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Perché la fusione Flutter-TSG (Pokerstars) può rafforzare la liquidità di Betting Exchange e poker: Betfair si prepara alla rivoluzione

In settimana è stata annunciata la fusione tra il gruppo irlandese e The Stars Group. Sarà rafforzata la liquidità nel Betting Exchange e nel poker? Gli scenari futuri e il nuovo board mentre Betfair si prepara a fronteggiare la concorrenza con un nuovo sistema di commissioni (più basse).

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07/10/2019 11:59

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La fusione tra Flutter (Betfair e PaddyPower) e The Stars Group (PokerStars, SkyBet, Full Tilt) condizionerà parecchi mercati, solo per l’importanza dei brand coinvolti che rappresenteranno circa il 38% del mercato online britannico (ricordiamo la leadership di SkyBet nell’online oltre i numerosi betting shop di Paddy per il terrestre) e australiano (attraverso BetEasy).

Il nuovo gruppo avrà asset strategici ed importanti però soprattutto negli Stati Uniti con Fox Bet (in sinergia con Murdoch e Fox Sport) e Fan Duel, più un accordo premium in 12 stati con Eldorado Casino (che ha appena acquistato Caesars E.).

 

Per gli analisti potenziale crescita in Spagna e Italia

Ma gli analisti si attendono una notevole crescita nei mercati europei di Spagna, Italia e Germania. Per quale ragione? Proviamo a capire le dinamiche.

Il potenziale di questa fusione va oltre una normale unione di asset, per la natura dei giochi che rappresentano il core business delle società coinvolte più in vista: Betfair è leader nel Betting Exchange mentre PokerStars nel poker online. Due games che si basano sulla liquidità, nel quale non esiste un banco e dove la casa da gioco guadagna sulle commissioni (rake).

In tal caso la liquidità potrebbe essere rafforzata notevolmente se venissero favorite operazioni di cross over tra i due pools. Il potenziale della fusione si rivelerebbe molto interessante, in particolare per l’Exchange.

Poker online: le nuove risorse

Nel poker Betfair è una delle principali skin del settimo network al mondo per traffico nel cash game (iPoker) ed il gruppo irlandese possiede anche la poker room georgiana (e bookmaker) Adjarabet: ha acquistato il 51% delle azioni nel febbraio 2019 per 101 milioni di euro.

La room di BF era molto popolare nei paesi scandinavi negli anni d’oro del poker: c’erano tavoli high stakes interessanti. Ora le cose sono cambiate. Difficile però pensare che la skin si sposti, almeno nel breve periodo, dal network di Playtech (ma non è detto).

La liquidità nel betting exchange

La liquidità del betting exchange potrebbe beneficiarne nel lungo periodo, in particolare in mercati chiusi, come la Spagna (ha una liquidità aperta solo nel poker) dove il brand Betfair è molto forte. Idem in Italia.

Il nuovo board favorirà il cross over tra questi due giochi ad alta liquidità? La tendenza fino a questo momento è stata quella di cercare di spostare i giocatori verso giochi a più alta marginalità per la casa come scommesse tradizionali e casinò, però la tentazione è forte perché il potenziale sarebbe enorme. L’exchange diventerebbe un prodotto unico nel mercato con una liquidità forte.

La storia di Betfair: come è nata la fusione

Betfair ha fatto un notevole salto di qualità (dal punto di vista dei profitti e della solidità finanziaria) quando si è trasformato in un bookmaker, affiancando l’offerta dell’exchange con una parallela offerta di sportbook, che ha fatto storcere il naso ai “puristi”, ai vecchi e romantici sport trader. Ma la gestione del banco permette margini notevolmente più alti.

La prima rivoluzione è arrivata grazie al “vecchio” guru e amministratore delegato Breon Corcoran (prima CEO di PaddyPower) che ha voluto il lancio su BF in maniera verticale delle scommesse tradizionali. In questo modo l’azienda ha migliorato notevolmente i profitti ed ha creato le condizioni per una fusione proprio con Paddy (da qui la nascita della multinazionale irlandese ora conosciuta come Flutter). Corcoran è stato l’uomo che ha fatto da garante per gli azionisti di entrambe le società.

Il nuovo board dei direttori: la composizione

A capo del nuovo gruppo ora siederà Peter Jackson (CEO di Flutter) mentre il CFO sarà Jonathan Hill (altro manager del gruppo irlandese). Importante incarico come COO (direttore delle operazioni) spetta al CEO di TSG Rafi Ashkenazi che ha avuto il merito, negli ultimi mesi di chiudere due importanti operazioni negli States (FoxBet e l’accordo con Eldorado).

I tre manager saranno nel board dei direttori formato da 14 manager. Nel post fusione, entrerà a far parte del consiglio anche l’ex CEO di SkyBet Richard Flint che ha fatto crescere in modo verticale il bookmaker inglese fino alla fusione con Amaya-The Stars Group.

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Betfair si prepara: pronta la rivoluzione con le commissioni al 2%

Quali saranno le prossime mosse? Naturalmente il betting avrà un ruolo di rilievo ma anche nell’exchange si sta muovendo qualcosa di importante. Betfair ha annunciato in alcuni mercati (in particolare quello inglese) un cambio delle commissioni (rake) sulle transazioni.

Al momento è sempre stata applicata una commissione standard del 5% sulle vincite.

Bene, su diverse piattaforme, questo sistema tradizionale cambierà: l’utente potrà decidere di passare ad una commissione del 2%, rinunciando alle promozioni dello sport book, oppure rimanere al 5% (con delle agevolazioni sulla piattaforma scommesse), o a sua scelta passare ad una commissione dell’8% (che però darà diritto ad un cash back del 10% sulle perdite).

Una mossa che ha, da un certo punto di vista, spiazzato il mercato. La concorrenza di Betdaq (l’exchange di Ladbrokes) è senza dubbio molto forte in UK, così quella di Smarteks e MatchBook, altre piattaforme che applicano una commissione più bassa (Matchbook però lo fa sugli stake…).

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La forza di Betfair, oltre ad un software eccezionale e facile da usare, è sempre stata la liquidità, ma dovendo fronteggiare una concorrenza così massiccia nel mercato britannico, la liquidità che viene condivisa con il dot com sta perdendo leggermente volumi (ad esempio sulla Serie A è notevolmente più alta la liquidità pre-match del mercato italiano).

Nel caso di passaggio al 2% anche in altri mercati, Betfair Exchange potrebbe fare concorrenza anche ai bookmakers tradizionali, considerando le quote molto più alte e, rafforzerebbe, in modo notevole la liquidità. Ma bisogna capire questa nuova iniziativa se sarà applicata anche nei mercati europei. Con la fusione con PokerStars, un sistema di commissioni più basso, potrebbe essere realmente rivoluzionare e favorire un’affermazione definitiva del prodotto in Europa.

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