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Molly Bloom 2.0 : “vi spiego cosa sto facendo oggi, la potenza della psicologia nel poker”

Cosa combina Molly Bloom dopo il successo ottenuto ad Hollywood con il suo Molly's Game? Ci svela il suo progetto contro le dipendenze. L'esperienza utile che ha maturato nel poker l'ha aiutata a superare il momento più difficile.

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18/02/2021 16:15

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La popolarità di Molly Bloom cresce ogni giorno grazie al successo di Molly’s Game, la pellicola ispirata alla sua vita.

La magia di Hollywood sulla testa di Molly Bloom

La magia di Hollywood si è posata ancora sulla sua testa. Un luogo che le ha portato fortuna due volte. La prima, quando organizzava partite private high stakes (la sua buona stella ha finito di brillare quando si trasferì a New York), ma il successo vero è arrivato con il film di Aaron Sorkin e l’interpretazione magistrale dell’attrice Jessica Chastain.

Un successo che le ha permesso di risolvere grossi problemi economici (la madre si era indebitata per pagarle le spese legali) e di rialzarsi dello tsunami che l’ha travolta, con l’arresto da parte dell’ FBI ed il processo.

Molly Bloom la seguiamo dal 2011, quando era una perfetta sconosciuta ma non per il pubblico di Assopoker. In California già si parlava delle sue partite high stakes, con al tavolo attori e sportivi. Nel mondo del poker già girava il suo nome.

Molly Bloom oggi

Cosa sta combinando l’ex principessa del poker high stakes di Hollywood?

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L’avevamo lasciata l’anno scorso, in procinto di venire qui a Malta per una convention sul poker all’Hotel Intercontinental – Casino Malta (nuova sede del Battle of Malta). Era stata invitata per parlare davanti a 100 poker manager provenienti da tutto il mondo. Avrebbe partecipato, donando il suo gettone di presenza (circa 10mila euro) ad un ente benefico da lei scelto. Il Covid19 però non le ha permesso di viaggiare.

Molly Bloom oggi

Pochi mesi prima, però era volata in Irlanda ed aveva partecipato al Pendulum Summit 2020 al Convention Center di Dublino. In quella occasione aveva raccontato di essere riuscita a vincere la partita più difficile, quella della dipendenza dalle sostanze stupefacenti.

La disintossicazione

L’affascinante 42enne ha rivelato che nel 2019 ha seguito un programma (in 12 fasi) di disintossicazione dalle droghe. Era diventata dipendente dalle anfetamine dai tempi degli high stakes di New York (quando ha iniziato a chiedere la rake ai propri clienti), per rimanere sveglia dalle lunghe nottate ai tavoli.

Molly è rinata, si è sposata ed ora è pulita.  Suo marito ha fatto un percorso simile e l’ha aiutata in questa sfida.

Vive in una cittadina vicino a Denver ed è molto legata alla sua famiglia.

“Io e mio marito – racconta – siamo guariti, abbiamo sconfitto le dipendenze. Lui è un neuroscienziato che, a soli 22 anni, era un tossicodipendente da eroina ed era finito per la strada, senza una casa. E’ riuscito ad uscire da questo tunnel in giovane età ed ha studiato neuroscienze.

Entrambi abbiamo trasformato le nostre vite e ora sappiamo chi siamo dentro. Entrambi eravamo a disagio con il mondo e ci siamo rivolti (sbagliando) alle sostanze”.

La nuova sfida con lo sviluppo di un programma e di un’app per le dipendenze

Una nuova sfida per lei e suo marito: “La cosa interessante è che, attraverso un programma strutturato in 12 fasi e con la comprensione delle neuroscienze, abbiamo creato un programma che consente alle persone di cambiare le loro vite e stiamo sviluppando un’app che consenta tutto questo. Vogliamo riportare quelle persone nel mondo reale”.

La psicologia nel poker e nella vita

Dell’esperienza del poker le sono rimasti gli aspetti positivi. La psicologia imparata ai tavoli l’ha aiutata anche nel momento più buio.

“La psicologia nel poker – dichiara Molly Bloom – è una componente fondamentale per raggiungere la vittoria anche nella vita. Chi va avanti senza avidità, senza sete di vendetta e lascia il suo ego da parte, il più delle volte risulta vincitore. Ho notato questa cosa ai tavoli da gioco: chi rimaneva più razionale, nella maggior parte delle occasioni vinceva”.

Queste persone hanno letto meglio gli avversari ed hanno fatto scelte migliori quando erano sotto pressione. E’ stata una grande lezione per me. Ho provato ad emularli”.

“Quando è scoppiato il caos, ho cercato di isolarmi e di mettermi in un angolo calmo, ordinato, in modo tale da fare scelte in modo razionale”.

Molly Bloom si sente ora in grado di dispensare consigli: “la migliore risorsa che abbiamo, in quasi tutte le situazioni, è la capacità di leggere le persone e creargli un’esperienza memorabile. Devi usare la tua umanità come barometro per relazionarti con gli altri”.

Come è riuscita a conquistare le star del cinema

Ancora oggi ci domandiamo, come può una perfetta sconosciuta, gestire ed organizzare partite con i nomi più influenti  di Hollywood e garantire partite per milioni di dollari? Come potevano le stelle del cinema fidarsi di lei?

“Ero molto concentrata proprio sugli aspetti umani di queste persone. Mostravo loro valori come integrità, onestà ed onore. Questi sono stati i tratti del mio carattere che ho messo in mostra relazionandomi con loro. Ed ho cercato di essere coerente con tutti. Almeno all’inizio è stato possibile”.

“Si trattava di prendersi cura della loro esperienza. Penso che avere un buon carattere forte sia il modo migliore per essere affidabili, altrimenti si rivelerà il tuo bluff. Gli esseri umani sono programmati per scoprire la verità, prima o poi la realtà delle cose viene sempre a galla”.

Nelle partite di Hollywood, Molly si limitava a raccogliere le mance dei partecipanti alle partite e le cose andarono per il meglio. Dal punto di vista legale stava mantenendo comunque una condotta borderline ma corretta.

Il problema fu a New York, quando si trovò costretta a garantire partite per milioni e milioni di dollari che la costrinsero – per forza –  a dover chiedere la rake (commettendo reato) per crescere finanziariamente ed avere le spalle coperte per gestire un giro del genere. L’intrusione (lei ne era inconsapevole) della mafia russa (che riciclava durante quei giochi) fece il resto e mise l’FBI sulle sue tracce. In questo modo finì in guai grossi con i federali. Ma questa è una vecchia storia.