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Kara Scott racconta “High Stakes Poker”: “Era magico, forse irripetibile!”

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21/01/2016 09:15

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Proprio ieri, nell’articolo che racconta un divertente aneddoto su Tom “durrrr” Dwan, ricordavamo il decimo “compleanno” di uno dei format di maggior successo nella storia del texas hold’em televisivo: High Stakes Poker.

Così, per rendere ulteriore omaggio a uno show che ha contribuito ad appassionare tanti fra noi e avvicinato molte persone a questo gioco, siamo andati a bussare a casa di Kara Scott, host della trasmissione nelle ultime due stagioni.

Kara Scott al suo esordio in High Stakes Poker

Kara Scott al momento del suo esordio in High Stakes Poker

Ieri definivamo High Stakes Poker come simbolo della “prima repubblica” del poker, un fiore all’occhiello nell’età dell’oro di questo gioco. Quali pensi che fossero le chiavi del suo successo?

HSP è stato il primo tv show sul poker che abbia mai visto. Un amico mi mostrava i suoi video preferiti su internet e fu così che lo scoprii, proprio come moltissimi altri di voi. Ne rimasi estasiata! Adoravo l’idea di questi personaggi bizzarri intenti a giocare per grosse somme di denaro, ma sempre con il sorriso sulle labbra e quella voglia di scherzare che però non era mai fine a se stessa, e dava un’immagine familiare perchè giocava su rapporti e history già consolidate tra i giocatori. Era come sbirciare una partita a cui non avremmo potuto assistere, e questa era come magico. Inoltre, AJ e Gabe (Benza e Kaplan, ndr) erano perfetti per quel ruolo. Gabe Kaplan ovviamente è molto altro oltre al poker ma, per me, la sua voce è come il suono stesso del gioco nel suo momento clou.

Oggi il poker è meno legato a un concetto di esclusiva e va verso un qualcosa che parte dal basso, come dimostra il successo dei vari streaming su Twitch, Youtube eccetera. Pensi che oggi, potrebbe esserci ancora posto per uno show come High Stakes Poker oppure è una formula ormai obsoleta?

Trovo quasi impossibile che qualcuno lo faccia, ma potrebbe ancora accadere. Penso che HSP sia rimasto nel cuore di moltissime persone e quindi in teoria potrebbe venire riproposto in qualche forma, se si riuscisse a ritrovare il giusto mix di personaggi. Spettacoli come questo dipendono molto dai personaggi che ne sono protagonisti. Se fosse “solo” poker (seppur giocato ai più alti livelli), o se fosse solo una discussione teorica (seppur tra le migliori menti pokeristiche in circolazione) allora no, non funzionerebbe. E non perchè non avrebbe valore, ma perchè oggi ci sono tante alternative in rete da guardare gratis. I programmi televisivi devono dare altro, mostrare un po’ della magia di questo gioco, altrimenti gli streaming e gli altri contenuti online hanno una tale e costante offerta che il gioco non varrebbe la candela.

Kara con Gabe Kaplan

Kara con Gabe Kaplan

Cosa ha rappresentato per te arrivare a lavorare per High Stakes Poker?

E’ stata una cosa enorme, per me. Come ti dicevo prima ero una grande fan dello show, quindi essere per la prima volta io, parte di tutto questo, fu davvero pazzesco. Ero così nervosa che non riuscii a dormire per una settimana, prima che cominciassimo a girare. E la mattina in cui iniziavano le riprese cosa faccio? Dormo fino a tardi! Avevo settato tre sveglie, oltre a quella telefonica dell’hotel, ma nonostante ciò ero talmente assonnata che riuscii a stento ad alzarmi 15 minuti prima della riunione con la produzione. Feci una doccia e corsi per cercare di arrivare in tempo. Tutto ciò che posso dire è che grazie al cielo avevo una truccatrice fantastica, che riuscì a coprire quelle occhiaie…

Un inizio movimentato… Poi come andò?

L’ingaggio con High Stakes Poker fu la ragione per la quale mi trasferii in USA per un breve periodo, ma una volta lì mi diedi molto da fare e mi proposi con successo come “bordocampista” alle WSOP. Senza “High Stakes Poker”, non sono certa che avrei avuto il mio lavoro in ESPN, e io adoro quel lavoro.

Hai qualche rimpianto?

Soltanto uno: il fatto che la gente ancora pensi che io sia arrivata per rimpiazzare AJ Benza come co-conduttrice (persino Wikipedia lo dice ancora), mentre in realtà le due cose non hanno nulla a che vedere una con l’altra. Fu solo una sfortunata coincidenza che fece credere ci fosse dietro un rapporto di causa-effetto. Diversi fan ce l’hanno avuta con me per molto tempo dopo tutto questo, e non è stata una bella cosa.

Foto di gruppo per il cast della Season 6. Accanto alla Scott ecco Dario Minieri

Foto di gruppo per il cast della Season 6. Accanto alla Scott ecco Dario Minieri

Prima di lasciarci, c’è qualche aneddoto inedito su High Stakes Poker che puoi regalarci?

Lavorare con questi super pro può essere complicato per lo staff, a volte. C’erano grosse somme in palio e accanto a questo c’era sempre una certa pressione, insita nel dover fare un lavoro di produzione TV. In tutto questo, devi riuscire a lavorare con delle personalità molto forti. Pensa che una volta, un giocatore molto famoso si rifiutava di farsi ritoccare il trucco, mettendo in seria difficoltà la truccatrice. Alla fine lei gli disse che scansando i suoi pennelli le avrebbe fatto fare una cattiva figura, mettendo così a rischio il suo lavoro. Il giocatore ci rimase così male, che chiese a un assistente di uscire e comprare una borsetta MOLTO costosa, e gliela fece consegnare come regalo di scuse…

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