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Dan Colman: “La più grande debolezza di un giocatore di poker”

Da quando ha vinto il Big One For One Drop per 15 milioni di dollari senza esultare o dimostrare il minimo entusiasmo, Dan Colman è diventato l’idolo di migliaia di giocatori in tutto il mondo. I suoi modi di fare, insieme alle vincite pazzesche (28 milioni di dollari incassati in carriera nei tornei dal vivo) lo hanno reso uno dei pochi veri bulli del poker odierno.

In realtà, però, la sua carriera inizia ben prima dei successi dal vivo, come avevamo avuto modo di raccontare in questo articolo. Nonostante i 26 anni di età, quindi, Colman è a tutti gli effetti uno dei giocatori più esperti e vincenti al mondo.

Nel corso di un’intervista con il boss del cash game high stakes di Macao e Manila, Paul Phua, Dan ha parlato di ciò che ha imparato nei quasi dieci anni passati ai tavoli di poker. In particolar modo della debolezza più grande e comune tra i professionisti

Dan Colman: “Bullare il tavolo è sempre divertente”

“Il mio stile di gioco? Dipende tutto dai giocatori che ho al tavolo, dagli stack e dal payout”, ha risposto quando gli è stato chiesto come approccia gli MTT. “Perché se c’è un grande salto nel payout e il mio stack è molto piccolo potrei essere cauto per provare a incassare premi superiori. Quando invece hai uno stack importante devi mettere pressione ai tuoi avversari per vincere tanti piatti uncontested. Bullare il tavolo è sempre divertente“.

Visti i risultati mostruosi ottenuti nei tornei dal vivo, è normale che ci sia molta curiosità sulle sue abilità in questo campo. Ma le risposte di Colman sembrano portare sempre nella stessa direzione: la sua priorità è costruirsi un big stack per poter bullare il tavolo.

“Ci sono dei momenti nei tornei nei quali tutti i tuoi avversari sanno che sei il bullo della situazione e stai facendo quello che vuoi, ma nessuno può fare niente perché i salti nel payout sono troppo importanti. Quando è così, è davvero divertente”.

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Cambiare stile di gioco è la chiave per il successo

Il professionista statunitense aveva già dichiarato di non essere un giocatore da GTO, ma di affrontare il poker basandosi quasi esclusivamente sull’istinto. Ciononostante, è consapevole che per vincere ad alti livelli sia fondamentale alternare forti variazioni nel proprio gioco a un perfetto bilanciamento del proprio range:

“Cambiare lo stile di gioco dipende tutto dagli avversari e dal loro stile di gioco. Contro alcuni giocatori voglio cambiare ogni tanto, fare A quando loro credono che voglia fare B. Ma al tempo stesso, contro altri giocatori, voglio semplicemente essere il più bilanciato possibile e limitarmi a non essere exploitabile”.

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La più grande debolezza di un poker player

Su un aspetto, Dan Colman è sicuro: la più grande debolezza di un giocatore di poker è la convinzione di essere arrivato e non dover più migliorare.

“La debolezza di un giocatore solitamente sta nel non lavorare abbastanza duramente. Quando inizi a pensare: “Sono forte, non ho più bisogno di imparare niente“. Penso che le debolezze ci siano quando il tuo gioco non migliora e sei convinto che vada bene così. Il gioco è in continua evoluzione e tu devi sempre stargli dietro. Devi essere affamato. Se non lo fai, allora il tuo avrai dei leak importanti”.

La soluzione a questa mentalità controproducente, è quella di circondarsi di giocatori di alto livello.

“In questo senso, è fondamentale avere degli amici che siano anche ottimi giocatori, magari anche più forti di te. Così puoi spiegargli come hai giocato una mano e loro possono mettere in mostra i tuoi leak. Parlare di poker con ottimi giocatori è fondamentale per restare al top“.

Il messaggio di Dan Colman è chiaro: nel poker si può sempre imparare. Anche quando hai vinto quasi 30 milioni di dollari a 26 anni…