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Le donne e il poker: Jennifer Harman, la regina del cash game che sfidava i miliardari texani

L' 8 marzo è bello ricordare la storia di una delle donne più vincenti ed influenti della storia del poker: Jennifer Harman, capace di imporsi in un mondo (nei primi anni 2000) che vedeva come protagonisti solo uomini.

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08/03/2021 13:30

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Non c’è modo migliore per celebrare la giornata internazionale della donna dell’ 8  marzo, iniziando una nuova rubrica (a puntate) su Assopoker dedicata alle giocatrici più forti della storia del poker moderno, ricordando per loro imprese e la loro capacità di battere i rivali, a prescindere dal loro sesso. E non potevamo non iniziare dalla più forte, quando ancora il poker era considerato un gioco ed un mondo quasi del tutto maschile: Jennifer Harman.

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Jennifer Harman accanto a Juanda

Donne estremamente intelligenti, determinate e con l’istinto da killer ai tavoli da gioco. Ma quali sono state le poker players più influenti nella diffusione del giochino negli ultimi anni (e gli eventi che hanno segnato la storia del texas hold’em)?

La lista è lunga di personalità capaci di firmare autentiche imprese e confermarsi ad altissimo livello per diversi anni. Pensiamo a Vicky Coren che è riuscita a vincere due Main Event dell’ European Poker Tour, forse il torneo live più difficile in assoluto.

La player inglese è in buona compagnia, se solo pensiamo alle imprese di Annette Obrestad e Liv Boree, capaci di battere migliaia di maschietti e compiere delle vere e proprie imprese nei tornei dal vivo. Ma oggi vi voglio parlare di quella che è considerata forse la giocatrice più forte a Las Vegas nella storia di questo gioco.

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Jennifer Harman, la regina del cash game

Jennifer Harman è tra le poche donne che si è permessa di potersi sedere nelle partite più ricche del pianeta, sfidando miliardari ed i giocatori più forti dell’epoca (Doyle Brunson e Phil Ivey) alla Bobby’s Room del Bellagio. La sua partecipazione al Big Game cittadino rientrava nella normalità (nonostante limiti pazzeschi fino a $ 4000 / $ 8000).

Ha fatto parte di The Corporation, selezionata tra i giocatori più forti del pianeta che hanno sfidato il banchiere texano Andy Beal a limiti pazzeschi (nelle partite finali i bui potevano essere anche fino $ 100.000 / $ 200.000).

Il suo potere nel mondo del poker

Jennifer è stata la giocatrice più popolare (e forte) durante il boom del poker statunitense: non solo faceva parte dell’esclusivo team Pro di Full Tilt (non era una semplice red pro) ma era anche azionista di Tiltware, la holding di controllo della casa da gioco poi andata in rovina dal punto di vista finanziario con il Black Friday, prima della vendita a PokerStars.

Fino al 2011, Jennifer aveva un potere decisionale nella seconda room mondiale ma non solo. La sua credibilità è sempre stata ai massimi livelli.

Unica donna che ha scritto un capitolo del libro di Doyle Brunson Super System II. Harman è stata chiamata a spiegare il migliore approccio e strategia per il Limit Hold’em a tutti gli appassionati.

Jennifer Harman story: più forte anche della malattia

E’ nata a Reno in Nevada nel 1964 ed è stato suo padre ad insegnarle a giocare a poker. Jennifer ha sempre avuto un carattere forte ed ha dovuto superare momenti molto difficili: a soli 17 anni ha perso la madre per via di un’insufficienza renale (dovuta ad una malattia genetica) che costrinse anche Jennifer ad un primo intervento. Era molto legata alla madre.

Sfogò il suo dolore giocando a poker nei casinò della zona, usando dei documenti falsi (come fece Phil Ivey, non proprio un buon esempio). Non fu mai scoperta e solo all’età di 21 anni è uscita fuori dal guscio ed è diventata subito famosa a Las Vegas, per il suo talento.

Dopo il liceo frequentò l’Università del Nevada dove si laureò in biologia. Lavorava part-time come barista e cameriera, servendo cocktail.

Nonostante i buoni risultati scolastici decise di dedicarsi alla vita della giocatrice professionista. Una scelta che non fu accettata dal padre, con il quale non ebbe rapporti per molti anni.

Dopo la prima operazione dovette convivere con il timore di un ictus per via dello stato costante di ipertensione Anche per questa ragione nel 2004, dovette operarsi con un secondo trapianto al rene ma sconfisse nel migliori dei modi la malattia.

Questa esperienza l’ha spinta a dedicarsi alla beneficenza e a creare un’associazione: Creating Organ Donation Awareness.

Era  ed è molto popolare anche in Italia per via del suo matrimonio con il giocatore Marco Traniello, conosciuto per puro caso a Las Vegas (nel parcheggio del Bellagio). Una bella storia durata fino al 2013. Jennifer e Marco hanno due bellissimi gemelli.

A Las Vegas continua ad essere una donna molto influente ed uno dei suoi migliori amici è Daniel Negreanu.

Il record alle World Series of Poker

Ha scritto pagine importanti anche nei tornei live. Alle WSOP ha vinto oltre 1 milione di dollari e due braccialetti: il primo addirittura nel 2000, nel No Limit Deuce to Seven Lowball Event. Non conosceva la variante ma le bastò una sessione di tutoraggio di 5 minuti da parte del professor Howard Lederer per battere al tavolo finale rivali come Lyle Berman e Steve Zolotow.

Due anni dopo forse la sua impresa più bella nei tornei: la vittoria nel $5.000 Texas Hold’em Limit che l’ha vista contro Humberto Brenes, Allen Cunningham e Mini Tran.

E’ stata la prima donna a vincere due braccialetti alle WSOP nell’era open. Nella storia del poker ci sono riuscite solo Vanessa Selbst nel 2012, Loni Harwood nel 2015 e Kristen Bicknell nel 2020.

Nel 2015, con grande merito, è entrata nella Poker Hall of Fame. E’ sempre stata un’icona del gioco moderno anche grazie alle sue partecipazioni in trasmissioni televisive di successo come High Stakes Poker e Poker After Dark.

Nel 2019 si è confermata sempre tra le/i top mondiali nel $ 10.000 H.O.R.S.E. Championship, il torneo più tecnico ed importante delle WSOP, classificandosi al 16esimo posto. Proprio nell’ultima edizione pre-pandemia ha ottenuto tre in the money. Nei tornei dal vivo ha vinto oltre 2,5 milioni di dollari.

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