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Niccolò Ceccarelli al Dreamhack Valencia: “Ad Hearthstone come nel poker devi fare scelte +EV”

Abbiamo sorpreso Niccolò Ceccarelli al Dreamhack di Valencia, dove ha partecipato all’Hearthstone Grand Prix. “Poker e Hearthstone sono molto simili”, ci ha raccontato. “Non conta la singola mano o il singolo torneo: conta il lungo periodo”.

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17/07/2017 15:00

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Niccolò Ceccarelli è solo l’ultimo dei giocatori di poker italiani folgorati sulla via di Hearthstone. Sulle orme di Giovanni Rizzo e Antonio Smeraglia, ‘ChallengerGX’ è andato però addirittura oltre, partecipando al Dreamhack Valencia che si è concluso sabato 15 luglio.

Ottima la prova del professionista azzurro delle due carte, che ha chiuso l’Hearthstone Grand Prix Main Event da $25.000 di montepremi con 7 vittorie e 3 sconfitte, ad un passo dalla Top 16 che gli avrebbe garantito l’accesso ai premi.

Niccolò Ceccarelli

Niccolò Ceccarelli

Niccolò Ceccarelli e Hearthstone: “Passione nata nel 2016”

Incontriamo ‘ChallengerGX’ nei corridoi della Feria de Valencia, l’immensa struttura che per tre giorni ha ospitato tornei di Hearthstone, Starcraft, Smite, League of Legends e tanto altro ancora. Stesso nickname utilizzato sia nel Texas Hold’em online, sia nel gioco della Blizzard.

“D’estate non ho molta voglia di giocare a poker”, ci racconta Niccolò Ceccarelli. “Mi piace stare in spiaggia, da me a Riccione. Per fare qualcosa di competitivo gioco ad Hearthstone”.

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Ceccarelli è amico di Marco ‘Turna’ Castiglioni, professionista di Hearthstone che a Valencia è riuscito ad arrivare fino ai quarti di finale, dove ha perso il derby contro Francesco ‘Meliador’ Leoni (arresosi poi in semifinale). Con ‘Turna’, Niccolò prova i mazzi e si allena.

Ma com’è nata la passione per Hearthstone?

È stata una conseguenza logica del poker. Se ti piacciono i giochi di carte, è abbastanza semplice come passaggio. Io poi adoro la competizione e quando devo sfidare un avversario diretto, mi diverto ancora di più. Non a caso amo gli heads-up, specialità dal quale sono partito nel poker”.

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Poker e Hearthstone: così vicini, così lontani

Un vantaggio competitivo che un giocatore di poker come Niccolò Ceccarelli può portare ai live di Hearthstone è sicuramente la freddezza: Non soffro la pressione. Le partite da dentro o fuori sono il mio habitat naturale”.

Ma Hearthstone e poker sono così simili come dicono alcuni, oppure non c’entrano niente l’uno con l’altro come ritiene una fetta della community italiana? Sicuramente questi due giochi hanno dei punti in comune.

Il più immediato è che bisogna sempre guardare al lungo periodo: come nel poker, durante una partita di Hearthstone devi prendere la decisione EV+, anche se poi magari l’avversario ha ‘l’out’ che ti distrugge. Devi guardare alle probabilità, un concetto molto simile al poker”.

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La liquidità condivisa online

‘ChallengerGX’ non ha intenzione di diventare un giocatore competitivo di Hearthstone, anche se l’idea sotto sotto lo stuzzica: “Per me è un hobby. Ho cominciato l’estate scorsa, mi sono subito qualificato agli Spring Preliminaries. Poi ho smesso, riprendendo qualche mese fa. Ho giocato un torneo a La Spezia e ho perso proprio contro ‘Turna’. Ambizioni competitive non ne ho, i miei interessi sono altri, ma non si sa mai…”

Anche perché è in arrivo la liquidità condivisa europea nel poker online: “Sì, l’aspettavamo da tanto. Può essere l’occasione per vedere nuove promo interessanti, che in Italia non si vedono davvero da tempo. Sicuramente è una cosa positiva. Forse non torneremo agli antichi fasti, ma vedere montepremi garantiti più alti nei tornei non è certo un male”.