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Luneau e Sabic raccontano la loro scalata agli High Stakes Online

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Dopo aver scritto delle opinioni non propriamente simpatiche di Alex “alexonmoon” Luneau e Sebastien “Seb86” Sabic sugli altri giocatori degli High Stakes Online, oggi vogliamo riportare la storia della loro incredibile scalata ai giochi Nosebleed. Per farlo, ovviamente, ci riferiamo alle stesse dichiarazioni rilasciate dai due grinder milionari nel documentario di Victor Saumont “NOSEBLEED”.

Prima di tutto, però, una precisazione: quando parliamo dei risultati dei due cashgamer lo facciamo come se fossero una persona sola, perchè nel corso del documentario fanno più volte intendere di aver giocato a lungo, soprattutto a inizio carriera, scambiandosi le quote dei rispettivi stack (swapping), in una sorta di reciproco staking con lo scopo di diminuire la varianza.

Come vi avevamo già raccontato in un articolo precedente, se Luneau e Sabic sono arrivati tanto in alto devono ringraziare Gus Hansen, che nel corso degli ultimi tre anni gli ha lasciato sul tavolo svariati milioni di dollari ed è diventato il loro bersaglio preferito sia ai tavoli che per farsi due risate: due esempi eclatanti in questo senso sono portati dalla ragazza di Luneau che dichiara ironicamente di amare Gus e dallo stesso Sabic che su Pokerstars utilizza una foto del campione danese come immagine al tavolo.

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Alex Luneau e la fidanzata discutono di Gus Hansen

Tuttavia, i due giocatori francesi non hanno ottenuto tutto subito e la loro carriera agli High Stakes è iniziata con moltissimi dubbi e preoccupazioni di diversa natura.

Il primo problema che riscontrarono fu nella scarsa action a certi limiti per quanto riguardava il No Limit Hold’em, che nel 2009 era il main game di Luneau: “All’epoca le partite high stakes di NLH e PLO non c’erano quasi mai“, spiega “alexonmoon”. “Solo in rare occasioni partiva qualcosa di superiore al 25$/50$ e in più era veramente dura perchè c’era già Jungleman e quindi dovevi giocare al massimo ogni volta, prendendo tanti rischi. Non era per nulla facile”.

Quale fu la risposta dei due a questa situazione? Ovviamente i Mixed Games, quelle varianti di poker meno conosciute grazie alle quali i due grinder hanno costruito il loro incredibile successo: “I Mixed Games, invece, partivano molto più spesso ad alti limiti. Il livello ci sembrava molto più facile (rispetto al PLO e al NLH, ndr) e lo vedevamo come un possibile Eldorado per noi. Alla fine questa impressione fu nettamente confermata”.

Nonostante ciò, i presupposti per una carriera nei Mixed Games High Stakes non erano certo incoraggianti, soprattutto perchè Luneau quasi non conosceva i giochi: “All’epoca ero uno dei migliori al mondo nel NLH e nel PLO ma negli altri giochi tiravo a indovinare. Provavo a seguire i consigli di Seb ma onestamente ero un fish. Volevo giocare subito agli High Stakes perchè all’epoca sembravano veramente facili ma in realtà ero senza speranza, nonostante gli altri non fossero certo dei campioni”.

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Alex impegnato in una sessione da sogno con Gus e “samrostan”, due dei suoi “clienti” preferiti

Il primo approccio a quei limiti fu disastroso: “Persi subito 200.000 dollari. A quel punto Seb mi ha aiutato rapidamente a migliorare e da lì in poi abbiamo vinto svariati milioni di dollari”. Il supporto tecnico di Sebastien Sabic sembra essere stato fondamentale nella carriera di Luneau, che, quando lo incontrò per la prima volta nel 2009, gli propose uno scambio di coaching: lui gli avrebbe dato qualche lezione avanzata di PLO in cambio di un corso completo sulle varianti.

Dopo una lunga preparazione tecnica i due si sentirono pronti a mettere in ballo il loro bankroll, come racconta lo stesso Sabic: “La primissima partita Nosebleed che giocammo fu un 400$/800$ perchè sembrava molto più facile del nostro solito 100$/200$. Tuttavia non avevamo il bankroll che abbiamo ora e quello fu il primo di diversi big shots (tentativi a limiti ben superiori rispetto a quanto ci si potrebbe permettere, ndr)”.

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Come per il primo tentativo “in solitaria” di Luneau, anche dopo ore di studio e riflessioni, per entrambi l’inizio non fu dei migliori: “Fu molto durissima, perdemmo veramente tanto”, ricorda Sabic. “A un certo punto volevo smettere, mi rifiutavo di giocare ai Nosebleed. Nel 2-7 1.500$/3.000$ provammo due o tre volte e perdemmo ogni singola volta. All’epoca ero anche un po’ paranoico circa l’integrità del gioco, credevo che tutto fosse rigged“.

In questo caso fu Luneau ad aiutare l’amico: “Alex mi disse che non dovevamo fermarci, che dovevamo continuare a provare e io decisi che potevamo fare un ultimo shot. Quel tentativo diede il via al mese in cui Alex vinse un milione di dollari. Era il dicembre 2010 e fu il vero inizio della nostra carriera agli High Stakes”.umilta

Da quel momento i due grinder vinsero diversi milioni di dollari, distruggendo tutti gli avversari che incontravano. Tuttavia, in un raro momento di grande umiltà, Sebastien Sabic ci tiene a precisare quanto nel poker siano più importanti le motivazioni rispetto alle skills vere e proprie: “La cosa più difficile in questo lavoro è non perdere mai la fame e dare tutto per scontato quando inizi a vincere soldi. Non penso di avere una particolare abilità nel poker e credo che Alex risponderebbe allo stesso modo. Non penso di essere il miglior giocatore del mondo“.

Sabic spiega più approfonditamente questo concetto: “Sono stato più affamato di altri in certi momenti quindi ho lavorato più duramente e mi sono concentrato al massimo su ciò che facevo. Mantenere questa voglia è quello che conta di più, anche se non è facile, perchè quando sei giovane e guadagni tanti soldi molto in fretta rischi di finire in una spirale viziosa”.

Un discorso, quest’ultimo, di cui parleremo nel prossimo articolo, che avrà come oggetto la vita ballas di questi due giovani milionari francesi e dei loro colleghi, tra cui un Matthew Ashton che dimostra ben poco rispetto nei confronti del braccialetto del Championship WSOP da 50.000$ di buy-in vinto nel 2013

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