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Curiosità

Dan Colman: “Gli High Stakes Online? Troppi software di supporto, oggi preferisco il live”

Dan Colman ha parlato con Paul Phua dello stato del poker online, utilizzando parole dure nei confronti dei software di supporto e dei bot. Al contrario, si è detto molto ottimista per quanto riguarda il poker live

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14/05/2017 12:30

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Dan Colman è noto per essere un ottimo giocatore di poker, ma anche per la schiettezza che nel corso degli anni lo ha più volte posto sotto le luci dei riflettori. Quando deve rispondere a una domanda, il professionista statunitense non sa cosa sia il politically correct: parla a ruota libera, senza preoccuparsi minimamente delle conseguenze delle sue parole.

Lo ha già dimostrato più volte (anche senza parlar, vedi la maglietta pro-Gaza all’EPT di Montecarlo e il rifiuto di concedere interviste dopo la vittoria del Big One Drop) e l’ultima delle sue “bombe” è arrivata nel corso di un’intervista con Paul Phua.

Abbiamo già visto come il businessman asiatico stia promuovendo il suo canale YouTube attraverso delle chiacchierate con alcuni dei più forti giocatori al mondo. Phua è riuscito a far parlare Phil Ivey e Tom Dwan, e non ha avuto alcun problema a “innescare” Dan Colman. A partire da un tema sempre discusso come quello dei software di supporto nel poker online.

“Penso che a causa del modo in cui funziona il poker online oggi, i giocatori amatoriali partano con un grosso svantaggio“, ha dichiarato Dan Colman, riferendosi principalmente agli High Stakes. “Ogni professionista gioca con dei software che gli mostrano le statistiche degli avversari e raccolgono tutte le mani giocate, anche quelle dei giocatori che non ha mai affrontato personalmente. Tutto ciò li avvantaggia nei confronti dei giocatori occasionali”.

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Non ci aspetterebbe una così netta presa di posizione contro i software di supporto da parte di un giocatore come Dan Colman, cresciuto a pane ed heads-up sit&go. Eppure, il suo è un attacco diretto a questi strumenti e in generale all’Intelligenza Artificiale utilizzata nel poker.

“L’Intelligenza Artificiale? Sì, mi preoccupa un po’. Penso che il poker online rischi molto con i bot e i computer. In certi giochi e in particolari format stanno già distruggendo l’action”.

Dunque, qual è la soluzione di Dan Colman? La risposta è tanto semplice quanto immediata: il poker live.

“Non vedo come l’Intelligenza Artificiale possa avere un impatto reale sul live, a parte per una circostanza: i giocatori più forti dell’online potrebbero presto rendersi conto che non ci sono più soldi online e a quel punto potrebbero iniziare a giocare live. Con i loro comportamenti robotici potrebbero rovinare alcune partite, rendendole meno divertenti. Questa è l’unica cosa che mi viene in mente, ma certamente il live continuerà a vivere a lungo. Specialmente i tornei, dove un occasionale spera di fare il colpaccio”.

 

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Dan sembra ormai aver dato una direzione ben precisa alla sua carriera verso il gioco dal vivo. Non si riconosce più come un “online player”, ma anzi, li giudica in maniera piuttosto negativa anche dal punto di vista tecnico.

“Penso che alcuni giovani giocatori dell’online abbiano un vantaggio quando giocano live, ma la maggior parte è a proprio agio all’inizio. Potrebbero sapere di dover bluffare in un certo spot, ma poi alla fine pensano “vabbé, faccio check”. Devi avere molta più sicurezza nei tuoi mezzi per essere in grado di seguire la tua strategia dal vivo. Per molti giocatori dell’online è difficile, quindi non hanno mai una transazione fluida e naturale”.

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