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Come salvare il poker live dalle truffe, calunnie e dal caos social network: ecco la Polizia dei Giochi

E’ da 2013 che Assopoker ha proposto l’istituzione della “Polizia dei giochi”, come autorità di controllo del gioco live, sia dentro che fuori i casinò. Polizia è forse un nome fuorviante, ma all’estero questo tipo di realtà funziona, anche perché autorizza il personale qualificato e rilascia le licenze.

Il primo a parlarne è stato, in un’intervista esclusiva per il nostro portale, Jerome Iozza, responsabile italiano di Cerus, una delle scuole internazionali di croupier più famose in Europa. Iozza lanciò questa idea che è stata poi ripresa da noi e riproposta con insistenza nel 2014 e l’anno successivo. E’ insomma un nostro “cavallo di battaglia” e non ci stancheremo mai di riproporlo.

Vecchia proposta ma di stretta attualità: le polemiche su Facebook

Il tema di garantire la regolarità del gioco all’interno dei casinò (e non solo), è tornato di stretta attualità, così come l’esigenza di istituire una commissione di controllo (come il Gambling Board britannico), proprio in questi giorni caldi, contraddistinti da polemiche sempre più feroci sulla regolarità di alcuni tornei di poker dal vivo.

E’ necessario però puntualizzare che nessun casinò italiano è coinvolto in questi rumors o polemiche.

Molti dei nostri connazionali prendono parte a questi eventi e sui social le accuse si sprecano (ma si sentono così sicuri di essere immuni alle querele?) senza però alcuna prova. Solo tante illazioni e dubbi.

A noi risulta che un pool di avvocati sia già al lavoro per tutelare l’immagine degli organizzatori, a fronte dei recenti potenziali comportamenti diffamatori. Rumors che comunque sono nocivi a tutto il movimento ed anche agli stessi casinò italiani che non sono neanche sfiorati da questa vicenda che però mette in discussione l’intero sistema.

Per il momento non vi è alcuna prova a supporto, solo tante illazioni, al limite della calunnia. L’unica cosa certa è che i media e la stampa di settore non hanno i mezzi necessari per poter verificare questi rumors e capire se vi è una fondatezza nelle accuse oppure si tratta solo di ipotesi di diffamazione.

Tutela dei giocatori e proposta costruttiva

Di sicuro, non ci prestiamo al gioco della calunnia facile, rimaniamo garantisti fino a quando non spunteranno prove credibili (se spunteranno), non ci schiereremo né dalla parte degli accusatori né degli accusati.

Noi vogliamo essere dalla parte dei giocatori onesti e per questo motivo, ci sentiamo di proporre, per l’ennesima volta, un’idea costruttiva, sana che può tutelare i players ma anche tutti gli organizzatori e soprattutto preservare la credibilità del poker live.

La Polizia dei Giochi può essere una soluzione concreta, visto che è stata adottata in tutte le nazioni occidentali.

L’importanza del forum nella tutela dei players

Purtroppo nel nostro paese è stata sottovalutata la funzione dei forum di poker, a vantaggio dei social network, dove si assiste a discussioni senza alcuna moderazione o possibilità di difesa, senza alcune regole e dove possono inserirsi persone nei topic con il solo fine di generare confusione e gettare discredito su altre. La diffamazione gratuita è purtroppo scontata, ma non è esente da querele e condanne penali: le recenti sentenze della Cassazione lo testimoniano, proprio in merito ad alcuni commenti postati sui social network, ritenuti diffamatori.

Su Facebook tutto è più dispersivo, nascono dispute personali e dopo un giorno o due, la discussione cade nel dimenticatoio. Alla fine si è perso di vista lo scopo principale: la tutela dei giocatori.

Negli Stati Uniti, dove il movimento dei pokeristi è più numeroso e maturo, TwoPlusTwo continua ad essere un punto di riferimento, una miniera d’informazioni credibili e uno strumento prezioso, dove realmente i giocatori si auto-tutelano con uno scambio di news mirate e credibili, quasi mai campate in aria. Ed è la panacea per evitare situazioni spiacevoli ed imbarazzanti. Chi finisce nel mirino ha comunque la possibilità (se si è comportato onestamente) di difendersi, spiegare e chiarire.

Chi si presenta con accuse infondate in genere viene rispedito al mittente dagli utenti più esperti o dagli stessi moderatori. Chi ha alle spalle “precedenti”  (alla fine il mondo del poker è un mondo a sé, molto ristretto dove tutti sanno tutto di tutti) non è gradito su 2+2.

Infatti chi deve denunciare qualcosa, si deve presentare ai moderatori di TwoPlusTwo, provare la propria identità e poi se è ritenuto un interlocutore credibile, può rendere nota la vicenda a tutto il forum con delle prove in mano o degli indizi pesanti. In questo modo i male intenzionati devono girare alla larga ed in genere le polemiche su Facebook passano in secondo piano. Se un’accusa è ritenuta credibile va su 2+2, nel caso contrario è solo spazzatura.

Sui social invece la polemica è fine a sé stessa o strumentale per colpire – magari – concorrenti scomodi o regolare dei conti passati con altri players. Inoltre le denunce su queste piattaforme, anche quando poggiano su basi solide, perdono la loro credibilità. Chi ha realmente qualcosa in mano deve presentarle alle autorità competenti. Tutto il resto è aria fritta, fino a prova contraria.

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L’esperienza estera positiva. Perché non in Italia?

Ma proprio questo clamore (non possiamo sapere se più o meno giustificato) di questi giorni, può essere utile per una seria riflessione da parte delle autorità (in primis per l’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli e del Ministero dell’Economia ed anche degli Interni) e degli operatori (a qualsiasi livello), per chiedere una volta per tutte, l’istituzione della Polizia dei Giochi, ovvero una realtà che è presente in tutti i paesi civili come Gran Bretagna, Svizzera, Francia, Stati Uniti etc. Perché in Italia no?

Ente di Supervisione e controllo

La costituzione di un ente di supervisione sarebbe utile sia per la tutela dei giocatori che per l’immagine e la credibilità degli organizzatori, anche coloro che in questo momento sono nel mirino delle critiche e al centro di sgradevoli illazioni.

Nei casinò italiani esistono solo gli ispettori comunali e, con tutto il rispetto, i loro poteri sono molto limitati. Il business del gambling (non parliamo solo di poker) è rilevante per le sale da gioco ed è necessario investire una parte di questi profitti in un ente che garantisca regole certe, operatori certificati, controlli e credibilità. Se no sarà la fine del gioco live e del poker in primis. Passiamo dalle chiacchere però ai fatti concreti. Vi spieghiamo cos’è questo ente negli altri paesi.

La soluzione britannica

In Gran Bretagna, nel 1968 hanno fondato proprio la “Polizia dei giochi”. Si tratta di un’authority super partes che garantisce la regolarità del gioco a qualsiasi livello. L’ente monitorizza anche i movimenti sospetti dei giocatori all’interno dei casinò.

E’ un’arma molto efficace per contrastare anche il riciclaggio e rilascia le licenze dei croupier. Controlla ogni aspetto, con il massimo rigore. Dopo la felice esperienza britannica, tutti i paesi occidentali hanno costituito authority di controllo, il nostro paese non ha invece tenuto conto di questa felice esperienza.

Con l’esistenza di un’autorità di garanzia del genere, sarebbe possibile anche disciplinare in modo credibile il movimento dei circoli, con un rilascio di licenze e autorizzazioni per il personale.

Polizia dei giochi in Francia

Vi abbiamo citato la Gran Bretagna come esempio, ma in Francia la “Polizia dei Giochi” è una sotto sezione del Ministero degli Interni con 85 funzionari che supervisionano 20 circoli (tutti riconosciuti legalmente) e 137 casinò. Ente finanziato dalle enormi entrate garantite dal gambling dal vivo.

I controlli di questo ente sono ritenuti molto efficaci e rendono credibile il settore del live in tutto l’Esagono. Una struttura simile può essere finanziata dal maggiore indotto derivante da una disciplina dei circoli anche in Italia.

In Francia, molti poker club autorizzati sono stati chiusi negli ultimi anni, perché i controlli della Polizia dei Giochi e del Ministero degli Interni avevano messo in evidenza un giro di riciclaggio di denaro sporco. Così alcuni storici circoli parigini sono stati chiusi.

Questa authority può supervisionare la regolarità del gioco e non sovrapporsi ai normali e doverosi controlli delle forze dell’ordine.

COMPARAZIONE GIOCHI
Editor in Chief Assopoker. Giornalista e consulente nel settore dei giochi da più di due decenni, dal 2010 lavora per Assopoker, la sua seconda famiglia. Ama il texas hold'em e il trading sportivo. Ha "sprecato" gli ultimi 20 anni della sua vita nello studio dei sistemi regolatori e fiscali delle scommesse e del gioco online/live in tutto il Mondo.