale ad averle già recuperate.

Casinò illegali: la sentenza di Zurigo può cambiare le regole del gioco?

Per anni, una parte importante della lotta europea contro le piattaforme di gioco non autorizzate si è concentrata sui provvedimenti amministrativi: oscuramento dei domini (come in Italia), liste nere, blocchi dell'accesso e, dove previsti, interventi sui pagamenti.

La vicenda di Zurigo evidenzia una strada differente ma è molto simile a alcune sentenze della Corte di Giustizia Europea (ne parliamo in seguito).

Non si tratta più soltanto di impedire a un operatore offshore di raggiungere i giocatori, ma di mettere in discussione la validità dei contratti già conclusi e il suo diritto a trattenere il denaro incassato.

Le possibili conseguenze economiche sono evidenti, soprattutto per le società che hanno raccolto depositi per anni in mercati nei quali non disponevano delle necessarie autorizzazioni.

Naturalmente, il principio affermato dai giudici svizzeri non può essere automaticamente esteso a tutti i Paesi europei: ciascun ordinamento ha le proprie regole in materia di giochi, contratti e restituzione dei pagamenti, ma vedremo che in Europa questa soluzione è adottata dai giudici da molto tempo.

E la sentenza zurighese resta soggetta agli eventuali sviluppi del procedimento.

Il caso, però, è destinato ad attirare l'attenzione del settore, anche alla luce delle centinaia di controversie analoghe che, secondo la stessa società convenuta, sarebbero già in corso in Germania.

Per il giocatore svizzero, la partita giudiziaria si è conclusa con una vittoria importante, almeno in questa fase. Ora ne comincia un'altra, probabilmente ancora più complicata: trasformare una condanna da oltre 145.000 euro in un rimborso effettivo.

Il precedente della Corte di giustizia europea

La sentenza del Tribunale di Zurigo si inserisce in un contesto giurisprudenziale europeo sempre più attento alla tutela dei giocatori nei confronti dei casinò online privi delle necessarie autorizzazioni. Sappiamo che la Svizzera non fa parte dell'Unione dove quel tipo di sentenza rientra in una giurisprudenza consolidata della CGE.

Un precedente significativo risale al 15 gennaio 2026, quando la Corte di giustizia dell'Unione europea (CGE) si è pronunciata sulla causa C-77/24, nota come Wunner.

Al centro della controversia c'era un giocatore austriaco che aveva chiesto di recuperare le perdite accumulate presso Titanium Brace Marketing, società di gioco online con licenza maltese, ma sprovvista dell'autorizzazione necessaria per operare in Austria.

L'azione giudiziaria era stata promossa contro i dirigenti della società, chiamati a rispondere personalmente delle presunte conseguenze dell'offerta illegale di giochi.

La Corte europea ha stabilito un principio rilevante: nelle azioni di responsabilità extracontrattuale per perdite subite giocando su piattaforme non autorizzate, il danno si considera generalmente verificato nel Paese di residenza abituale del giocatore. Nel caso specifico, quindi, la legge applicabile era, in linea di principio, quella austriaca e non quella maltese.

La decisione non ha disposto direttamente la restituzione delle perdite, lasciando ai giudici nazionali la valutazione della controversia, ma ha chiarito un passaggio giuridico fondamentale per le richieste risarcitorie contro operatori stranieri e loro amministratori.

Il collegamento con il caso svizzero è evidente: in entrambe le controversie, la presenza di una società all'estero non impedisce al giocatore di invocare la protezione prevista dall'ordinamento del proprio Paese.

Si tratta di decisioni fondate su norme differenti, ma che evidenziano una questione destinata ad assumere crescente importanza nel settore del gioco online: la possibilità di recuperare le perdite subite presso piattaforme che offrono servizi senza le autorizzazioni richieste nel mercato di destinazione.

Casinò online offshore: la situazione in Italia

In Italia è consentito giocare solo nei casinò online legali autorizzati dall'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli.

Il precedente della Corte di Giustizia Europea può condizionare anche il diritto italiano e la giurisprudenza nel nostro paese verso i casinò offshore. Sappiamo che in Italia è prevalente sempre la tutela del giocatore nelle aule dei tribunali.

I giudici italiani sono però vincolati a applicare le linee di principio delle sentenze della Corte di Giustizia Europea modellandole naturalmente in base al diritto italiano. Oltre alla sentenza del 2026 inrente alla causa C-77/24, nota come Wunner, si ribadisce la tutela del giocatore rispetto all'interesse economico dei casinò offshore. E questo precedente rientra in una giurisprudenza consolidata.

Pertanto, in linea di massima, è molto probabile che anche i giocatori italiani che hanno perso somme in casinò esteri non autorizzati, possano chiedere a un giudice il riconoscimento della nullità del contratto con gli operatori esteri e la restituzione delle somme perse nei casinò offshore.

Assopoker Cup, a Campione dal 12 al 16 novembre

Passiamo a un argomento decisamente più frivolo. Sulle rive del Lago di Lugano, l'appuntamento è a Campione d'Italia (nell'enclave italiana proprio in Svizzera) dal 12 al 16 Novembre con il torneo low stake di Assopoker.

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