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Doyle Brunson: “Smetto di giocare a poker, voglio passare gli ultimi anni con mia moglie”

Il leggendario Doyle Brunson ha annunciato ufficialmente il suo ritiro dal poker. Alla base di questa decisione la volontà di passare gli ultimi anni con la moglie malata, con la quale ha condiviso 57 anni di matrimonio

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12/06/2018 14:00

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Ci sono tanti giocatori molto famosi e vincenti nel poker, ma nessuno riuscirà mai a raggiungere il livello di Doyle Brunson. Quando si parla di “leggende” in questo gioco, il suo nome è infatti il primo della lista per un’infinità di motivi. La longevità, in primis: Brunson gioca dagli anni Cinquanta e in sessant’anni di carriera ai tavoli ha giocato a poker nelle bische del Texas, in ricchissime partite private in California, nelle prime poker room di Las Vegas, nella storica Bobby’s Room e anche in giro per il mondo.

Poi ci sono i numeri: è risaputo che nel cash game live abbia vinto decine di milioni di dollari, mentre nei tornei vanta 10 braccialetti WSOP, un titolo del WPT e 6.1 milioni di dollari incassati tra il 1972 e il 2013, anno del suo ultimo ITM.

Doyle Brunson è una delle poche, autentiche leggende del poker. E com’era ormai prevedibile, il suo tempo ai tavoli è giunto alla fine. Suscitando grande tristezza in tutti gli appassionati di questo meraviglioso giochino, Texas Dolly ha annunciato ufficialmente il suo ritiro.

Doyle Brunson

Doyle Brunson: “Smetto con il poker, voglio passare gli ultimi anni con mia moglie”

Brunson ha 85 anni e da tempo soffre di problemi fisici molto limitanti. Il primo lo colpì al liceo, quando era un promettente giocatore di basket (era stato chiamato per un provino anche dai Lakers): Doyle si ruppe la gamba malamente durante un lavoretto estivo e dovette rinunciare alla carriera sportiva. Ma non solo, perché da allora il pro americano ha avuto difficoltà sempre più grandi nel camminare, fino ad essere costretto a utilizzare le stampelle e una carrozzina elettrica per muoversi all’interno dei casinò di Las Vegas.

Fatta questa premessa, era normale aspettarsi un ritiro dal poker. Doyle lo aveva considerato più volte negli ultimi anni, annunciando ad esempio l’intenzione di non giocare più i tornei perché troppo duri da gestire a livello fisico. Ora, però, lo ha detto chiaramente: dopo l’estate non toccherà più le carte. Soprattutto per un motivo molto personale.

“Ho intenzione di ritirarmi dal poker dopo l’estate”, ha dichiarato a Remko Rinkema di PokerCentral. “Mia moglie non sta bene e voglio starle vicino fino alla fine dei suoi giorni. O dei miei“.

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“Ho intenzione di smettere completamente”

Per Doyle è quindi una questione famigliare. Il legame con la moglie, per quanto mai sbandierato pubblicamente, è molto forte. D’altronde, stanno insieme da 57 anni.

“Attualmente è mia figlia a passare molto tempo con mia moglie. Io non gioco mai fino a tardi oggigiorno, perché lei non va a dormire finché non torno a casa. Dopo 57 anni di matrimonio voglio starle vicino in questo momento”.

Di finti ritiri ne abbiamo visti a decine nel poker. Gli ultimi in ordine di tempo sono quelli di Fedor Holz e Jens Kyllonen, giovani pensionati del poker poi tornati a competere ai tavoli. Doyle, però, è un texano duro e puro: dice quello che pensa e fa quello che dice.

Ho intenzione di smettere completamente di giocare. Non posso sostenere con certezza che non cambierò idea, ma credo proprio che non succederà. Questo è l’ultimo periodo che io e mia moglie possiamo trascorrere insieme e quando lascio la casa per andare a giocare mi sento in colpa“.

Chiudere una carriera lunga 62 anni con un braccialetto?

Per chiudere in bellezza una carriera lunga 62 anni, Doyle Brunson ha deciso di giocare un ultimo torneo delle World Series Of Poker, il Championship di Deuce-to-Seven. Il fatto che sia riuscito a chiudere in seconda posizione il Day 1 non è certamente un caso: Doyle sottolinea con orgoglio di essere ancora un giocatore vincente, anche a 85 anni.

“A questo punto della mia vita, il mio stato mentale è ancora ottimo. Sono all’80-90% delle mie capacità in questo senso. Il mio corpo, invece, sta andando a pezzi, ma credo sia normale. Il poker mi piace ancora e soprattutto continuo a vincere. Questo è il mio unico indicatore come giocatore”.

Doyle Brunson

La carriera di Doyle Brunson si concluderà quindi dopo le WSOP. Doyle non ha rimpianti, anzi, quando si guarda indietro ha solo bellissimi ricordi.

“Più dei braccialetti e dei soldi, sono state le amicizie strette al tavolo a rendermi orgoglioso. Io e gli altri giocatori che parteciparono alle prime WSOP avevamo un legame fortissimo. Ogni anno le World Series erano come un ritrovo tra amici. Oggi, invece, quando mi guardo intorno in una poker room, non riconosco più di un paio di giocatori. È triste ma la maggior parte dei miei amici sono ormai morti. Tuttavia, quando ripenso al legame che avevamo, mi rendo conto di quanto fosse forte”.

“Voglio essere ricordato per le partite high stakes”

L’ultimo desiderio del Doyle Brunson giocatore? Vincere un braccialetto e chiudere in bellezza una carriera semplicemente inimitabile. Ma non solo: Texas Dolly vuole anche essere ricordato in un modo ben preciso.

Questo sarà l’ultimo torneo della mia vita e mi piacerebbe vincerlo. Ciò per cui voglio essere ricordato, però, non è il numero di braccialetti o le vittorie nei tornei. Vorrei essere ricordato come il giocatore che ha giocato agli stakes più alti di Las Vegas per decenni. Questa longevità è ciò che mi rende orgoglioso come poker player”.

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