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Ipse dixit: 10 frasi imperdibili sul poker

Scritto da
30/09/2016 07:30

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Certe frasi, semplicemente, non si dimenticano: geniali, irriverenti e spiazzanti, nascono per caso e poi entrano nel mito. Anche il poker ha le sue, e queste sono alcune fra le mie preferite.

Scotty Nguyen

Scotty Nguyen

10) “Nothing better than torturing Phil Hellmuth” – Antonio Esfandiari 

Per molti giocatori, eliminare Phil Hellmuth da un torneo sarebbe un’enorme soddisfazione, ma secondo Antonio Esfandiari torturarlo è anche meglio, e nel corso del Main Event WSOPE del 2009 ha potuto farlo. Dopo che Hellmuth era uscito alludendo all’incredibile fortuna di “the magician”, quest’ultimo lo aveva stuzzicato più volte per poi ammettere: “Non c’è nulla di meglio che torturare Phil Hellmuth”.

 

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9) “I thought you had pocket kings” – Jennifer Tilly

Se molti appassionati di poker hanno almeno due motivi per essere affezionati a Jennifer Tilly, io ne ho un terzo: la mano che ha giocato contro Patrik Antonius a Poker After Dark. In un piatto da lei stessa raisato con j j , e su board 10 j 7 k k , Jennifer checka dietro al river, e allo showdown l’incredulità è alle stelle. “Pensavo avessi una coppia di re”, si giustifica lei, rendendo tutto molto più chiaro.

8) “Math is idiotic” – Barry Greenstein

Visto che i numeri non mi hanno mai amato, ricambiati, non posso che apprezzare una delle frasi più celebri di “the bear”. Barry la pronuncia in una puntata di High Stakes Poker, commentando una mano giocata in precedenza: “Matematicamente può non essere la decisione migliore – premette – ma ho un messaggio per tutti questi ragazzini che giocano su internet, la matematica è cretina“.

7) “That’s not poker” – Daniel Negreanu

Al Main Event WSOP, almeno fino a qualche anno fa, succedeva anche questo: Daniel Negreanu punta 300 fiches postflop ed un giocatore rilancia all-in per 5.000 totali. Il canadese resta incredulo, e quando il suo avversario gli dice “that’s poker”, Daniel risponde: “No, questo non è poker, forse questo è il modo in cui tu giochi, ma questo non è poker”, prima di foldare la sua mano.

6) “I love when the pros debating folding kings full on the river” – Gus Hansen

Gus Hansen ai tavoli di cash game ha perso milioni di dollari, ma se non altro lo stile non gli è mai mancato, come mostra in una puntata di Poker After Dark, dopo che Howard Lederer aveva coolerato Tuan Le con un full di re e donne contro un full di re e nove.

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Gli altri giocatori al tavolo discutono se quella mano si potesse foldare o meno. Il danese evidentemente non ha alcun dubbio, e così se ne esce con la sua stilettata: “Adoro quando i professionisti discutono sul foldare full di re al river”. E chi non lo adora del resto?

5) “Bring the russians on” – Tony G.

Tony G. di trash talking negli anni ne ha fatto parecchio, e la scenetta che mise in piedi con il russo Ralph Perry all’Intercontinental Poker Championship nel 2006 ne è un esempio. Perry chiamò la sua 4-bet all-in con k j , perdendo contro a 2 ma mandando comunque il lituano su tutte le furie: “Sei un campione, ti rispedisco in Russia – disse Tony – portate dentro più giocatori russi, sono qui per prenderli tutti“. In quel torneo arrivò secondo, ma questo in fondo è quasi un dettaglio.

4) “You are in trouble” – Jack Ury

Lo slowroll del 96enne Jack Ury al WSOP Main Event del 2009 è una delle cose più divertenti che abbia mai visto legate al mondo del poker, e la frase che dice a Steven Friedlander prima di mostrare le sue carte – dopo che questi gli aveva girato 7 6 su flop 6 6 7 – è meravigliosa: “Sei nei guai”. Friedlander pensa ad uno scherzo, ma quando il vecchietto mostra 7 7 il tavolo va letteralmente in delirio. Ed io con lui.

3) “I’m just sitting here, playing the same game you are. Well, kind of…” – Phil Ivey

Non è una vera e propria citazione, visto che si tratta dello slogan di uno spot pubblicitario di Full Tilt Poker che ha come protagonista Phil Ivey, di cui anche Doyle Brunson inscenò una parodia in una puntata di High Stakes Poker.

Nello spot Ivey sembra schernirsi, dicendo che lui non fa niente per intimorire gli avversari: “Me ne sto soltanto seduto qui, a giocare lo stesso tuo gioco. Beh, più o meno…“. Appunto.

2) “I can dodge bullets baby” – Phil Hellmuth

Main Event delle World Series Of Poker, qualche anno fa. Phil Hellmuth ha a k , e decide di flattare una 3-bet fuori posizione di Frank Passantino. Quest’ultimo ha a a , e il flop è 4 4 a : i due checkano. Al turn spunta una donna, e Phil checka ancora, mentre il suo avversario punta in modo importante, e lui folda face-up, con Passantino che fa altrettanto. E lì inizia lo show: “Tesoro, sarei dovuto andare rotto con quella mano – dice alla moglie fra gli spettatori – ma si sono dimenticati di un particolare, che io posso schivare i proiettili baby“. Una frase che, in chiave parodica, ha fatto scuola.

1) “You call and it’s gonna be all over baby” – Scotty Nguyen

Obbligatorio, almeno per me, assegnare il primo posto a Scotty Nguyen. Il vietnamita, complici alcune birre di troppo, ha sempre dato spettacolo al tavolo, ma mai come prima di vincere il Main Event WSOP del 1998, quando riuscì a farsi chiamare al river da Kevin McBride su board 8 9 9 8 8 con in mano j 9 , ma non prima di aver pronunciato la celebre frase: “Chiama e sarà tutto finito baby“. E così fu.