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Dota 2 vs Fortnite, chi vincerà? Tra i due litiganti ne beneficia il giocatore

Il The International di Dota 2 riuscirà a superare la World Cup di Fortnite e a mantenere il titolo di torneo esport più ricco dell’anno? La battaglia è serrata: per il momento il Battle Royale di Epic Games è in vantaggio, ma il MOBA di Valve può contare sul crowdfunding.

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03/07/2019 14:00

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Dota 2 e il The International da una parte, Fortnite e la World Cup dall’altra. In questi giorni, i siti di esport si stanno scatenando nel tentativo di capire se lo storico torneo della Valve, da anni il più ricco del panorama esportivo mondiale, riuscirà a confermarsi o se il “mondiale” del Battle Royale più giocato del pianeta sarà in grado di detronizzarlo.

La World Cup di Fortnite mette in palio qualcosa come 30 milioni di dollari, mentre il The International ha raggiunto quota 25,7 milioni nel momento in cui scriviamo. Ed è proprio qui che risiede la chiave di lettura: il prizepool dell’evento di Dota 2 è liquido, mai uguale a sé stesso, e soprattutto costantemente in grado di superarsi grazie al crowdfunding.

L’anno scorso, il The International ha messo in palio $25,532,177, partendo da una base di $1,6. Il resto è stato finanziato tramite l’acquisto dei Battle Pass da parte della fan base, un processo di cui vi parlavamo in questo articolo.

La nona edizione del The International di Dota 2 si svolgerà a Shanghai, dal 20 al 25 agosto, mentre la World Cup di Fortnite, targata Epic Games, è prevista per il 26-28 luglio. La differenza è che i 30 milioni di dollari di premio, in questo caso, li ha sborsati tutti il publisher, dal primo all’ultimo centesimo.

 

Dota 2 vs Fortnite

Chi vincerà la sfida all’esport più ricco del mondo?

 

Il The International ha cambiato la storia

Nell’industria esportiva di oggi, è prassi comune che i giocatori professionisti di caratura mondiale siano pagati dai propri team per competere, a prescindere dai risultati. Uno stipendio in tutto e per tutto, che garantisce ai player una certa tranquillità economica che permette loro di performare al meglio.

Da un certo punto di vista, il The International nel 2011 ha cambiato non solo l’industria degli esport, ma ha anche aiutato il movimento ad essere in qualche modo socialmente accettato, facendo capire al pubblico generalista che i migliori gamer al mondo avrebbero potuto davvero intascarsi milioni di dollari.

Per fare un esempio, come riporta il Business Insider, il montepremi del The International 7 (24,7 milioni di dollari) superava già quello della finale della Confederations Cup di calcio (20 milioni) e degli US Open di golf (12 milioni).

2018, l’esplosione dei Battle Royale

L’anno scorso, l’industria degli esport ha subito un altro scossone, attraverso il successo di due giochi in particolare: PlayerUnknown’s Battlegrounds prima, e per l’appunto Fortnite poi. A maggio 2018, la Epic Games annunciò il supporto alla scena esportiva di Fortnite attraverso 100 milioni di dollari di montepremi complessivi nei tornei.

I 30 milioni investiti nella World Cup avevano fatto dichiarare a Tencent Games, l’azionista di maggioranza di Epic Games: “La Fortnite World Cup ha il montepremi più grande nella storia degli esport”.

Ma sarà davvero così?

Dota 2 rilancia

Lo scorso 27 giugno, la Valve ha lanciato il Battle Level e il Treasure Bundle, che include 120 Battle Level e diverse ricompense in-game. Insomma, il solito bundle attraverso il quale Dota 2 autofinanzia il proprio torneo più importante.

Il prezzo del bundle di 29,99 dollari offriva uno sconto del 75% qualora il contenuto fosse acquistato individualmente, con il limite di un solo acquisto. Ma un bug in realtà ha permesso a diversi giocatori di comprare il bundle due volte; così, tre giorni dopo, la Valve ha annunciato di aver scoperto e sistemato il bug, permettendo però ai giocatori che non lo avessero sfruttato di comprare comunque due bundle.

Che si tratti davvero di un errore di sistema o di una strategia di marketing, questo “contrattempo” ha permesso al montepremi del The International di schizzare di 6 milioni, dando alla community di Dota 2 la speranza che l’evento potesse superare quota 30 milioni complessivi.

Quota 30 raggiungibile

Ogni anno, il montepremi del The International di Dota 2 ha dei picchi di aumento che coincidono con il rilascio, da parte di Valve, di vari item in-game. Oltre al Battle Pass e al Tresure Bundle, per l’edizione di quest’anno mancano almeno un altro paio di tesori che la compagnia deve ancora annunciare.

Ecco perché la possibilità che il torneo di punta di Dota 2 superi il montepremi messo in palio dalla World Cup di Fortnite è più che concreta, dal momento che il prizepool del The International può crescere fino all’ultimo giorno.

Mancano ancora quasi due mesi, la sfida è lanciata. Ma a prescindere che sia Dota 2 o Fortnite a potersi fregiare del titolo di esport più ricco del mondo, una cosa è certa: a goderne in primis saranno i giocatori professionisti, che potranno mettere le mani su una valanga di soldi.

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