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Antonius, Hansen e Ivey: partita pazzesca alla Bobby’s Room, tra le più ricche di Vegas

Ha suscitato clamore una foto dello stack di Antonius presente ad una sessione nella mitica poker room del Bellagio: la Bobby's Room.

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19/07/2018 09:02

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Gus Hansen ancora una volta ha documentato su Instagram una sessione high stakes nell’esclusiva poker room del Bellagio, la mitica Bobby’s Room. Seduti al tavolo i due compagni di merende di una vita: Patrik Antonius e Phil Ivey.

In particolare ha suscitato scalpore un’immagine che ritraeva Antonius di fronte ad uno stack impressionante: quasi 1 milione di dollari in chips, a testimoniare che passano gli anni ma l’azione high roller a Las Vegas non si placa.

Sunday morning in Bobby’s Room – guess who has ALL the chips?

Un post condiviso da Gus Hansen (@therealgushansen) in data:

Certo, ragazzi, è logico che stiamo parlando dei giocatori più famosi del mondo del poker, professionisti che fanno il PPP da una vita, la notizia va presa con le molle. Non per questo ogni volta che vediamo stack del genere, non riusciamo a nascondere un certo stupore, ritenendo la cosa anche un pò folle, seppur siamo consapevoli che ne fanno parte giocatori molto ricchi. Per noi comuni mortali 1 milione di dollari è una cifra enorme, per questi players è qualcosa che rientra (quasi) nella “normalità” ma sono eccezioni che riguardano poche persone al mondo. Vanno messe sullo stesso piano con le stelle dello sport. Nel calcio esistono i Ronaldo ed i Messi che guadagnano 30 milioni all’anno ma esistono anche i dilettanti che giocano solo per passione, divertendosi. Così deve essere inteso il poker per la maggior parte delle persone, solo un sano divertimento che costa solo pochi euro. Non facciamoci fuorviare quindi da certe cifre, il gioco è una cosa seria e va pesato ogni singolo centesimo che abbiamo in tasca, ricordatevi sempre di sedervi ai tavoli e giocare con responsabilità.

Hansen, Ivey e Antonius: eravamo 3 amici al bar…

Dopo questa doverosa premessa, ritorniamo per un momento alla Bobby’s Room. Alla partita non era presente Doyle Brunson (in genere ospite fisso da secoli) ma vi erano diversi volti sconosciuti, a testimoniare che il tavolo si prospettava interessante per squali come il finlandese. Ma la notizia del giorno è il ritorno nei giochi high stakes di Las Vegas, di Phil Ivey.

Se Antonius ha deciso di partecipare a quasi tutti gli high roller del pianeta (con ottimi risultati) mettendo in secondo piano il cash game (almeno nei primi 6 mesi dell’anno), il Tiger Woods del poker ha sposato invece da parecchio tempo la causa asiatica: vive ad Hong Kong, partecipa alle partite esclusive e private di Macao e Manila, spostandosi spesso in elicottero, ma per sua stessa ammissione, a volte sconfina nella Cina continentale per sfidare qualche ricco gambler, a suo rischio e pericolo considerando che in Cina il gioco d’azzardo è illegale e le condanne sono esemplari. Il suo ritorno quest’estate a Las Vegas sorprende.

Antonius invece quest’estate ha ammesso di essersi divertito al Main Event WSOP (“è stato da stupidi non partecipare a questo fantastico torneo negli ultimi 6 anni”) ed ha chiuso in 814esima posizione, per $18.340, circa un buio della partita della Bobby’s Room. Una pazzia.

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