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Phil Ivey e Borgata: arriva l’ accordo “amichevole” dopo 6 anni di battaglia legale

Il caso sembra chiuso. Dopo 6 anni di battaglie legali, Phil Ivey e il Casinò Borgata pare abbiano raggiunto un accordo per mettere fine al processo riguardo le vincite ottenute dal campione ai tavoli di baccarat, applicando la controversa tecnica dell'edge sorting. Non sono stati resi noti i termini fra le parti, ma potremmo essere giunti all'epilogo di una storia molto complicata e dove nessuno esce da vincitore. 

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09/07/2020 11:00

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Fine dei guai per Phil Ivey negli States?

Phil Ivey e il Casinò Borgata stanno portando avanti la questione per vie legali dal 2014. A distanza di 6 anni sembra che le due parti abbiano raggiunto un accordo. Il 2 luglio scorso, gli avvocati del player americano e del casinò della costa Est hanno depositato un deal presso la Corte di Appello degli Stati Uniti. Ovviamente i termini non sono stati resi noti.

Phil Ivey

Ricordiamo che il caso Ivey risale al 2012, quando il campione di poker e la sua partner di gioco Cheung Yin “Kelly” Sun sono stati accusati dal Casinò Borgata di aver barato ai tavoli da Baccarat per 10 milioni di dollari. La casa da gioco aveva rivendicato il rimborso di una vincita che riteneva illecita.

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La coppia invece, con Phil Ivey in testa, si è sempre difesa dicendo di non aver barato e arrivando ad accusare lo staff del casinò per quello che era successo.

I due processi

Il procedimento di primo grado non avevo sorriso a Phil Ivey. E’ stato condannato a risarcire il casinò Borgata. Un danno non solo economico, ma anche di immagine per il 10 volte campione alle WSOP, il quale è subito corso in appello. Allo stesso tempo, il campione del New Jersey ha diradato in questi anni le sue presenze negli eventi live di poker negli USA, mentre il Borgata ha provato a congelare una vincita del campione alle scorse WSOP: soldi in un primo tempo bloccati.

Come detto, se in primo grado le cose si erano messe male per Phil Ivey, nel processo di appello il vento sembrava soffiare a vantaggio del giocatore di poker.Gli avvocati difensori sono riusciti a mettere in dubbio le tesi del casinò e il giudice del riesame, Marjorie Rendell, sembrava propenso a riconoscere l’innocenza del campione. In attesa del parere della “ Division of Game Enforcement“, ovvero l’ente regolare del gioco statale del New Jersey. Parere non vincolante, ma assai decisivo perché tecnico.

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Nessun vincitore

Il caso Phil Ivey è dunque giunto al capolinea e se venisse rettificato dal giudice l’accordo tra le parti, dopo 6 anni di processi verrebbe messa la parola fine alla contesa. Ma chi esce vincitore da questa battaglia legale?

Nessuno, secondo il legale e consulente di Pokernews, Mac VerStandig. La  vera sorpresa non è l’accordo fra le parti, ma il tempo che c’è voluto per arrivarci.

Non sorprende vedere risolto il contenzioso, in particolare nella fase di appello in cui entrambe le parti hanno avuto l’opportunità di far valere le proprie tesi. Al tempo stesso, il costo legaale per andare avanti avrebbe superato il guadagno che avrebbe ottenuto una delle due parti, in caso di vittoria al processo”. 

Dunque nessun vinto e nessun vincitore. Il Borgata anche in caso di vittoria avrebbe rischiato di trovarsi senza alcun risarcimento, visto che nel frattempo Phil Ivey è riuscito a rendere non tracciabile negli USA il suo patrimonio.Nel suo unico conto bancario nel paese a stelle e strisce, il saldo è prossimo allo zero. Non solo, ma la stessa causa si sarebbe potuta ritorcere contro il casinò come precedente in casi futuri di questo genere.

Dal canto suo, Phil Ivey, pur con una vittoria in appello, non sarebbe stato del tutto salvo. Il rischio di un altro procedimento di primo grado sarebbe stato elevato. Con conseguente allungamento dei tempi e soprattutto dei costi legali. L’accordo fra le parti quindi è il naturale epilogo di una storia molto complicata e non certo chiara.

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