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Phil Ivey ruggisce: “Sono rinato come giocatore, sento il fuoco dentro”

Phil Ivey a 360 gradi, nell'intervista a puntate con Barry Greenstein. Il player americano ha parlato degli ultimi anni difficili, lontano dai tavoli da gioco. Dell'assenza dalle scene, ai suoi impegni lavorativi extra poker, le sue passioni, ma soprattutto la voglia di giocare che si è riaccesa nel suo spirito. Insomma parole mai banali, quelle del 10 volte campione WSOP. 

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15/11/2020 17:00

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La nuova filosofia di vita

L’intervista a puntate a Phil Ivey, da parte di Barry Greenstein continua a regalare spunti davvero interessanti. Si tratta della terza ed ultima parte, mentre le prime due “puntate” le potete trovare qui. Si parte dal recente passato. Mesi e anni difficili per Ivey, complice la causa con il Borgata. Pur senza addentrarsi dentro ai noti fatti, il 10 volte campione WSOP, spiega quello che ha provato.

Phil Ivey

Phil Ivey

Per cause di forza maggiore, attacca Phil Ivey le mie apparizioni negli eventi in terra americana si sono diradate. Inizialmente ho sofferto tanto: il poker è sempre stata la mia vita. Non è stato facile dover rinunciare a tornei come le WSOP. Poi ho cercato di lavorare su me stesso, sul mio spirito. Mi sono occupato dei miei affari, ho giocato molto a golf, sono entrato a far parte del mondo dello Yoga e della meditazione

Infine, come sempre, la famiglia è la parte più importante in questi momenti. Il posto migliore in cui rifugiarsi. Ma soprattutto ho cambiato il mio modo di pensare. Fino a poco tempo fa ero uno dei tanti che si godeva poco il presente e si preoccupava di costruire a tutti costi un futuro radioso“.

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“Certo, il domani è importante, ma ho imparato a godermi il presente, vivere giorno per giorno e senza guardare troppo lontano. Meno stress, meno ansie e meno paranoie. Sono grato per quello che posso avere ogni giorno e mi preoccupo esclusivamente dell’oggi. E’ stato fondamentale questo passaggio nella mia vita“. 

Il business di Phil Ivey

Nella vita di Phil Ivey non c’è solo il poker. Specie negli ultimi anni, il 10 volte campione WSOP ha cercato di investire una parte dei profitti conquistati ai tavoli da poker. E con buoni risultati. E’ partito con un semplice ristorante a Las Vegas e adesso sono 5 i locali di cui è proprietario assieme ad altri soci. Ivey poi è un grande appassionato di musica e anche in questo settore ha deciso di inserire del denaro.

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Il campo della ristorazione e il settore della musica mi hanno sempre attratto. Ovviamente da solo non avrei mai fatto questo passo. Servono al tuo fianco persone fidate e soprattutto capaci. Io ho deciso di impegnarmi a fondo in questi investimenti e assieme ad altri soci, collaboratori e quanto altro, i risultati sono arrivati. Per me è una grande soddisfazione, specie in quel periodo che ho passato. Poter distrarre la mente e focalizzare le mie attenzioni su queste nuove esperienze, ha sicuramente inciso positivamente“.

Sono rinato come giocatore

Barry Greenstein arriva quindi alla domanda più importante di questa lunga serie di interviste. “Hai ancora voglia di giocare?” La risposta per fortuna è quella che tutti si attendevano.

Phil Ivey Main Event WSOP

Phil Ivey

Non solo ho voglia di giocare, spiega Phil Ivey, ma sento proprio il fuoco dentro. Sono rinato come giocatore e rivedo lo stesso entusiasmo di quando ho iniziato quasi 25 anni fa. Certo all’epoca ero più giovane ed è normale avere una certa carica addosso. Passati i 40 anni non è facile ritrovare alcuni stimoli, eppure sento le stesse sensazioni di allora“.

Non sappiamo ancora quando rivedremo in maniera costante Phil Ivey sulla cresta dell’onda, considerando anche la pandemia che limita eventi dal vivo e viaggi, ma dalle parole del 10 volte campione WSOP, c’è da attendersi mesi intensi.

Si ho veramente voglia di giocare. Di sedermi ad un tavolo e combattere per arrivare al successo finale. Non che questo sia mai svanito, ma negli ultimi anni la mia mente era occupata da altri pensieri. Adesso, a mente sgombra, posso tornare ad essere pienamente Phil Ivey“. 

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