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Fedor Holz a Forbes: “Il mio successo nel poker merito del network. I soldi? Servono solo a essere liberi”

Intervistato dal prestigioso Forbes, Fedor Holz ha parlato del suo incredibile successo nel poker, dei suoi progetti e delle prospettive future

Scritto da
27/07/2017 09:27

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Fedor Holz è uno dei pochi professionisti in grado di farsi conoscere anche al di fuori del mondo del poker. Merito di quell’aspetto da genio un po’ nerd, ma è innegabile che il motivo principale per cui Fedor sia diventato popolare anche tra coloro che non conoscono il poker riguardi il denaro: quando incassi 23.3 milioni di dollari nei tornei dal vivo prima di compiere 24 anni, non puoi che attirarti attenzioni di ogni tipo.

Ad accorgersi della storia incredibile del fenomeno tedesco c’è anche il prestigioso Forbes. Il giornalista americano Darren Heitner ha intervista Fedor direttamente da Vienna (dove vive da tempo) per parlare di poker e della sua start-up Primed Mind.

“Il newtork è il fattore chiave del mio successo”

La prima domanda che si pone a un ventenne milionario è quale sia il segreto del suo successo. Holz si rende conto che la risposta corretta sarebbe piuttosto complessa, perché il poker resta un’attività complessa. Tuttavia, dovendo trovare l’aspetto più importante, non ha dubbi:

Il fattore chiave del mio successo è il network. Penso che la semplice idea di condividere le tue scoperte con altre persone e ricevere da loro lo stesso contributo, sia molto meglio rispetto al lavorare da solo”.

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Come hanno confermato decine di professionisti nel corso degli anni, confrontarsi quotidianamente con colleghi forti e preparati è il modo migliore per diventare sempre più competitivi.

“Ancora oggi passo un sacco di tempo sui forum a discutere con le persone e a confrontarmi con punti di vista differenti. Il mio network si è sviluppato soprattutto attraverso Skype, che è uno strumento fondamentale per qualsiasi poker player. Ti confronti con persone che ritieni intelligenti, mostri loro i tuoi progressi e discuti della tua strategia”.

Il cuore del network di Fedor Holz: Steffen Sontheimer, Rainer Kempe e Koray Aldemir

Ma chi sono, precisamente, le “persone intelligenti” con cui Holz si è confrontato nel corso degli anni? Per la prima volta lo ha ammesso pubblicamente: i suoi amici e colleghi più fidati, quelli con cui è cresciuto pokeristicamente e umanamente, sono Steffen Sontheimer, Rainer Kempe e Koray Aldemir. Con i tre connazionali ha condiviso tutte le gioie delle ultime due incredibili annate.

Abbiamo iniziato tutti dai low stakes ed è incredibile vedere che oggi giochiamo ai limiti più alti in assoluto, oltretutto girando per il mondo insieme”.

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Fedor Holz e il rapporto con i soldi

Come avevamo già riportato in un precedente articolo, nonostante i milioni di dollari accumulati Fedor è una persona che non dà grande importanza al denaro. Difficilmente lo vedremo a bordo di un’auto sportiva oppure impegnato in serate da baller in discoteca. Per lui il denaro non è altro che un mezzo per ottenere la libertà.

“Trovo un po’ triste il fatto che in molte conversazioni le persone si sentano in soggezione per la questione del denaro”, spiega. “Sono una persona molto riservata, quindi ho i miei amici più intimi e la questione dei soldi non ha avuto un grande impatto. L’unico aspetto che è cambiato radicalmente per me è la libertà: grazie al denaro, oggi posso davvero godermi la libertà di fare ciò che voglio”.

Primed Mind

Dopo aver annunciato il suo addio al poker (più simile, nella realtà dei fatti, a una transizione part-time), Holz ha lanciato una app dedicata al mental coaching. Questa attività è solo una delle tante su cui sta investendo.

“La mia idea era di avere una compagnia che fosse una sorta di sfida per l’utente. Volevo riprendere il processo di apprendimento del poker e utilizzarlo per altre aree“, ha spiegato. “Il primo prodotto di questa attività è Primed Mind, una app di mental coaching”.

Il poker come il trading

Nel corso dell’intervista con Forbes, Holz ha anche ripreso un concetto già esposto durante un podcast con Doug Polk.

Penso che il poker sia molto simile al trading“, ha dichiarato. “La differenza è che le persone hanno una conoscenza maggiore del trading perché esiste da più a lungo e c’è maggiore famigliarità con il suo funzionamento. In entrambi i casi devi abituarti a veloci e forti swing, ma alla lunga le abilità hanno la meglio“.

Poker live > Poker online

Infine, Holz ha parlato del futuro del poker, mettendo subito in chiaro la sua preferenza per il live.

Penso che il poker live sia ciò su cui ci si dovrebbe concentrare maggiormente. C’è ancora tantissimo da fare in questo campo. Penso invece che l’online (il riferimento è sempre agli High Stakes, ndr) stia raggiungendo un punto in cui il gioco sarà quasi risolto. Non dico che l’online sia destinato a morire, ma ci sarà sempre meno action agli high stakes. Per risollevare l’online ci vorrebbe un nuovo boom come l’apertura del mercato americano o quello cinese“.

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