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“Se c’è Gus gioco sempre, Isildur1 regalava 100.000$ al giorno nel 2010”

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03/12/2014 17:15

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Dopo avervi presentato Nosebleed, il documentario girato da Victor Saumont sui due grinder high stakes Alex “alexonmoon” Luneau e Sebastien “seb86” Sebic, oggi inauguriamo il primo di una serie di articoli nei quali estrapoleremo gli aspetti più interessanti di questo reportage dalla durata di quasi un’ora e mezza.

E di aspetti interessanti, in questo documentario, ce ne sono veramente moltissimi: dal continuo riferimento a Gus Hansen come il più grande benefattore ai tavoli online al modo in cui i due riescono a metabolizzare perdite da centinaia di migliaia di dollari, fino ad alcuni aneddoti interessanti su Phil Ivey e altri professionisti di fama mondiale spesso incontrati ai tavoli High Stakes.

Come accennato, il giocatore più nominato è Gus Hansen. Già dai primi minuti si intuisce che i due protagonisti hanno un rapporto speciale con il danese: Alex sta giocando contro un player tedesco su Full Tilt Poker quando a un tratto compare il danese. Come se si trovasse di fronte a un dono del cielo, si mette immediatamente in sit-out contro l’avversario per dedicarsi completamente a spennare Gus, mentre Sebastien applaude divertito.

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Alex e Sebastien esultano e se la ridono nel vedere Gus pronto a giocare

A quel punto Saumont chiede se Gus sia il loro giocatore preferito contro cui giocare e Alex risponde: “Sì, se c’è Gus allora gioco. Abbiamo sempre bisogno di un cliente, oggi è lui, a volte è ‘samrostan‘, altre volte Niki Jedlicka. Ultimamente c’è un nome nuovo… come si chiama quello giapponese (rivolto a Sebastien Sabic, ndr)? Ah sì, John Juanda. Ci gioco contro molto volentieri anche se purtroppo non se la sente ancora di sedersi al 1.500$/3.000$”.

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Data la loro opinione sul 5 volte campione WSOP come se fosse un completo sconosciuto i due se la ridono sotto i baffi e questa non è che una delle moltissime volte in cui dichiarano più o meno esplicitamente che alcuni dei professionisti più noti al mondo sono in realtà dei super fish agli High Stakes Online.

Un altro riferimento è infatti a Viktor “Isildur1” Blom, di cui parla Sebastien: “Era il 2010 e all’epoca non avevamo un bankroll sufficiente e quindi c’era una tensione pazzesca. Ma erano anche i bei tempi in cui Gus giocava ogni giorno e nei quali anche Isildur si faceva vedere ai mixed games“, ricorda con nostalgia il 28enne francese.

“Non dimenticherò mai quei giorni nei quali dormivo con il computer acceso così che se qualcuno si sedeva al mio tavolo la lobby me lo segnalava, io mi svegliavo e giocavo subito. Isildur è durato tre o quattro giorni ai mixed games. Perdeva 100.000$ al giorno e vi assicuro che non era sfortuna, era proprio un modo di regalare i soldi“.

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Sebastien parla dei tempi in cui Viktor Blom cercava gloria nei mixed games

Opinione leggermente più positiva da parte di Sebastien nei confronti di Phil Ivey: “La prima volta che ci ho giocato contro è stato impressionante. Ero veramente contento di sfidare Ivey, l’avversario definitivo di questo gioco. Tuttavia no, non ho mai avuto l’impressione che fosse difficile da battere“.

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Alex ha invece un ricordo di cui va orgoglioso riguardo Phil: “Permettimi di braggare: una volta Ivey si è seduto contro di me al 1.500/3.000$ 2-7 heads-up e si è giustificato dicendo: ‘Se vuoi diventare il migliore devi giocare contro il migliore‘ riferendosi al fatto che mi riteneva il migliore in quel gioco. È stato un bel momento”.

Luneau ha anche un altro aneddoto divertente da raccontare durante la pausa di un torneo delle WSOP: “Nessuno sapeva chi ero al tavolo del PLO 8 da 10.000$ poi è arrivato Ivey e ha detto ‘questo è il tizio contro cui non vinco una mano da oltre 2 anni‘ e ha iniziato a farmi domande di strategia. Credo che sia una cosa a cui la gente è abituata qua a Las Vegas“.

Le uniche parole di elogio in tutto il documentario sono rivolte a Davidi Kitai. Alex Luneau ha un’idea decisamente particolare del fortissimo campione belga: “Mi ha insegnato tantissimo per quanto riguarda il poker live. Guardando le sua mani da un punto di vista tecnico so che non è fortissimo ma è un fenomeno dal vivo. Praticamente tutto il suo gioco si basa sui tell e quello, secondo me, è un modo perfetto di giocare a poker, meglio della strategia GTO (Game Theoretical Optimum)”.

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Davidi Kitai, uno dei pochi giocatori “salvati” da Alex Luneau

Tuttavia, per quanto i due francesi dimostrino di avere un’opinione tagliente su qualunque big del poker mondiale, Gus Hansen è in assoluto il loro bersaglio preferito. Il modo in cui parlano del danese è quasi irrispettoso in alcuni momenti, come quando la fidanzata di Luneau dice in telecamera “Gus, se ci stai guardando sappi che ti amo!” riferendosi al fatto che gran parte delle vincite del suo ragazzo arrivano proprio dal bankroll del danese.

Le battute e le frecciatine su Gus sono una costante in “Nosebleed” mentre il danese, incontrato dal regista durante una pausa del Championship da 50.000$, dimostra molta più signorilità dei due grinder e ammette: “Purtroppo conosco bene Alex Luneu, perchè negli ultimi due anni ha vinto molto contro di me. So che sta giocando il torneo da 50.000$ nel quale si gioca alle stesse varianti a cui gioca contro di me online, quindi immagino che le nostre sfide fossero una specie di preparazione per lui”.

L’atteggiamento dei due grinder francesi è invece risultato fastidioso a molti, che li considerano arroganti e irrispettosi. Un aspetto del loro carattere che i due in realtà non cercano nemmeno di nascondere, così come non hanno problemi a raccontare la loro incredibile ascesa online, fatta di un bankroll management poco solido e di momenti difficilissimi nei quali hanno più volte pensato di abbandonare il poker in seguito a perdite clamorose.

Di tutto questo, però, parleremo nel prossimo articolo.