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“cumicon”: “Gioco dal 2005 e non ho mai studiato. 89% di VPIP su 1.3 milioni di mani? Nel PLO hu si può…”

Nell’articolo di ieri vi abbiamo presentato “cumicon“, l’ormai leggendario (ex) reg degli High Stakes Online, capace di vincere 7.4 milioni di dollari in 5 anni.

Al di là del suo profitto sensazionale, ciò che ha lasciato molti a bocca aperta sono le sue statistiche di gioco. In uno screenshot dei suoi “results” postato su Twoplustwo, si intravedono due parametri apparentemente assurdi: i 25 bb/100 vinti e il VPIP dell’89%.

Se si trattasse di una sola sessione, sarebbero numeri alti ma comunque plausibili. Ciò che li rende incredibili è il volume di gioco: “cumicon” ha mantenuto questi valori su 1.3 milioni di mani!

Per chi non lo sapesse, ecco la spiegazione dei due valori:

  • 25 bb/100 significa che ogni 100 mani passate al tavolo (comprese quelle in cui non si entra nel pot), “cumicon” ha vinto in media 25 big blind.
  • Il VPIP (Volontary Put Money In the Pot) indica invece la percentuale di mani con le quali il giocatore entra nel piatto. “cumicon” è entra nel piatto volontariamente l’89% delle volte.

Si tratta di dati pazzeschi, di cui Cullen “cumicon” Connors ha parlato nel corso del podcast.

“cumicon” e il VPIP dell’89%

Interrogato da Joe Ingram sul VPIP, Connors ha detto che il valore non gli sembra poi così assurdo.

Nell’Omaha l’equity è così ravvicinata che puoi entrare in gioco con quasi tutte le mani in heads-up“, ha dichiarato. “Forse ho giocato troppo loose rispetto a ciò che dicono i solver, ma per me ha funzionato. Non so che altro dire su questo parametro, mi sembra alto ma non irragionevole”.

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Essere un top reg senza studiare

Un altro passaggio del suo post su Twoplustwo che aveva incuriosito molti riguardava lo studio lontano dal tavoli. “cumicon” sosteneva di non aver quasi mai studiato, una circostanza confermata anche nel podcast.

Non ho mai lavorato sul mio gioco lontano dal tavolo. Nessuno conosce la mia storia, ma io gioco online dal 2005. All’inizio era così facile che non era necessario studiare, così mi sono portato dietro questo approccio fino ad oggi”.

Il top reg ammette però di essere stato uno dei tanti fan di Phil Galfond, punto di riferimento per qualsiasi pro (o aspirante tale) di PLO.

“L’unica cosa che ho fatto è stata guardare i video di coaching di Phil Galfond all’inizio della mia transizione dal No-Limit Hold’em al PLO. Nient’altro”.

Cullen “cumicon” Connors

Dal No-Limit Hold’em al Pot-Limit Omaha

A proposito di questa transizione, avvenuta prima del 2010, Connors dice:

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Ero un giocatore di NLH ma non c’era action in heads-up, così ho pensato di imparare il PLO per trovare action in quella variante. Mi è piaciuto subito e mi sono immediatamente spostato lì. Un po’ mi pento però, perché c’erano ancora tanti soldi da fare nel NLH in quegli anni“.

Le reg wars e il bumhunting

Come detto, qualcuno ritiene che sia impossibile tenere 25 bb/100 ai massimi livelli del PLO. Per questo motivo, sono arrivate anche delle accuse di bumhunting.

Per chi non lo sapesse, il bumhunting è la pratica di sedersi a un tavolo heads-up, vincere qualche big blind e alzarsi. Una pratica ritenuta molto scorretta da quasi tutti i pro.

Ho giocato contro tutti negli ultimi anni, non puoi essere un bumhunter neanche volendo“, ha replicato Connors. “Non te lo puoi permettere al giorno d’oggi perché non c’è abbastanza action. Forse in passato sono stato un po’ un bum-hunter… ma molta della mia action degli ultimi anni è stata fatta nel PLO Zoom heads-up, quindi niente bum-hunting”.

“cumicon” ha anche parlato dei tanti reg con cui ha battagliato negli ultimi cinque anni.

“Dubito che si possa fare meglio di quanto ho fatto. Posso dire che il 75% di quelle mani sono state giocate contro reg, forse solo selectando meglio potevo vincere di più. Ma non c’era action, quindi…”

Ben Tollerene (courtesy Neil Stoddart/Pokerstars)

Infine, il suo parere sul giocatore di PLO più forte degli High Stakes Online: Ben Tollerene.

“Il più forte di tutti? Ben86. Abbiamo giocato 30.000 mani in 2-3 mesi ed è stata durissima, è un giocatore di altissimo livello. Alla fine ho chiuso la sfida in attivo, ma ho quittato perché non mi sembrava più profittevole”.

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